Ci sono videogiochi che non si limitano a intrattenere, ma che riscrivono le regole di un intero medium. Resident Evil, uscito il 1 agosto del 1996 per PlayStation in Europa, è esattamente uno di questi: un titolo che ha dato forma e nome al concetto stesso di survival horror, imponendo un linguaggio fatto di corridoi stretti, telecamere fisse e tensione costante. Ma dietro l'aura leggendaria del capolavoro di Shinji Mikami si nascondono retroscena sorprendenti, che pochi conoscono davvero.
Nella nostra galleria dedicata alle 10 curiosità su Resident Evil ripercorriamo le origini più impensabili del gioco, a partire dal fatto che nacque come rifacimento di Sweet Home, un horror per Famicom del 1989 mai uscito dal Giappone. Da lì scoprirai perché in patria il titolo si chiama Biohazard e come una banda musicale americana abbia costretto Capcom a inventare uno dei brand più celebri della storia del gaming.
Non mancano le influenze cinematografiche: la telecamera fissa ispirata ad Alone in the Dark, l'atmosfera della Spencer Mansion debitrice dell'Overlook Hotel di Shining, fino al mistero del volto in copertina — che, contrariamente a quanto molti credono, non appartiene a Chris Redfield. E ancora: gli otto finali che premiano o puniscono le tue scelte, la misteriosa versione Game Boy Color cancellata, l'intro live action censurata in Occidente e la data del 24 luglio 1998, un futuro che nel 1996 faceva ancora paura.
Che tu sia un veterano degli S.T.A.R.S. o un curioso alle prime armi, queste storie ti faranno guardare al gioco con occhi diversi. Sfoglia la galleria completa per scoprire tutti i dettagli, uno dopo l'altro. E già che ci sei, recupera pure il nostro SpazioGames Original dedicato proprio al trentesimo anniversario del gioco che ha cambiato per sempre i survival horror del mondo dei videogiochi.