La sicurezza degli account PlayStation torna al centro della discussione, e questa volta il punto non sembra essere una password troppo debole. Il caso nasce dal racconto di Numerama, che il 14 maggio 2026 ha aggiornato una vicenda già emersa alla fine del 2025: un account protetto da 2FA e passkey sarebbe stato preso di mira attraverso il processo di recupero gestito dall'assistenza.
Il problema, quindi, non riguarda soltanto la protezione scelta dall'utente. Secondo la ricostruzione, un malintenzionato sarebbe riuscito a far modificare l'ID di accesso di un profilo PlayStation sfruttando informazioni considerate sufficienti dal supporto, tra cui un numero di transazione collegato a una vecchia fattura.
È un dettaglio pesante, perché molti giocatori conservano per anni acquisti digitali, trofei, salvataggi e abbonamenti legati allo stesso account. Chi segue l'ecosistema PlayStation sa bene quanto oggi un profilo PSN sia molto più di una semplice credenziale per giocare online.
Nel primo episodio, ripreso anche da Insider Gaming, il giornalista era riuscito a recuperare l'account per poi perderne nuovamente il controllo poco dopo. Il presunto aggressore avrebbe spiegato di aver usato un numero di transazione apparso in passato in uno screenshot, un'informazione che non dovrebbe bastare da sola a superare controlli d'identità robusti.
La parte più recente della storia introduce però una sfumatura importante. A maggio, davanti a una nuova notifica di modifica dell'ID di accesso, PlayStation France avrebbe preso l'allerta più seriamente e fatto risalire il caso internamente. Da quanto racconta Numerama, il sistema avrebbe bloccato il cambio e ripristinato l'account allo stato precedente, evitando che finisse di nuovo nelle mani di terzi.
È una buona notizia, ma non chiude la questione. Lo stesso racconto sottolinea che l'assistenza avrebbe comunque continuato a chiedere un numero di transazione, segno che la procedura di verifica potrebbe essere ancora troppo fragile se confrontata con il valore reale di un account pieno di giochi e servizi.
Va anche precisato che non si parla di una violazione di massa confermata dei server Sony. Il caso, per ora, resta una testimonianza documentata da un giornalista e rilanciata dalla stampa internazionale. Proprio per questo è importante distinguere tra un attacco sistemico alla piattaforma e un possibile punto debole nei controlli usati per riassegnare un account.
Per gli utenti, 2FA e passkey restano strumenti fondamentali e vanno tenuti attivi, ma questa vicenda ricorda che non tutto dipende dalla schermata di login. Conviene evitare di pubblicare o mostrare numeri di transazione, ricevute o dettagli di acquisto, monitorare con attenzione le email di sicurezza e intervenire subito se arriva una notifica di modifica non richiesta.
La vicenda arriva in un momento in cui il valore dell'account PlayStation è sempre più alto, tra librerie digitali, abbonamenti e cataloghi come PlayStation Plus. Se il recupero via assistenza può aggirare protezioni avanzate, la domanda non è più soltanto come proteggere la propria password, ma quanto siano solide le procedure che decidono a chi appartiene davvero un profilo.