David Jaffe, il creatore di God of War, ha criticato pubblicamente Asha Sharma dopo le dichiarazioni della dirigente sul suo coinvolgimento nell'assistenza ai giocatori XBOX. In un intervento su X, lo sviluppatore ha accusato la responsabile del marchio di mettere in scena un'operazione d'immagine, prendendo di mira il modo in cui viene comunicato il rapporto con la community.
All'origine della polemica c'è la notizia che la CEO esamina personalmente alcune richieste di assistenza XBOX. Un'attività attraverso cui Sharma entra direttamente in contatto con i problemi segnalati dagli utenti, intervenendo sui ticket di supporto: proprio questo coinvolgimento personale è diventato il bersaglio del commento di Jaffe.
La sua obiezione riguarda soprattutto la scelta di rendere pubblica un'attività inizialmente svolta senza pubblicizzarla. «Se lo faceva in segreto, perché sente il bisogno di rivelarlo?», ha scritto. Per l'autore, raccontare quell'impegno ne fa una forma di comunicazione promozionale: è su questa scelta della dirigente che si concentra l'accusa di comportamento costruito per il pubblico.
Nel messaggio, Jaffe si è anche definito un fan XBOX, includendosi esplicitamente fra gli appassionati ai quali rivolge il suo avvertimento. Ha sostenuto che dovrebbero aver imparato dalle esperienze precedenti, o quantomeno essere «MOLTO SOSPETTOSI». Il suo invito è a mantenere un atteggiamento critico verso i messaggi dei vertici, senza considerare i dirigenti dell'azienda come propri amici.
Da qui il riferimento diretto a Phil Spencer: «Vi ricordate quando Phil Spencer era vostro amico? Ah, bei tempi!». Jaffe richiama così il rapporto costruito dall'ex responsabile con il pubblico e quelle che considera contraddizioni fra dichiarazioni pubbliche e decisioni prese durante la sua gestione.
Il post ha raccolto anche risposte di utenti che condividono la critica dello sviluppatore e contestano a loro volta la comunicazione di XBOX, giudicandola soprattutto un esercizio d'immagine. Jaffe aveva già espresso giudizi duri sulla leadership PlayStation: con questo intervento ha rivolto le proprie contestazioni anche alla dirigenza del marchio concorrente.
Personalmente, al netto delle parole piuttosto colorite di Jaffe, credo che la questione interessante sia proprio questa: quando un dirigente racconta pubblicamente un gesto pensato per aiutare gli utenti, dove finisce il servizio alla community e dove comincia la comunicazione d'immagine? Una risposta definitiva non c'è, ma è comprensibile che una community ormai abituata a comunicazioni aziendali molto costruite scelga di guardare queste iniziative con una certa cautela.