Per Shawn Layden, ottenere profitti attraverso un modello come XBOX Game Pass è «impossibile» per gli sviluppatori. L’ex dirigente PlayStation, che ha guidato il marchio durante gli anni di PS4, ha contestato la sostenibilità degli abbonamenti per chi realizza i giochi, concentrandosi soprattutto sulle produzioni proposte tra i giochi gratis al lancio.
Il suo ragionamento riguarda il superamento del punto di pareggio: chi sviluppa punta a recuperare i costi e poi a guadagnare attraverso ricavi ulteriori e partecipazioni agli utili. Secondo Layden, il modello in abbonamento impedisce proprio questo passaggio. Il giudizio riguarda quindi le prospettive economiche dei singoli team, anche quando la piattaforma riesce a rendere redditizio il servizio.
Per descrivere questa differenza, l’ex dirigente ha paragonato Microsoft a un casinò nel quale il banco vince sempre. Ha inoltre contrapposto le strategie delle due aziende: PlayStation non ha adottato l’arrivo sistematico delle grandi produzioni nell’abbonamento al debutto, mentre XBOX ha scelto quella strada. A suo giudizio, per un gioco ad alto budget il lancio rappresenta un’occasione decisiva per affermarsi.
Le critiche alla gestione dell’abbonamento sono arrivate anche da un ex produttore di DOOM, che ha contestato il servizio e la presenza della serie al suo interno. Tra gli sviluppatori indipendenti, però, esistono testimonianze di segno diverso.
Thomas Sala, autore di The Falconeer, ha definito l’ingresso nell’abbonamento un’esperienza generalmente positiva per uno sviluppatore, soprattutto indipendente. Il suo gioco ha raggiunto circa un milione di installazioni attraverso il servizio. Sala ha sottolineato sia la possibilità di raggiungere un pubblico ampio sia compensi che considera equi, dichiarandosi disposto a partecipare nuovamente.
Lo stesso autore ha spiegato che l’accesso al catalogo dipende dalle scelte di Microsoft. L’azienda seleziona i giochi seguendo una cadenza di pubblicazione: un progetto deve adattarsi al calendario, soddisfare le aspettative e avere sviluppatori disponibili a un accordo per poter ricevere una proposta.
Gareth Damian Martin, autore di Citizen Sleeper, ha invece collegato l’abbonamento alla possibilità concreta di realizzare un seguito. Ha raccontato che la presenza nel servizio ha contribuito al successo del gioco e portato più persone ad acquistarlo. Senza quel sostegno, ha dichiarato, non avrebbe avuto l’opportunità di sviluppare il secondo capitolo.