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I migliori videogiochi Musou | Settembre 2020

È passato poco tempo da quando Nintendo ha spiazzato tutti annunciando Hyrule Warriors L’Era della Calamità. Dove i fan si aspettavano un nuovo The Legend of Zelda, i creatori di Super Mario hanno deciso di dare a un Musou il compito di fare da prequel addirittura a The Legend of Zelda: Breath of the Wild.

Il motivo per cui questa decisione ha lasciato basiti i fan è proprio perché il Musou è tutto meno che amato. Un genere che però, pur presentando difetti evidenti e praticamente ventennali, continua a produrre e soprattutto a vendere. Per capire la controversia sui Musou vi rimandiamo allo speciale pubblicato pochi giorni fa; oggi invece vogliamo ingannare l’attesa de L’Era della Calamità.

Lo faremo attraverso una breve rassegna dei migliori videogiochi Musou, scelti attraverso due criteri fondamentali. Il primo è il rapporto tra contenuti e capacità di reinventarsi (attingendo anche a idee esterne al genere); il secondo è la loro rintracciabilità su corrente generazione. Il genere infatti ha avuto la maggior espansione su PS3 e Xbox 360, mentre dal 2013 in poi ha scelto di concentrarsi su pochi prodotti più strategici. I Musou meritevoli ma di più difficile reperimento avranno quindi un posto nel paragrafo di chiusura, dedicato alle menzioni onorevoli.


Fire Emblem Warriors – Azione tattica

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Iniziamo con il Musou che, almeno al momento in cui scriviamo, è stato il più apprezzato dalla critica. Fire Emblem Warriors infatti è la trasposizione nel genere Musou della celebre serie strategica, recentemente approdata su Switch con Three Houses (il nostro Gianluca Arena lo ha recensito qui). Malgrado sia nata nel 1990 su NES per mano di Intelligent Systems (autori anche degli Advance Wars), in Europa è arrivata solo nel 2004, con la pubblicazione dell’omonimo Fire Emblem su Game Boy Advance.

All’apparenza pare paradossale che un impegnativo strategico a turni possa trovare punti di contatto con un genere “senza testa” come il Musou. Questo è vero solo all’apparenza, in quanto da sempre i Musou-Warriors incorporano elementi di tattica all’interno del loro fluire. Non a caso gli sviluppatori non solo definiscono il loro genere come “tactical action”, ma sono da sempre autori della prolifica serie Empires. In quest’ultima bisogna sia combattere in prima persona che occuparsi della gestione del proprio impero e della tattica degli alleati durante le battaglie.

In questo senso Fire Emblem Warriors incorpora i suoi elementi tattici, in quanto è possibile (nonché necessario) gestire i propri alleati durante la battaglia. Ciò significa non solo dare loro ordini, ma anche tener conto dei loro equipaggiamenti e peculiarità. Per tutti i dettagli vi rimandiamo all’approfondita recensione sempre del nostro Gianluca Arena. Fire Emblem Warriors è uscito nel 2017 sia su Nintendo Switch che su New 3DS. Tuttora è tranquillamente recuperabile su entrambe, oltretutto un prezzo davvero irrisorio se consideriamo quanto costi in media il software su tali console.

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Hyrule Warriors – Hyrule Musou

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Secondo (e ultimo) Musou da un’opera derivata di questa rassegna con Hyrule Warriors. Di fatto divenuto predecessore del futuro L’Era della Calamità, Hyrule Warriors cerca sia la tattica mista ad azione allo stato puro con le atmosfere di The Legend of Zelda. A fronte di una trama che più che altro reimmagina i canoni della serie (con Link che diventa soldato al servizio di Hyrule) c’è lo sforzo da parte di Tecmo Koei di raggruppare in un unico videogioco quanto più possibile riguardo la saga. Questo si riflette in moltissimi personaggi, mappe provenienti da ogni capitolo e ovviamente tanto fanservice.

Inoltre, già da questo Musou si evidenzia la volontà di contaminarsi attraverso l’incorporo di elementi della serie madre, dal ritrovamento degli oggetti ai boss giganti. Tutto ciò si è tradotto in un ottimo esperimento da parte di Tecmo Koei, che sarà ulteriormente ampliato e migliorato in L’Era della Calamità grazie alla consulenza di Nintendo stessa. Originariamente uscito per WiiU, Hyrule Warriors è arrivato prima su Nintendo 3DS (con il sottotitolo Legends) che su Nintendo Switch con la Definitive Edition. Ed è in queste due ultime edizioni che ve li proponiamo.

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Xtreme Legends Dynasty Warriors 8

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Torniamo indietro a inizio generazione per uno dei più grandi successi di Tecmo-Koei e Omega Force. Xtreme Legends Dynasty Warriors 8 Complete Edition è infatti l’edizione completa (e con contenuti aggiuntivi) del Dynasty Warriors 8 uscito originariamente per PlayStation 3 e Xbox 360. Il gioco portava all’eccesso la formula cinematica dell’uno-contro-mille reinventata con Dynasty Warriors 7, accompagnandola a una quantità smodata di contenuti. Lo Story Mode si compone infatti di ben cinque campagne principali (di cui una dedicata al solo Lü Bu) ciascuna delle quali sia con lo svolgimento storico che quello ipotetico.

