Pantaloon ha lanciato Playbill, un servizio in abbonamento dedicato ai videogiochi indipendenti più audaci e bizzarri. La realtà, passata dalla selezione di giochi all'attività di publisher, propone una formula che richiama XBOX Game Pass, concentrando però la propria offerta sulle produzioni sperimentali ed eccentriche.
Il fondatore Jamin Smith ha spiegato che l'obiettivo è ridurre la barriera d'ingresso per chi vuole avvicinarsi a generi ed esperienze che potrebbero non emergere attraverso gli algoritmi di Steam. L'abbonamento nasce quindi attorno a una selezione curata, con l'intento dichiarato di far incontrare i giocatori con proposte meno esposte dai meccanismi di scoperta dello store.
Tra i giochi gratis per gli abbonati figurano produzioni di terze parti come Buckshot Roulette, Silt, Ex Sanguis e Cabin Factory. Sono i primi nomi della componente esterna dell'offerta, che affianca i progetti pubblicati direttamente dalla società.
La parte firmata Pantaloon comprende Sub-Verge, Occlude, It Takes a War, Boxroom e Rolla. A questi si aggiunge Offbeat, un simulatore dedicato alla creazione musicale: l'elenco iniziale riunisce dunque sia giochi di altri editori sia opere appartenenti all'attività editoriale della società che gestisce il servizio.
L'abbonamento comprende anche una sezione chiamata Green Room, riservata a esperienze diverse dai giochi completi. Qui trovano spazio demo in prova gratis, playtest e prototipi abbandonati: materiali che permettono di esplorare anche progetti rimasti allo stadio di sperimentazione, oltre a quelli proposti attraverso versioni dimostrative.
Al lancio, i playtest presenti in questa sezione riguardano Isle Goblin, Mr Magpie's Harmless Card Game e Lemonade Apocalypse. Questi tre progetti costituiscono la prima proposta di test del servizio e si affiancano alle altre tipologie di contenuti della Green Room.
Smith ha inoltre fissato un criterio preciso per la selezione: il servizio non ospiterà né darà spazio a giochi che utilizzano IA generativa in qualsiasi forma. Il fondatore ha collegato esplicitamente questa scelta alla volontà di celebrare il mestiere di creare videogiochi, inserendola nella visione editoriale alla base dell'abbonamento.