Provato 7 min

Nier Replicant ver.1.22474487139 rivisita il cult che nessuno ha giocato

Andiamo alla scoperta del remaster e aggiornamento del precursore di Nier Automata

A poco meno di un mese dal lancio, Square Enix ci ha dato la possibilità di provare con mano Nier Replicant ver.1.22474487139, il remaster e aggiornamento (come amano definirlo i creatori) della gemma grezza – un’opera dalla storia oscura e dalla pubblicazione persino più complicata – da cui è poi nato l’acclamato Nier Automata.

Piattaforma:
PC, PS4, XONE
Sviluppatore:
Toylogic
Distributore:
Square Enix

Replicant arriva per la prima volta in Occidente, dopo il lancio originale che dalle nostre parti riguardò esclusivamente la variante Gestalt, la cui differenza principale consiste nella presenza di un protagonista adulto e in delle linee di dialogo (dal momento che in quel caso si trattava del padre, qui invece il personaggio giocabile ne è il fratello) adattate alla giovane Yonah.

Non vi nascondiamo che stiamo già giocando al titolo completo ma, per esigenze di preview in un periodo bizzarro come quello che viviamo, il publisher ci ha permesso di parlarvi solo grossomodo di due aree a ridosso dell’inizio del gioco: il Cumulo di Ciarpame e il Nido. Queste due aree sono situate intorno alla quarta, quinta ora della storia e sono state selezionate perché, a ben vedere, piuttosto emblematiche del prodotto finale e della filosofia alla sua base, nonché dell’eccentrica visione del mastermind Yoko Taro.

Di certo, sono più che sufficienti per cogliere il tipo di impatto che Nier Replicant ver.1.22474487139 potrà avere sia sui fan di vecchia data che su quelli che hanno amato Nier Automata senza conoscerne il capostipite, a cui tanto deve e al quale, evidentemente, tanto sta restituendo in quest’accurata operazione nostalgia.

Prima di Automata

L’originale Nier è uno scheletro nell’armadio di gran parte della stampa internazionale: in tanti, compreso il sottoscritto, ne intravidero le scintille di genialità ma lo penalizzarono, forse eccessivamente, per le asperità della sua realizzazione tecnica (al tempo affidata alla compianta Cavia) e per quell’eccentricità che, all’epoca, sembrava forzata e sconnessa, e che oggi invece celebriamo in un panorama videoludico dal design sempre più piatto.

Fratello e sorella.

È facile uscirsene con un “non eravamo pronti” ma probabilmente era davvero così, e Nier Replicant ver.1.22474487139 rappresenta una bella occasione per tornare sul luogo del delitto e provare a capirci di più di quell’opera; lo è sia per chi ve ne deve parlare oggi, sia chiaramente per una Square Enix tenace nell’investire su una proprietà intellettuale mai milionaria ma infine pronta, dopo il successo per certi versi insperato di Automata, a raccogliere i frutti di un lavoro lungo anni.

Per quanto acerbo, il gioco comprende del resto l’intera visione di Yoko Taro, uno degli ultimi autori visionari dell’industria del gaming (e uno che è rimasto tale quando il Giappone, di fronte alla rivoluzione dell’HD, imbarcava acqua da tutte le parti): una visione che si costruisce intorno ad una poetica riconoscibile e ad un modo di intendere il videogioco unico.

Nier è desolazione e rassegnazione, nelle sue ambientazioni post-apocalittiche di un futuro remoto e nei suoi personaggi che, davanti ad un nemico dalla forza schiacciante, hanno perso fiducia e conoscenza, e avvertono di non avere più speranze e si trascinano sempre più spenti verso la fine dei loro giorni. Vi basterà scambiare due parole con gli abitanti di un villaggio per capire come, per un barlume di positività, incontrerete decine di storie, dalle più piccole alla main quest, senza lietofine che vi abbatteranno, fisicamente e moralmente.

Uno dei tanti cambi di prospettiva nel gioco.

Questa è soltanto una faccia della medaglia, perché poi c’è il gioco: Taro è un amante della destrutturazione continua del videogioco e fin da questa preview abbiamo visto cambi di prospettive, e di gameplay, che basterebbero a riempire svariati blockbuster. La composizione stessa del sistema di combattimento, che non si accontenta delle già curiose “Parole” e cioè dei perk percentuali in stile RPG, fa sì che il giocatore possa non soltanto aggiungere ma anche sottrarre, come per aumentare artificiosamente il tasso di sfida o magari rinunciare ad una componente del titolo per curiosità; per vedere come (il titolo) se la cava senza.

