XBOX Game Pass non avrebbe centrato gli obiettivi fissati da Microsoft perché la sua formula ha convinto soprattutto una porzione precisa del pubblico. È la diagnosi di Mat Piscatella, analista e senior director di Circana, secondo il quale il servizio fatica a trovare nuovi margini oltre gli utenti già fortemente coinvolti nel mondo dei videogiochi.
Piscatella sostiene che l'abbonamento abbia attirato principalmente il pubblico più appassionato, composto da persone abituate a dedicare molto tempo a numerosi giochi. Questa platea, però, non sarebbe abbastanza ampia per sostenere un progetto che punta a raggiungere decine o centinaia di milioni di abbonati.
Il limite individuato dall'analista riguarda quindi le abitudini del pubblico più ampio. La maggior parte delle persone non gioca molti titoli e potrebbe percepire meno chiaramente il valore di un abbonamento costruito attorno all'accesso a tanti giochi gratis. La quantità dell'offerta diventa particolarmente attraente per chi esplora spesso nuove uscite, ma non produce lo stesso effetto su chi concentra il proprio tempo su pochi prodotti.
Tra le possibili risposte alle difficoltà del servizio è emersa l'ipotesi di puntare maggiormente sugli indipendenti. Piscatella non considera negativa questa direzione in assoluto, ma ritiene che non affronti il nodo principale: ampliare la base degli abbonati oltre il segmento più coinvolto. Secondo la sua analisi, una simile scelta potrebbe perfino rendere più difficile conquistare il pubblico generalista.
L'analista afferma infatti di non vedere una soluzione immediata alla sfida. Il team XBOX aveva ricevuto il compito di trasformare il business dei videogiochi in un modello in abbonamento, seguendo una direzione adottata da Microsoft anche in altre aree. Piscatella ritiene che, se una strategia avesse potuto funzionare su questa scala, sarebbe stata proprio quella già messa alla prova dall'azienda.
Le difficoltà nel raggiungere una platea più ampia si affiancano al dibattito sul rincaro di Game Pass, un altro elemento che ha inciso sul rapporto tra il servizio e i suoi utenti. La valutazione di Piscatella sposta però l'attenzione sul comportamento dei giocatori: il problema non dipenderebbe soltanto dalla composizione dell'offerta, ma dalla dimensione del pubblico disposto a sfruttarla con continuità.
Da questa prospettiva, aggiungere produzioni differenti non basta automaticamente a trasformare l'abbonamento in un prodotto di massa. La strategia già tentata avrebbe intercettato gli utenti più predisposti alla formula, lasciando a Microsoft il problema di raggiungere persone che giocano meno e che, proprio per questo, attribuiscono un valore diverso all'accesso a un catalogo molto esteso.