Monster Hunter World: Iceborne, l’espansione definitiva – Recensione

L'hunting game di Capcom torna con un'espansione davvero carica di contenuti

Recensione
A cura di Silvio Mazzitelli - 4 Settembre 2019 - 17:00

Capcom non si è affatto pentita di aver dato fiducia a uno dei suoi più importanti titoli. Monster Hunter World è infatti il gioco che nella storia della compagnia ha venduto di più in assoluto, arrivando lo scorso luglio a 13 milioni di copie distribuite. Fa sorridere pensare che il primo Monster Hunter, uscito su PS2, in Occidente ebbe poca risonanza, tanto che il secondo capitolo non uscì nemmeno sulla console fissa di Sony, e per un certo periodo sembrò che la software house giapponese avesse intenzione di rinunciare al mercato occidentale per quanto riguarda la saga dedicata alla caccia ai mostri.

Fortunatamente, da quando il gioco si trasferì su console portatile, il franchise di Monster Hunter si espanse incredibilmente e in Giappone divenne una sorta di mania collettiva: a ogni nuovo titolo uscito i sempre affollati vagoni della linea metropolitana di Tokyo pullulavano di persone di ogni età intente a cacciare mostri. Anche in Occidente l’amore per il titolo crebbe, ma restando comunque di nicchia. Questo fino all’uscita di World, quando la tendenza si invertì e per la prima volta nella storia del franchise le vendite fuori dal Giappone superarono quelle interne.

Monster Hunter World: Iceborne, l’espansione definitiva – Recensione

World è stato il segno della rinascita di una Capcom che per anni ha dovuto affrontare problemi interni e che al giorno d’oggi ha sfornato un capolavoro dietro l’altro: basti pensare ai titoli del dopo World, ossia Resident Evil 2 Remake e Devil May Cry 5, entrambi considerati dei capolavori con un punteggio Metacritic altissimo.

Finalmente è giunto il momento di mettere le mani su Monster Hunter World: Iceborne, un’espansione che sin dal suo annuncio si è presentata come qualcosa di molto diverso da una semplice aggiunta di qualche mostro in più e una nuova zona tanto per dare ai giocatori qualche ora extra di gioco. No: Iceborne per quantità di contenuti e novità è praticamente un nuovo gioco, che, seppur non apporti sostanziali modifiche al titolo di base, lo completa in tantissimi aspetti, andando a creare quello che oggi potrebbe essere considerato benissimo il Monster Hunter definitivo – e ora vi spieghiamo il perché.

La sfida del Master Rank

Sin dal primo capitolo di Monster Hunter, Capcom ha sempre avuto l’usanza di far uscire una versione aggiornata e migliorata del suo gioco, inserendo nuovi mostri, nuove storie e soprattutto la feature più amata dai cacciatori più esperti: il G Rank, un nuovo grado di missioni dalla difficoltà molto elevata. Questo era talmente importante che in Giappone ogni nuova versione aveva nel titolo la “G” del nuovo rango. In Occidente queste versioni vennero rinominate Ultimate.

Iceborne è in pratica una versione Ultimate di World, ma ovviamente non avrebbe avuto senso fare come in passato, ossia fare uscire un World Ultimate o G con anche il gioco di base all’interno, esigenza obbligatoria sulle vecchie portatili ma non sulle console fisse. Così Capcom ha giustamente scelto di creare un’espansione da aggiungere al World originale (o comprabile in bundle anche in edizione fisica per chi non ha mai giocato al gioco base) e da giocare rigorosamente dopo aver finito il primo.

Per accedere ai contenuti di Iceborne infatti dovrete aver finito la storia di World e il vostro Hunter Rank dovrà essere di almeno 16. L’espansione delle terre ghiacciate non è infatti adatta ai principianti: per poter sopravvivere i cacciatori bisogna essere sopravvissuti a tutte le sfide mortali del gioco base, d’altronde stiamo parlando del G Rank – in Iceborne rinominato Master Rank – dove solo i più forti hanno qualche speranza di arrivare in fondo.

Se molti veterani lamentavano un leggero calo di difficoltà in World rispetto al passato, dovranno ricredersi dopo essersi addentrati nelle tante missioni del nuovo Master Rank. Chi ha affrontato il Velkhana nella recente beta sappia che quella è solo la punta dell’iceberg (tanto per restare in tema freddo): i mostri più feroci del nuovo livello di difficoltà vi richiederanno un perfetto utilizzo della vostra arma preferita e una profonda conoscenza dei loro pattern offensivi e dell’ambiente circostante. Persino i mostri arci-temprati impallidiranno di fronte alla potenza di alcune delle creature più feroci di Iceborne.