Nier Replicant ver.1.22474487139 di per sé, ve lo anticipiamo, pecca in alcune sezioni un po’ troppo lunghe e ripetitive al loro interno – ma mai tra di loro, ti dà sempre qualcosa di diverso da fare, un po’ come abbiamo visto di recente in It Takes Two di Josef Fares. Inoltre, è alquanto sfilacciato tra le varie macrosezioni della storia: si inventa cose abbastanza generiche (sia nella main quest che, ancor di più, nelle missioni secondarie) per mandare avanti il racconto e mostrarti quello che dovrà succedervi.

Cosa cambia rispetto al Nier originale

Square Enix è stata finora piuttosto oscura nel definire cosa cambi rispetto al Nier originale ma già in questo primo incontro siamo riusciti, aspettando di scorgere altri ampliamenti contenutistici, a comprendere la portata dei ritocchi improntati a confronto con la materia di partenza. È evidente, infatti, come Nier Automata abbia lasciato un segno sulla produzione, e a ToyLogic sia stato conferito l’incarico di avere un sistema di combattimento, per cominciare, molto più action e vicino a quello imbastito da Platinum Games per il seguito.

Il Cumulo di Ciarpame.

I combattimenti, in effetti, sono più veloci e dinamici: ora si possono eseguire attacchi speciali – recuperati con i Versi Sigillati (quello che saranno i chip in Automata e coi quali si può cambiare il gioco nelle fondamenta, togliendo ad esempio un meccanismo di difesa per conferire a tutti i pulsanti posteriori del controller una funzionalità d’attacco) –, e persino caricarli, in movimento o mentre si assestano attacchi fisici regolari e si sventagliano i blast magici dal fido Grimoire Weiss.

Con questa “accelerazione”, nei confronti di un titolo originale in cui per sferrare un attacco speciale caricato vedevamo il nostro personaggio piantato al terreno, non si è voluto però snaturare troppo il classico dell’era PS3 e Xbox 360. Gli autori volevano sì avvicinarsi ad Automata, ma tenere pure conto del fatto che qui il protagonista è un umano, mentre lì avevamo degli androidi; ciò si traduce nel mantenimento, comprensibile pur non gradevolissimo, di qualche istante di scollegamento tra un movimento e l’altro, e un ritmo in genere più basso.

Inoltre, il sistema di combo non decolla propriamente fino alla seconda metà del gioco, dove – per ragioni connesse alla storia, su cui ovviamente non faremo spoiler – l’arsenale sia in termini di Versi che di armi sarà molto più vasto e diversificato; una volta lì è possibile aspettarsi concatenazioni più lunghe ma comunque Nier Replicant ver.1.22474487139 si impegnerà tanto nel rendere la pesantezza degli spadoni, facciamo l’esempio più eclatante, perché in questo caso sono imbracciati da un umano.

Una mano dall'alto.

L’impatto visivo è stato allo stesso tempo molto positivo: il lavoro di aggiornamento in questo senso è palpabile, con l’eliminazione del fastidioso effetto di bloom tanto in voga in quella generazione (in particolare per non mostrare un orizzonte visivo povero) e un aumento di risoluzione che comporta un’immagine assai più definita, e solitamente pulita a parte qualche lieve scalettatura all’aperto; sono state pure rivisitate leggermente, non stravolte, le fattezze dei personaggi, i cui modelli, in-game ma soprattutto durante le sorprendenti scene d’intermezzo alla metà dei frame, appaiono ora al passo coi tempi.

Che cosa abbiamo giocato

Come anticipato, la porzione di cui possiamo parlarvi parte al Cumulo di Ciarpame, dove ci siamo diretti per ottenere un miglioramento della nostra arma per battere le ombre – ora pericolosamente vicine ai centri abitati e pure di giorno – in maggiore scioltezza. Qui ci addentrereremo, prima per recuperare i materiali necessari all’upgrade e poi su loro richiesta, in una base militare abbandonata e popolata soltanto da robot assassini (un caposaldo dell’immaginario di Taro e di questo universo).

Superata una prima parte abbastanza regolare, nella quale affronteremo corridoi e stanze chiuse a tradimento con robot fatti salire dal pavimento, nella seconda – dove rientreremo nella base per cercare la madre dei due giovanissimi fabbri – le cose si faranno più interessanti. In questa fase già scorgeremo, infatti, la voglia di cambiare schema continuamente e rapidamente dell’autore: passiamo da fasi da action 3D ad una visuale dall’alto su un carrello che trasforma il gioco in un veloce shoot ‘em up.

La boss fight con Defense System Geppetto.

Al culmine di questa porzione, dovremo affrontare uno dei boss iniziali, il Defense System Geppetto, che tipicamente ha diverse fasi: una prima con due bracci che emettono fasci di luce ai quali dovremo sfuggire; una in cui affronteremo macchine più piccole inviateci addosso come distrazione; una conclusiva in cui avremo soltanto la testa da eliminare, anch’essa capace di emettere fasci di luce mortali, e ci dovrmo lanciare dentro bombe comparse sull’arena circolare dello scontro (una meccanica “appresa” poco prima, durante la quale potremo muoverci molto lentamente).

