Ken Kutaragi, conosciuto come il padre di PlayStation, è intervenuto sulle proteste nate attorno alla decisione di Sony di interrompere dal 2028 la produzione di dischi per le nuove uscite. L'ex presidente di Sony Interactive Entertainment ha detto di comprendere la frustrazione degli appassionati, pur giudicando poco sostenibile continuare a investire nel supporto fisico.
Parlando con VGC durante l'evento Game Republic New Horizons di Middlesbrough, Kutaragi ha osservato che il disco è diventato una «metafora del possesso». Secondo il dirigente, la percezione potrebbe cambiare come è già accaduto con gli smartphone, dispositivi connessi sui quali gli utenti non considerano indispensabile un supporto fisico per conservare i propri contenuti.
La sua posizione non nega però l'esistenza del problema. Kutaragi ha riconosciuto che la gestione del passaggio al digitale ha creato attriti con il pubblico più affezionato. È un dibattito che coinvolge non solo la comodità dei download, ma anche il controllo sugli acquisti, la conservazione dei giochi e la possibilità di collezionarli o rivenderli: temi sui quali anche Shawn Layden aveva messo in guardia Sony.
Per Kutaragi, tuttavia, mantenere la produzione dei dischi non sarebbe più economicamente ragionevole. La diffusione delle connessioni rende il contesto molto diverso rispetto all'epoca di PS2 e PS3, quando le funzionalità online esistevano ma non erano ancora centrali nell'esperienza quotidiana di milioni di giocatori.
La valutazione è coerente con una previsione che Kutaragi formulava già nel 2006: la distribuzione digitale e lo streaming avrebbero potuto rendere superflui sia i dischi sia, in prospettiva, gli stessi sistemi di archiviazione tradizionali. L'ingegnere ha guidato la nascita delle prime tre generazioni PlayStation prima di lasciare Sony nel 2007.
L'ex dirigente ritiene inoltre che l'attuale leadership possa vedere PlayStation non soltanto come una console, ma come un terminale connesso per la distribuzione di contenuti. L'arrivo di professionisti provenienti da realtà legate allo streaming avrebbe rafforzato questa impostazione, destinata però a scontrarsi con le aspettative di chi continua ad associare una piattaforma da gioco anche al possesso materiale dei titoli.
Kutaragi ha quindi ricondotto parte della resistenza a una «questione di mentalità», senza presentare le sue parole come una posizione ufficiale di Sony. Il nodo resta aperto: l'efficienza del modello digitale può ridurre costi e vincoli distributivi, ma per molti giocatori il disco continua a rappresentare una garanzia concreta di proprietà e conservazione.