Sony potrebbe non aver ancora chiuso definitivamente la porta ai giochi fisici su PlayStation. È questa l'ipotesi rilanciata nelle ultime ore da un nuovo rumor, secondo cui la compagnia avrebbe iniziato a sondare il parere degli sviluppatori sulla decisione di interrompere la produzione dei dischi per i nuovi giochi PlayStation.
La notizia arriva dopo l'annuncio ufficiale dello scorso luglio, quando Sony Interactive Entertainment aveva comunicato che da gennaio 2028 la produzione di dischi fisici per i nuovi giochi PlayStation sarebbe stata interrotta. Da quel momento in poi, i nuovi titoli sarebbero stati disponibili attraverso il PlayStation Store e nei negozi esclusivamente in formato digitale. La decisione non riguarda invece i giochi già pubblicati o quelli che arriveranno prima di gennaio 2028 in versione fisica.
Secondo quanto riportato da ComicBook.com, la voce nasce da quanto raccontato dall'analista tecnologico Tom, conosciuto online come Moore's Law Is Dead, durante una puntata del podcast Broken Silicon. Stando alla sua ricostruzione, PlayStation avrebbe inviato agli sviluppatori un sondaggio particolarmente ampio rispetto alle normali rilevazioni effettuate dalla compagnia.
Il sondaggio, sempre secondo la fonte, avrebbe affrontato anche indirettamente la questione della decisione di eliminare progressivamente i supporti fisici e le conseguenze che questa scelta potrebbe avere sui team e sui publisher.
Da qui nasce l'ipotesi più interessante: Sony potrebbe essere intenzionata a capire quanto sia forte il dissenso all'interno dell'industria prima di procedere definitivamente con il proprio piano. Tom ha ipotizzato persino la possibilità che, nel caso in cui il feedback fosse sufficientemente negativo, la compagnia possa prendere in considerazione una sorta di passo indietro.
È fondamentale sottolineare, però, che non esiste al momento alcuna conferma ufficiale di un cambio di strategia. Si tratta di una voce basata su un presunto sondaggio e sulle interpretazioni dell'analista. Non significa quindi che Sony abbia deciso di mantenere la produzione dei dischi oltre il 2028, né che PlayStation stia preparando un annuncio in tal senso.
Un eventuale ripensamento avrebbe inoltre importanti conseguenze economiche. Sony ha spiegato la propria scelta facendo riferimento alla progressiva crescita del digitale e al cambiamento nelle abitudini dei giocatori. Secondo i dati citati da ComicBook.com, durante l'anno fiscale 2025 l'85% delle vendite dei giochi PlayStation sarebbe avvenuto in formato digitale, contro il 19% registrato nell'anno fiscale 2015.
Il digitale garantisce inoltre a PlayStation un maggiore controllo sul processo di vendita, eliminando una serie di costi legati alla produzione e alla distribuzione dei supporti fisici. Da questo punto di vista, dunque, la decisione annunciata a luglio non è certo priva di una precisa logica commerciale.
Nel frattempo, però, il dibattito sull'abbandono del fisico continua. Alcune fonti hanno parlato di malumori tra sviluppatori e publisher, mentre altre hanno ridimensionato l'ipotesi di una possibile retromarcia. A fine agosto, per esempio, l'ex dirigente Sony Richard Browne aveva dichiarato che a Gamescom non risultava alcun cambiamento nella strategia di Sony e che i publisher stavano continuando a seguire le indicazioni relative al passaggio al digitale nel 2028.
La situazione, quindi, rimane sospesa tra una posizione ufficiale molto chiara e un rumor che suggerisce che Sony potrebbe quantomeno stare verificando quanto la propria decisione sia sostenibile nel lungo periodo.
Per il momento, il piano annunciato da PlayStation non è cambiato: da gennaio 2028 i nuovi giochi PlayStation non dovrebbero più essere prodotti su disco. Il presunto sondaggio potrebbe rappresentare semplicemente un normale momento di confronto con gli sviluppatori oppure, se le indiscrezioni dovessero trovare conferma, il primo segnale di una possibile rivalutazione della strategia.
In altre parole, non siamo ancora davanti a una retromarcia di Sony. Ma se il sondaggio esistesse davvero e se il feedback dell'industria fosse effettivamente molto negativo, sarebbe quantomeno un elemento da tenere d'occhio nei prossimi mesi.