La acquisizione di Electronic Arts da 55 miliardi di dollari si è conclusa dopo il via libera della Commissione europea. L’operazione, condotta dall’Arabia Saudita insieme a Silver Lake e Affinity Partners, la società d’investimento fondata da Jared Kushner, trasforma EA in un’azienda privata attraverso un buyout finanziato in larga parte a debito.
Il nuovo assetto ha suscitato la reazione di Shams Jorjani, CEO di Arrowhead Game Studios, lo sviluppatore di Helldivers 2. Il dirigente teme che la proprietà possa concentrarsi sulle scommesse considerate più sicure, restringendo ulteriormente la produzione intorno ai franchise capaci di generare i ricavi maggiori. Per Jorjani, l’industria ha bisogno di diversità imprenditoriale oltre che creativa, con studi ed editori di dimensioni differenti pronti a finanziare progetti altrettanto diversi.
Il dirigente ha ricordato come la storia dell’editore non sia costruita soltanto sui suoi blockbuster. Battlefield, The Sims e Mass Effect convivono infatti con produzioni quali Split Fiction e Unravel, oltre a classici come Command & Conquer: Generals e SimCity 2000. Proprio questa ampiezza del catalogo EA, secondo Jorjani, rappresenta un patrimonio che la nuova proprietà dovrebbe preservare.
La sua speranza è che l’acquisizione permetta alla società di mantenere quella varietà, anziché ridurla. Se il risultato fosse una struttura dedicata quasi esclusivamente a sequel e mega-franchise, l’operazione finirebbe per sprecare uno dei cataloghi più ricchi dell’industria videoludica. Il timore riguarda quindi sia le nuove idee sia le serie storiche rimaste inattive.
La struttura finanziaria dell’accordo alimenta queste preoccupazioni. Electronic Arts avrebbe assunto 18 miliardi di dollari di debito, a fronte di un EBITDA annuale pari a circa 1,5 miliardi. I piani comunicati agli investitori prevedono inoltre tagli annuali per 700 milioni, dei quali 170 milioni ricondotti a efficienze organizzative, una formula associata al rischio di nuovi licenziamenti.
Negli anni EA ha già accantonato marchi molto conosciuti. Burnout non riceve un nuovo capitolo da tempo, mentre le attività rally di Codemasters e Need for Speed hanno attraversato una fase di ridimensionamento. Nel frattempo, il peso dell’editore si è concentrato sempre più su EA Sports FC, Battlefield, Madden, The Sims e sulle produzioni ambientate nell’universo di Star Wars.
Anche BioWare rientra nel quadro tracciato da questi cambiamenti. Lo studio ha ridotto il personale dopo Dragon Age: The Veilguard, lasciando Mass Effect come principale progetto noto per il suo futuro. Le parole di Jorjani mettono così al centro la prima grande scelta della nuova Electronic Arts: usare il catalogo per sostenere produzioni differenti oppure affidarsi soprattutto ai marchi già consolidati.