La passione per i motori ha trovato una nuova forma espressiva tra i mattoncini colorati e le miniature da collezione. Al Tecnopolo di Reggio Emilia, l'ultima edizione del Cinematic Motor Fest ha dimostrato come il confine tra realtà automobilistica e mondo del modellismo sia sempre più sottile, trasformando l'evento in un vero e proprio crocevia tra cultura cinematografica, competizioni reali e creatività costruttiva. L'iniziativa ha saputo conquistare un pubblico trasversale, dalle famiglie con bambini agli appassionati adulti di collezionismo e motorsport.
La vera rivoluzione di questa manifestazione è stata la capacità di integrare diverse anime della cultura automobilistica in un unico spazio. Accanto alle tradizionali proiezioni cinematografiche e alle esposizioni di vetture reali, hanno trovato ampio spazio Il Mattoncino Colorato di Reggio Emilia e il Mattel Brick Shop, due realtà che rappresentano l'evoluzione contemporanea del rapporto tra pubblico e automobile, dove la passione si esprime anche attraverso la costruzione e la personalizzazione.
L'associazione reggiana ha allestito un'area espositiva che ha trasformato i celebri mattoncini danesi in autentiche opere d'arte motoristiche. Cinque costruttori di fama hanno presentato le loro creazioni originali: Marcello "Lello" Sacchetti, Alan Guerzoni, Luca "Baddy" Badiali, Andrea "6 lovers" Grazi e Francesco "frapez" Pezzali hanno esposto MOC (My Own Creation) che replicano con impressionante precisione le linee delle supercar più iconiche e dei veicoli da competizione. Queste realizzazioni personalizzate dimostrano come il modellismo moderno abbia raggiunto livelli di sofisticazione tali da rivaleggiare con i modelli ufficiali.
Ma l'esperienza non si è limitata alla contemplazione passiva. Il pubblico ha potuto partecipare attivamente attraverso laboratori creativi focalizzati sul tema automobilistico e ampie zone dedicate al gioco libero, pensate per stimolare l'immaginazione dei più giovani. Questo approccio interattivo ha trasformato l'esposizione in un vero e proprio laboratorio didattico dove i bambini hanno potuto sperimentare i principi della meccanica e del design attraverso il gioco costruttivo.
Photo credit: Luca Bottazzi
Un momento particolarmente significativo ha visto protagonisti due piloti della NASCAR Whelen Euro Series: il campione Ulysse Delsaux e Arianna Casoli, figura di riferimento nel panorama delle corse statunitensi. La loro presenza ha creato un ponte ideale tra le competizioni reali e la loro rappresentazione in miniatura. I due atleti hanno firmato autografi sui set LEGO Technic e Speed Champions dedicati proprio alle vetture NASCAR, creando un collegamento tangibile tra l'adrenalina delle piste americane e il fascino del collezionismo.
Sul fronte delle novità commerciali, Mattel ha scelto proprio il festival emiliano per lanciare la sua prima linea di set costruibili in collaborazione con Hot Wheels. Questa operazione rappresenta un'evoluzione strategica per il marchio californiano, storicamente associato alle iconiche macchinine in metallo pressofuso. I nuovi prodotti offrono modelli altamente dettagliati e completamente personalizzabili, permettendo agli appassionati di costruire e modificare le proprie auto dei sogni pezzo dopo pezzo. Naturalmente, lo stand ha continuato a proporre anche i classici modellini die-cast che da decenni accompagnano l'infanzia di milioni di bambini in tutto il mondo.
L'evento reggiano ha dimostrato come la cultura automobilistica contemporanea si nutra di molteplici linguaggi. La settima arte racconta storie di velocità e libertà, le competizioni reali incarnano il coraggio e la tecnica, mentre il modellismo costruibile permette a chiunque di diventare progettista e personalizzare il proprio rapporto con l'universo dei motori. Questa contaminazione tra dimensioni diverse dello stesso interesse ha reso il Cinematic Motor Fest un esempio riuscito di come gli eventi culturali possano evolvere per abbracciare pubblici diversi mantenendo coerenza tematica.
La formula adottata a Reggio Emilia potrebbe rappresentare un modello per future manifestazioni dedicate al mondo automotive, dove la passione non si limita alla contemplazione di veicoli storici o futuristici, ma diventa esperienza attiva, creativa e condivisa tra generazioni. Il successo dell'iniziativa conferma che l'automobile continua a essere fonte di ispirazione culturale che va ben oltre la sua funzione pratica di mezzo di trasporto.