God of War: Sons of Sparta è finito al centro di una polemica inaspettata. Il nuovo spin-off per PS5, presentato come esperienza per 1-2 giocatori, ha scatenato l’ira di una parte della community dopo la scoperta che la modalità co-op locale non è disponibile fin da subito. Per sbloccarla, infatti, è necessario completare l’intera campagna in single player almeno una volta. Una scelta che, per alcuni, rappresenta un tradimento delle aspettative.
La pagina del PlayStation Store indica chiaramente la presenza di una modalità “single player o two-player couch co-op”, ma non evidenzia in modo immediato che la cooperativa sia bloccata dietro la progressione. Ed è qui che nasce il malcontento. Diversi utenti sui social hanno parlato apertamente di pubblicità fuorviante, sostenendo di aver acquistato il titolo con l’intenzione di vivere l’avventura fianco a fianco fin dal primo avvio. “Mi sento truffato, voglio un rimborso”, ha scritto un giocatore, riassumendo un sentimento condiviso da molti.
Eppure, guardando la questione con un minimo di prospettiva storica, la scelta non appare così anomala. Nell’era PS1 e PS2, sbloccare modalità aggiuntive era parte integrante dell’esperienza. Era una ricompensa, un incentivo a esplorare a fondo il gioco. Non era raro completare più volte un titolo per ottenere personaggi segreti, livelli bonus o modalità alternative. Oggi, però, il paradigma è cambiato: il pubblico si aspetta che tutto sia immediatamente accessibile, senza barriere.
Il punto centrale, dunque, non è tanto la presenza di un contenuto sbloccabile, quanto la comunicazione. Se l’intenzione di Santa Monica Studio e Mega Cat Studios era omaggiare una filosofia old-school, forse sarebbe servita maggiore trasparenza nella descrizione del prodotto. Perché nel 2026, l’aspettativa di fruire di una modalità cooperativa dal day one è quasi automatica, soprattutto quando il marketing insiste sull’idea di esperienza condivisa.
È davvero un insulto legare il co-op alla progressione? O è semplicemente una scelta di design che premia chi si dedica all’avventura principale? La verità probabilmente sta nel mezzo. In un’industria che tende a offrire tutto e subito, una meccanica del genere può sembrare controcorrente, ma non necessariamente scorretta. Resta da vedere se, di fronte alla pressione dei fan, arriverà una patch per rendere la modalità cooperativa disponibile fin dall’inizio.