Gli autori di Palworld continuano a definirsi indipendenti, anche dopo il successo del loro gioco. John “Bucky” Buckley, responsabile delle attività editoriali e della comunicazione di Pocketpair, è intervenuto sulla definizione di indie con un messaggio pubblicato il 29 ottobre 2026, spiegando quali criteri adotta lo studio per descrivere la propria posizione.
Il dirigente afferma che l'azienda e il suo gioco sono interamente autofinanziati: non ci sono investitori esterni né società a cui rispondere delle proprie decisioni. Riconosce però che il successo di Palworld possa aver cambiato la percezione del pubblico, spingendo una parte dei giocatori a considerare diversamente lo sviluppatore.
Buckley contesta l'idea che basti superare una determinata soglia nel numero di dipendenti, oppure ottenere incassi elevati, per perdere automaticamente quell'etichetta. Osserva inoltre che diversi studi comunemente considerati indipendenti, compresi alcuni capaci di vincere premi importanti e raggiungere un grande successo, hanno ricevuto finanziamenti e sostegno da aziende molto più grandi.
Il criterio che propone è il controllo creativo. La presenza di un publisher o di un investitore, sostiene, può accompagnarsi alla piena libertà degli sviluppatori. L'indipendenza diventa invece discutibile quando un'altra entità esercita pressioni sulle scelte creative o prende decisioni al posto del team: è questo il confine che Buckley considera determinante.
Nelle risposte è emerso il caso di Clair Obscur: Expedition 33, la cui candidatura come miglior gioco indipendente ai The Game Awards aveva alimentato discussioni per la presenza di un publisher esterno. Buckley ha posto una domanda precisa: è giusto escluderlo dalla categoria soltanto perché qualcuno ha contribuito al marketing? Per lui, il sostegno promozionale richiede una valutazione distinta dall'ingerenza nello sviluppo.
Un altro esempio citato è Stardew Valley, che ha ricevuto assistenza sul marketing da Chucklefish. Il dirigente mette in discussione anche in questo caso l'esclusione dall'ambito indipendente. Il franchise ha raggiunto dimensioni tali da avere un tour ufficiale dedicato alla colonna sonora, mentre il gioco principale continua a essere seguito da ConcernedApe e da un piccolo team.
Quanto alle definizioni alternative, Buckley accetta che il pubblico preferisca chiamare la sua azienda AA o “iii”. Non considera quella scelta una disputa da vincere: nel messaggio conclude che, al di là dell'etichetta, l'obiettivo rimane continuare a realizzare giochi divertenti.