La decisione di Sony di spingere PlayStation verso l'abbandono delle copie fisiche ha acceso una reazione immediata da parte di diversi rivenditori videoludici, che hanno contestato la mossa mettendo al centro il tema della proprietà dei giochi e della tutela dei consumatori.
Tra le prese di posizione più nette c'è quella di Game, che ha pubblicato un messaggio in cui parla apertamente della necessità di difendere ciò che conta per chi ama i videogiochi. Il retailer sostiene che le ultime scelte dell'industria preoccupano chi considera il videogioco qualcosa di più di un semplice file scaricabile.
Nel messaggio, Game insiste su un punto preciso: digitale e fisico possono convivere, come hanno già fatto per anni. La critica non riguarda quindi l'esistenza degli store digitali, ma l'eventuale perdita di un'alternativa concreta per chi vuole possedere una copia su disco, prestarla, rivenderla o conservarla.
Anche altri negozi hanno reagito con toni duri. Loot Box Gaming ha chiamato in causa le cancellazioni di PlayStation Plus, parlando di una possibile risposta dei consumatori attraverso il portafoglio. VGP Video Game Plus, altro rivenditore indipendente, ha commentato la situazione con un messaggio molto sintetico e altrettanto esplicito, lasciando intendere che la discussione non sia destinata a chiudersi in fretta.
Il tema non riguarda soltanto gli acquirenti. Una PlayStation senza giochi fisici avrebbe conseguenze dirette anche per catene e negozi specializzati come Game, CeX e GameStop, realtà che basano una parte importante della propria attività sulla vendita di copie nuove e usate. La stessa pressione industriale è emersa anche nel dibattito sui blockbuster videoludici, sempre più legato ai costi e ai modelli commerciali.
La preoccupazione principale resta però il controllo dell'accesso ai contenuti. Senza una copia fisica, i giocatori dipendono interamente dall'ecosistema digitale di PlayStation: se una licenza viene modificata, rimossa o resa non più accessibile, il margine d'azione dell'utente si riduce. La fonte cita anche il precedente della rimozione di film dalle librerie digitali, usato come esempio dei rischi percepiti.
Un mercato solo digitale ridurrebbe inoltre la possibilità di confrontare offerte tra negozi, acquistare usato o recuperare copie fisiche in un secondo momento. In alcuni casi, soprattutto quando entrano in gioco condivisione dell'account o connessione assente, il disco resta ancora una soluzione più stabile per continuare a giocare. Per ora la discussione riguarda PlayStation, ma i retailer temono che un cambio di rotta simile possa influenzare l'intero mercato console.