Oltre alla storia dei Tre Regni (vi rimandiamo allo speciale in due parti per un riassunto) Xtreme Legends Dynasty Warriors 8 Complete Edition ha dalla sua anche l’Ambition Mode, una modalità alternativa in cui far prosperare un villaggio fino all’ambizione di accogliervi nientemeno che l’Imperatore, la Modalità Libera e una classica modalità Sfida, il tutto da vivere con un totale di 83 personaggi. Questa edizione completa non solo aggiorna il dettaglio grafico, ma introduce anche piccoli ritocchi al sistema di gioco, che ne alterano sensibilmente (anche se non in maniera brutale) la difficoltà. Visto il suo successo e il suo essere stato tra i titoli di lancio di PlayStation 4, è stato anche uno dei primi videogiochi ad essere inclusi nella collana PlayStation Hits.

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Samurai Warriors 4 – Feudalesimo romantico

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Iniziato come opera derivata ma poi divenuta proprietà intellettuale sorella, Samurai Warriors ha applicato la struttura tipica dei Musou nel feudalesimo giapponese del XVI secolo. Dopo un terzo capitolo arrivato in Occidente solo su Wii, la serie ha debuttato su corrente generazione nel 2014 con Samurai Warriors 4. Il gioco ripercorre, in maniera romanticizzata ma fedele, le guerre intestine che avrebbero portato alla riunificazione del Giappone prima sotto Hideyoshi Toyotomi e poi con l’istaurazione dello Shogunato Tokugawa. Una narrazione resa sia da dialoghi che da cutscene, e suddivisa in campagne per ciascuna fazione che permetteranno di sbloccare la campagna finale per l’unificazione del paese.

Da un punto di vista strutturale, Samurai Warriors 4 non reinventa troppo il Musou ma vi aggiunge due caratteristiche gradevoli. La prima è la differenziazione delle combinazioni, con i moveset che cambiano a seconda che la combo inizi con l’attacco leggero oppure con quello pesante. La seconda è il dover scegliere, all’inizio di ogni battaglia, due personaggi. Questi saranno liberamente intercambiabili nel corso del livello: oltre a conferire più profondità all’azione, il personaggio non controllato sarà comunque guidato dall’intelligenza artificiale a perseguire autonomamente gli obiettivi della battaglia.

Oltre allo Story Mode, Samurai Warriors 4 ha dalla sua anche una Modalità Conquista, dove creare il proprio personaggio personalizzato e farlo combattere lungo una mappa del Giappone, migliorandone le caratteristiche e facendogli stringere i legami con i personaggi della storia. Il gioco ha avuto un’espansione chiamata Samurai Warriors 4-II, che aggiunge ulteriori personaggi e campagne, e il suo spin-off Empires.

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Warriors Orochi 3 Ultimate – la grande adunanza

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L’ultimo prodotto singolo che vi proponiamo oggi è Warriors Orochi 3 Ultimate, versione potenziata del gioco uscito originariamente su settima generazione. Esponente della classica serie crossover di Koei, vede principalmente i personaggi dei Dynasty Warriors e dei Samurai Warriors uniti contro la minaccia del possente demone Orochi. In questo terzo capitolo, a fronte di una trama un po’ nonsense che coinvolge i viaggi nel tempo, si è protagonisti di una rivalsa epica come poche altre se ne sono viste su settima gen. Gli umani, aiutati dai residenti del Reame Mistico, accantoneranno i dissapori e vinceranno contro una gigantesca Idra a otto teste.

La caratteristica che distingue i Warriors Orochi sta nel fatto di dover scegliere un gruppo di tre personaggi (intercambiabili) per andare in battaglia. Andranno presi da una lista di oltre 120 guerrieri che si sbloccheranno man mano che la storia va avanti o si soddisfano certe condizioni durante determinate battaglie. Oltre ai personaggi del gioco base vi sono anche camei che faranno la gioia dei fan, come Ayane da Dead or Alive e Ryo Hayabusa da Ninja Gaiden, fino ad opere più di nicchia come Achille da Warriors: Legends of Troy. La versione Ultimate mantiene la lunghissima campagna base e vi aggiunge ulteriori scenari singoli, oltre a qualche personaggio in più. Ancora adesso, uno dei migliori Musou in circolazione.

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Menzioni onorevoli: pirati, Ken e due imbucati

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Chiudiamo questa rassegna con appunto un po’ di menzioni speciali. Il primo che dobbiamo citare è Dynasty Warriors 7, uscito su settima generazione nel 2011 e inizio di una nuova era di prosperità tanto per il brand che per il genere tutto. A fronte di una difficoltà piuttosto basica, il gioco proponeva uno Story Mode approfondito e quasi documentaristico, oltre che una Modalità Conquista che approfondiva le vicende dei singoli personaggi fuori dalle campagne. Il gioco è difficilmente recuperabile in formato fisico, ma è disponibile per tutti gli abbonati al PlayStation Now.

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Vi è poi lo spin-off più particolare, ovvero il primo Fist of the North Star: Ken’s Rage, uno degli adattamenti più fedeli dell’epica di Buronson e Tetsuo Hara. Vi è poi la serie di successo di One Piece Pirate Warriors, attualmente giunta alla quarta iterazione ma iniziata su settima generazione. Infine, abbiamo sia Sengoku Basara Samurai Heroes, l’interpretazione dei Musou-Warriors da parte di Capcom (tra l’altro convertita in serie animata) che Bladestorm. Quest’ultima è un’opera derivata che enfatizza la componente tattica dei Musou, ambientandola durante la Guerra dei Cento Anni. La versione potenziata Bladestorm: Nightmare è uscita su corrente generazione nel 2015, aggiungendo una campagna inedita con evidenti contaminazioni fantasy. Se cercate un’esperienza simile ma differente dai Musou della Koei, vi consigliamo di dare un’occhiata ad entrambi: potrebbero stupirvi piacevolmente.