Fortunatamente la nuova espansione non aggiunge soltanto un nuovo livello di sfida, ma include anche diverse novità nel gameplay, anche piuttosto importanti. La fionda è ora diventata ancora più centrale nelle battaglie, grazie soprattutto alla funzione del rampino. Grazie a questo potremo aggrapparci addosso al mostro e colpirlo con la nostra arma per indebolirlo. A seconda del tipo di arma da noi utilizzata gli effetti saranno due: un indebolimento della pelle per un limitato periodo di tempo, in modo da evitare che le armi rimbalzino contro quella specifica parte e possano infliggere più danni, o il rilascio di munizioni per la fionda da parte del mostro. Inoltre potremo anche far girare la creatura bersaglio verso un’altra direzione oppure usare il Colpo Sussultante, un attacco che scarica tutte le munizioni della fionda in una volta sola. In questo caso la creatura caricherà tutto ciò che ha davanti e sarà dunque utile per farla andare a sbattere contro un muro (o un altro mostro se si è fortunati) e stordirla.

Monster Hunter World: Iceborne, l’espansione definitiva – Recensione

All’apparenza il rampino sembra facilitare di molto il combattimento, tanto da rendere inutile il tradizionale salto in groppa al mostro, ben più difficile da attuare. In realtà aggrapparsi ai mostri non è una cosa che si può fare a cuor leggero. A differenza del saltargli in groppa, il mostro non entra in uno stato vulnerabile quando gli salite addosso, ma anzi continua a combattere normalmente cercando di colpirvi. Restargli troppo a lungo aggrappato fa consumare tantissima stamina e inoltre aumenta il rischio di subire dei danni. Se poi il mostro è infuriato, non sarà possibile usare né l’attacco per fargli cambiare direzione né il Colpo Sussultante e verrete sbalzati via molto più facilmente. L’attacco con il rampino va usato con parsimonia e in maniera tattica, aspettando soprattutto che la stamina del mostro sia esaurita per evitare che sia troppo aggressivo. Inutile dire che, se possibile, è sempre meglio saltargli in groppa da una posizione sopraelevata per il massimo danno con il minimo rischio.

Tra le altre novità vi sono diverse nuove mosse per ognuna delle 14 armi presenti, molte legate proprio alle novità del rampino e della fionda, che è ora possibile utilizzare anche con l’arma sguainata. Le nuove combo si potranno poi provare in una zona d’addestramento migliorata e fornita di tutto il necessario per testare anche le nuove funzioni del rampino. Anche il nostro fedele Palico avrà qualche gadget nuovo e interessante da usare, come la Vigorvespa in grado di resuscitarvi una volta sola per combattimento, fondamentale nel Master Rank, oppure uno speciale oggetto che permette di creare un’esca per attirare la furia dei mostri e darvi un po’ di respiro.

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Anche il multiplayer presenta alcune piccole novità soprattutto legate al bilanciamento degli scontri in cooperativa. Adesso, infatti, la difficoltà dei mostri sarà diversa a seconda se ad affrontarli saranno 2 oppure 3 o 4 giocatori. Inoltre, se malauguratamente qualcuno dovesse disconnettersi per qualche problema, la difficoltà della creatura cacciata scalerà di conseguenza, adeguandosi al numero di giocatori rimasti. Oltre a questo segnaliamo anche un sistema che permette ai veterani del gioco di ottenere ricompense speciali nell’aiutare cacciatori di rango più basso del proprio.

Il fascino della caccia

La sensazione di meraviglia e di stupore nell’ammirare un paesaggio naturale che pullula di vita propria torna anche in quest’espansione. La cornice della nuova avventura è rappresentata dalle Distese Brinose, luogo dove si svolgerà la nuova storia di Iceborne. Nonostante la parte narrativa resti un pretesto per affrontare decine di mostri, è interessante vedere come Capcom stia cercando di migliorare sempre più anche quest’aspetto, da sempre relegato in secondo piano. La storia è godibile e coinvolge diversi personaggi già conosciuti in World, ampliando anche il background narrativo del Nuovo Mondo, dov’è ambientata questa quinta generazione di Monster Hunter.

La nuova zona di caccia è resa con grandissima cura nei dettagli, portando all’interno dell’universo di World l’area ricoperta da neve e ghiacci che tanto mancava nel titolo di base. Tante volte ci è capitato di soffermarci ad ammirare i bellissimi paesaggi delle Distese Brinose, tra foreste innevate dove la calma regna sovrana (almeno fino al prossimo scontro) e impervie aree montane. Come nei biomi del gioco base, anche qui il tutto è ancora più vivo e realistico grazie alla fauna rappresentata dai mansueti Popo, creature simili ai Mammoth, o da nuovi animali molto più piccoli che entrano a far parte del ciclo naturale della nuova zona.

Andando avanti con il gioco, inoltre, l’area si espanderà sempre più, diventando davvero molto variegata e vasta, con in più qualche sorpresa che vi lasciamo scoprire da soli. Ad affiancare le Distese Brinose vi è anche un nuovo HUB centrale, ossia Seliana. Questa nuova cittadina è molto più variopinta della vecchia Astera e aggiunge ai classici servizi di base per ogni cacciatore delle divertenti varianti da sfruttare soprattutto in compagnia di altri giocatori, come ad esempio un impianto termale per poter dare sollievo dal freddo al proprio cacciatore e al proprio Palico.

