La gestazione di GTA 6 sarebbe stata ancora più lunga e complessa di quanto si pensasse. Secondo le nuove testimonianze raccolte dal giornalista Jason Schreier presso Rockstar North, alcuni artisti lavorano al progetto da oltre undici anni, in un percorso segnato da cambi di direzione, idee abbandonate e lunghi periodi di sperimentazione.
La pianificazione concreta sarebbe cominciata nel 2015, o forse persino prima. In quella fase Rockstar avrebbe avviato sopralluoghi a Miami per raccogliere materiale utile alla costruzione di Vice City e delle aree circostanti, un passaggio iniziale particolarmente importante per un open world di queste dimensioni.
Red Dead Redemption 2 ha assorbito gran parte delle risorse
Tra il 2015 e il 2016, però, la maggior parte delle forze dello studio era concentrata su Red Dead Redemption 2. Il western non rappresentava soltanto il progetto principale dell'epoca: il lavoro tecnologico svolto per realizzarlo avrebbe costituito anche una base importante per il nuovo Grand Theft Auto.
Rockstar avrebbe così gestito tre linee produttive parallele. Il gruppo più consistente era impegnato su Red Dead Redemption 2, un altro seguiva i contenuti aggiuntivi di GTA V e una squadra di artisti portava avanti le prime fondamenta di Grand Theft Auto VI. Questa sovrapposizione aiuta a spiegare perché una lavorazione iniziata tanto tempo fa non abbia seguito fin dall'inizio un ritmo uniforme.
La ricostruzione offre anche qualche indicazione sulle scelte compiute per il mondo di gioco. Le strade sarebbero state rese più strette rispetto a quelle di GTA V, con l'obiettivo di aumentare la densità del traffico e dare maggiore credibilità allo spazio urbano. Una decisione del genere influirebbe non solo sull'aspetto di Vice City, ma anche su inseguimenti, spostamenti e disposizione degli edifici.
Il peso di questa produzione resta evidente anche guardando al futuro dello studio. Rockstar ritiene che gli strumenti e il team costruiti per GTA 6 possano accelerare i progetti successivi, evitando di ripartire ogni volta completamente da zero.
Gli anni più difficili e il sistema delle armi
Il periodo più complicato sarebbe stato quello compreso tra il 2019 e il 2022. Il problema centrale riguardava l'equilibrio tra realismo e immediatezza: Rockstar cercava un'identità precisa per il gioco, ma le diverse possibili direzioni avrebbero rallentato le decisioni e alimentato una sensazione di stallo.
Sempre secondo il resoconto di Schreier, alcuni designer avrebbero lasciato lo studio perché frustrati dalla mancanza di progressi percepibili. Anche la presenza di tre responsabili avrebbe reso più difficile trovare una linea comune, soprattutto quando si trattava di trasformare idee ambiziose in meccaniche leggibili e divertenti.
Un caso emblematico sarebbe stato il sistema delle armi. Il team voleva avvicinarsi all'impostazione di Red Dead Redemption 2, più limitata e strategica, ma la classica ruota di selezione rischiava di mostrare armi non disponibili in quel momento e di rendere l'interfaccia poco intuitiva. Dopo aver sperimentato alternative, gli sviluppatori sarebbero tornati a una soluzione più vicina a quel modello.
La direzione definitiva avrebbe iniziato a emergere soltanto tra la fine del 2022 e l'inizio del 2023. Più che la storia di uno sviluppo lineare, questi retroscena descrivono quindi un enorme processo di prototipazione, nel quale Rockstar ha continuato a mettere alla prova sistemi e priorità prima di arrivare alla forma attuale di GTA 6.