Dopo la battaglia, che ci conferirà uno dei primi Versi Sigillati con cui personalizzare il combat system, apprenderemo la verità (amara come sempre) sulla madre e potremo scegliere se rivelarla o meno ai figli in attesa di notizie.

Da lì, compiremo una breve visita al villaggio di cui non possiamo ancora parlarvi e ci recheremo al Nido per la seconda volta; è anche questo un villaggio vicino, popolato da gente superstiziosa e diffidente, cui arriveremo attraversando le verdi e desolate pianure – super nostalgiche, pur essendo solo di passaggio costituiscono l’area più iconica e ne parleremo nel dettaglio nella futura recensione.

Il Nido.

A ridosso del Nido, una città sospesa da percorrere su sottili passerelle, troveremo i primi nemici con protezione magica, i quali cioè subiranno soltanto attacchi fisici rigorosamente ravvicinati. È uno dei trucchi iniziali con cui l’autore vuole giocare con noi, ponendo sfide artificiali e cambiando le meccaniche di Nier Replicant ver.1.22474487139 a proprio piacimento senza chiedere il permesso (o cercare appigli narrativi); preparatevi a vederne tante così.

Dopo il boss robotico, qui avremo la prima ombra gigantesca da affrontare e lo faremo insieme a Kainé, una donna sboccata perennemente in abiti succinti ma dalla backstory profonda e dalle notevoli abilità in combattimento. Kainé è un primo “timido” accenno al fanservice che sarà poi spietato in Automata, e questo è qualcosa di cui il titolo è al corrente – tramite la vena ironica di Weiss, letteralmente un libro fluttuante, ironizza parecchio sui suoi modi e soprattutto sull’abbigliamento.

In una prima, il mostro dorato ci soffierà addosso palle d’energia rosse; in una seconda, saremo invece chiamati ad attraversare le stradine del villaggio per ripulirle dalle ombre più piccole mentre la nostra partner penserà al resto; in una terza, dovremo abbattere delle ombre sferiche generate dal boss che ci lanceranno contro palle d’energia a loro volta.

Una fase particolare dello scontro.

In una penultima fase dello scontro, ambientato nell’intero villaggio e non solo in un perimetro circoscritto come il precedente, Nier assumerà una visuale da platform side scroller in due dimensioni, con riquadri tra cui saltare velocemente e nemici da eliminare per passare allo stadio conclusivo della lunga battaglia.

Su una piattaforma sospesa, lo scontro – in un prodotto che non vuole essere particolarmente difficile – si farà più duro perché, a causa degli attacchi in rincorsa del mostro, capiterà di cadere giù e vedere la propria barra della salute ridotta ad un lumicino. Consapevole della lunghezza della boss fight, però, il gioco ci farà sempre riprendere dalla fase dell’incontro in cui avremo perso la vita e non dall’inizio.

Un aspetto che apprenderemo qui è che le ombre, almeno quelle più grandi, sono dotate di intelletto e infatti proveranno ad ingannare, sfruttando la backstory di cui sopra, Kainé, in modo che esiti e non sferri il colpo di grazia. La fase conclusiva è la summa della visione dei videogiochi del creatore, con le inquadrature che si riempiono delle proverbiali sfere d’energia rosse come succederebbe in uno shmup, morti truculente e drammatiche, vendette consumate e dilemmi esistenziali.

Qualche parolaccia (Kainé!) e il boss.

Una fotografia che rende bene l’idea del perché Square Enix abbia voluto cominciare da qui il suo racconto di Nier Replicant ver.1.22474487139.

Questa ripubblicazione è una mossa senz’altro gradita, in un momento in cui il reperimento del Nier originale è estremamente complicato (noi stessi abbiamo una copia ma su una Xbox 360 non dotata di HDMI, per rendere l’idea) e la proprietà intellettuale ha un potenziale inespresso enorme dopo che ha abbattuto il muro della nicchia con Automata; ed è una mossa che, per quello che abbiamo potuto vedere sinora, rende tecnicamente giustizia ad un classico sottovalutato.

Se questa preview vi ha convinto, potete preordinare la vostra copia di Nier Replicant ver.1.22474487139 su Amazon ora

Piattaforme: pc, ps4, xone
Aspettiamo il titolo completo per parlare di tutto e a 360 gradi, anche per cogliere in particolare quegli ampliamenti menzionati dagli autori, ma fin da questa preview Nier Replicant ver.1.22474487139 ci ha dimostrato di avere quello che serve per ambire a proporsi come must.

Pro

  • Sistema di combattimento più dinamico
  • Le nuove sfumature valorizzano la genialità di Yoko Taro
  • Rifacimento grafico talvolta sorprendente...

Contro

  • ... ma sugli ambienti non abbiamo visto rivoluzioni
  • La carenza di coesione resta