Con l’ennesimo rinvio che spinge GTA 6 fino a novembre 2026, la comunità si ritrova a interrogarsi non solo sull’impatto commerciale dell’evento, ma addirittura su una possibile conseguenza collaterale che rasenta il paradossale: il ritardo di Rockstar potrebbe influire sulla tabella di marcia delle nuove console?
La provocazione arriva da Piers Harding-Rolls di Ampere Analysis, uno che di solito non parla a caso e che conosce fin troppo bene il peso che l’industria attribuisce al marchio Grand Theft Auto. Secondo l’analista, il titolo di Rockstar è talmente centrale nelle dinamiche del mercato da poter persino spingere Sony e Microsoft a ritardare l’arrivo della prossima generazione, nell’ottica di “spremere” ancora un po’ la macchina installata di PS5 e Xbox Series.
Una tesi affascinante, certo. Ma credibile? Non proprio. Altri esperti del settore, interpellati per commentare la teoria, hanno smorzato rapidamente l’entusiasmo. George Jijiashvili di Omdia, per esempio, ha sottolineato come un eventuale slittamento di PlayStation 6 nel 2028 fosse già previsto, e che il rinvio di GTA 6 non avrebbe alcun senso come motivo scatenante: l’esclusiva temporale sul traino di vendita sarebbe comunque passata da un anno, rendendo la manovra quantomeno illogica.
La verità, nuda e cruda, è che l’industria non si muove dietro l’umore di un singolo blockbuster. Tanto meno quando si parla di nuove generazioni hardware. Il ciclo produttivo di una console richiede anni di pianificazione, accordi sui semiconduttori, logistica globale, strategie di lancio, investimenti su first-party e accordi con terze parti. Non è qualcosa che si ritocca perché un publisher decide di prendere altri sei mesi per sistemare texture, IA o infrastruttura online.
Come ricorda Rhys Elliott di Alinea Analytics, cambiare i piani quando il settore è reduce da una pandemia, da una crisi delle forniture e da un’instabilità economica strutturale, sarebbe quasi suicida. Figuriamoci farlo basandosi su un gioco che potrebbe, per assurdo, subire un altro rinvio.
È chiaro però che GTA 6 cambierà gli equilibri del 2026, sposterà campagne marketing multimilionarie e metterà in ombra chiunque proverà a uscirgli accanto. Ma pensare che possa mettere in ginocchio o ritardare la corsa alla next-gen è un’altra storia, meno credibile e molto più campata per aria.
Ciò non toglie che la domanda continuerà a rimbalzare per mesi, soprattutto man mano che ci avvicineremo al 2027 e il settore comincerà a sussurrare i primi dettagli concreti sulla prossima generazione. Per ora, però, la risposta sembra essere una sola: il futuro delle console non lo decide GTA, e nemmeno Rockstar.