Sony ha pubblicato i risultati del secondo trimestre dell'anno fiscale 2026, il periodo interessato dalle proteste contro le sue scelte sul futuro dei giochi fisici. Gli utenti attivi mensili di PlayStation hanno raggiunto 127 milioni: otto milioni in più rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente e due milioni in più rispetto al primo trimestre dell'esercizio.
Al centro della contestazione c'è la decisione di interrompere la produzione delle edizioni fisiche dei nuovi titoli a partire da gennaio 2028. La mobilitazione si è inserita in un malcontento che riguardava anche la produzione dei giochi first-party, le chiusure degli studi e l'investimento nei live service, arrivando a coinvolgere appassionati e organizzazioni impegnate nella difesa del formato su disco.
Le iniziative hanno seguito due strade. La campagna No Disc, No Buy invitava a rinunciare all'acquisto dei giochi privi di un'edizione fisica. Does It Play ha invece promosso il PS5 blackout, chiedendo agli utenti di tenere spente le console per una settimana: l'obiettivo era incidere sull'attività registrata dalla società e, attraverso questa, sui risultati comunicati agli investitori.
Nel trimestre delle proteste, il digitale ha rappresentato il 78% degli acquisti di giochi completi, con una crescita di sei punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. La percentuale riguarda esclusivamente le vendite dei giochi: dal conteggio sono esclusi i DLC e le microtransazioni, che quindi non contribuiscono a determinare il rapporto tra copie digitali e fisiche.
Anche il formato su disco ha registrato un aumento dei ricavi. I giochi fisici hanno generato 43,1 miliardi di yen, quasi otto miliardi in più rispetto al secondo trimestre dell'esercizio precedente. Alla crescita della quota digitale negli acquisti si è dunque accompagnato un incremento degli incassi delle copie confezionate.
Le vendite digitali hanno prodotto 330,8 miliardi di yen, con un incremento di 60,5 miliardi rispetto al corrispondente trimestre dell'anno fiscale 2025. Il divario economico tra i due formati rimane ampio, con il digitale che genera ricavi superiori a quelli del supporto fisico.
Sul fronte delle risposte alle campagne, PlayStation non ha commentato pubblicamente le proteste. La società non ha neppure comunicato modifiche al piano che prevede l'interruzione della produzione dei nuovi giochi su disco.