Passiamo alle vere star di Iceborne, ossia i nuovi mostri introdotti. Probabilmente non avremmo potuto chiedere di meglio per quanto riguarda le aggiunte di quest’espansione. Se in World base mancavano tanti volti noti della saga, con Iceborne questo problema è stato risolto aggiungendo tutti i più importanti Flagship Monster delle passate generazioni. Iceborne dona quindi nuova vita ad alcune delle creature più richieste dai fan: l’agile e aggressivo Tigrex (mostro di copertina di Monster Hunter Freedom 2), viverna dalla testa simile a un T-Rex famosa per non stare ferma un secondo; il feroce Glavenous (mostro di copertina di Monster Hunter: Generations), dotato di una coda tagliente in grado di incendiarsi e di dar fuoco a tutto ciò che tocca; il brutale Brachydios, che fa ricorso a una melma esplosiva estremamente dannosa; il regale Zinogre, il lupo elettrico che torna in tutta la sua maestosità. Questi sono solo alcuni dei tanti mostri aggiunti (si parla di oltre una ventina), che metteranno a dura prova anche i cacciatori più esperti.

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A questi poi vanno aggiunti i nuovi mostri totalmente inediti, come il già ben noto Velkhana, Flaghship Monster proprio di questo titolo, appartenente alla categoria dei Draghi Antichi e dotato di un incredibile potere legato al ghiaccio, il che è anche il motore della storia principale di Iceborne. Non mancheranno poi delle novità non ancora annunciate nei diversi trailer (ma ovviamente non vogliamo rovinarvi la sorpresa). Inoltre, sono state aggiunte anche le sottospecie, varianti di mostri già incontrati che di solito hanno elementi e pattern d’attacco diversi dalle loro controparti. Ad esempio, bisognerà affrontare il Fulgur Anjanath, che invece di utilizzare attacchi di fuoco userà quelli di fulmine, o il Viper Tobi-Kadachi, sottospecie dotata di una temibile coda velenosa.

Affrontare la nuova fauna di Iceborne, soprattutto con la difficoltà del Master Rank, è una grande emozione per ogni cacciatore, sia neofita che veterano. Molti mostri storici tornano con nuovi attacchi e modalità offensive, facendo provare al giocatore il piacere della riscoperta mista alla nostalgia di poter riaffrontare queste vecchie creature. Visivamente, poi, ognuna delle fiere è uno spettacolo da vedere: tra artigliate poderose, balzi che coprono distanze impensabili, potenti attacchi elementali in grado di devastare l’intera area di gioco e urla agghiaccianti, affrontare i nuovi mostri fa ricordare che l’essenza del titolo Capcom sta proprio nella semplicità della caccia, con alla base una preparazione meticolosa, con la forgiatura di nuove armature e armi per affrontare esseri sempre più pericolosi. Anche assistere alle lotte territoriali tra le nuove aggiunte del cast mostruoso, per quanto scriptate, sarà una gioia per gli occhi.

Monster Hunter World: Iceborne, l’espansione definitiva – Recensione

Ovviamente, ogni nuovo mostro porta con sé una gran quantità di nuove armi e armature da forgiare, ben più potenti di quelle viste nel gioco base. Questi strumenti saranno fondamentali per riuscire ad abbattere le creature più forti del gioco, cosa che vi costringerà al grinding selvaggio, che è a tutti gli effetti forse l’anima principale del titolo di Capcom.

Visivamente il gioco mantiene gli alti standard di Monster Hunter World. Vedere il Velkhana creare stalattiti e stalagmiti di ghiaccio sopra e sotto di voi o lo Zinogre ululare con conseguente caduta di un potente fulmine sono scene che fanno venire i brividi per quanto ben realizzate. Il lavoro degli sviluppatori nel portare in vita i nuovi e vecchi mostri è encomiabile. Anche Iceborne è completamente in italiano, sia per quanto riguarda il doppiaggio che per i testi.

+ Una quantità di contenuti degna di un gioco completo
+ I mostri aggiunti sono tra i migliori della saga
+ Finalmente il Master Rank
+ Le nuove aree sono visivamente ben fatte
- La difficoltà del Master Rank potrebbe spaventare i neofiti

9.0

Capcom ha fatto un altro pieno centro. Monster Hunter World: Iceborne non è una semplice espansione, ma mostra la stessa cura che gli sviluppatori avrebbero infuso in un gioco completo e, per quanto riguarda la quantità di contenuti, l’espansione è quasi alla pari con la sua versione base. Iceborne riesce a completare World, andando a migliorare le poche lacune del titolo di base, con una selezione di nuovi mostri, tra vecchi e nuovi, incredibilmente riuscita, e nuove aree e meccaniche che aggiungono un ulteriore valore alla produzione. Se avete amato Monster Hunter World, allora amerete alla follia Iceborne e state pronti a perdere una quantità considerevole di ore di sonno – dato che difficilmente riuscirete a smettere di cacciare.




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