Uno studio conferma: le loot-box sono psicologicamente uguali al gioco d’azzardo

Loot-box
A cura di Stefania Tahva Sperandio - 18 Settembre 2018 - 15:33

Continua a far parlare di sé l’associazione, che sta venendo studiata, tra gioco d’azzardoloot-box all’interno dei videogiochi. Dopo che alcuni Paesi del Nord Europa hanno deciso di limitare questi contenuti a pagamento nel mondo del gaming, arriva dall’Australia uno studio che confermerebbe la somiglianza tra le due cose.

Loot-box e gioco d’azzardo? Si somigliano

Lo studio è stato condotto dall’Australian Environment and Communciations Reference Committee, che ha preso in analisi 7.000 persone. Tra quelle interpellate, è stato rilevato che chi aveva sofferto di dipendenza dal gioco d’azzardo era innanzitutto più predisposto ad acquistare le loot-box. Secondo chi ha condotto lo studio, questo significa che i meccanismi psicologici alla base di entrambi sono i medesimi – che si tratti di giocare d’azzardo o di sperare nella fortuna con le loot-box.

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All’altro lato della medaglia, è stato rilevato che alcuni hanno sviluppato problemi con il gioco d’azzardo dopo aver iniziato a comprare le loot-box – al punto che le persone in questione avrebbero iniziato a spendere cifre definite “problematiche”.

Lo studio spiega:

Spendere importanti somme di denaro in loot-box è stato associato a problematici livelli di spesa di denaro in altre forme di gioco d’azzardo. Si tratta di ciò che ci si aspetta se si considera che le loot-box costituiscono, a livello psicologico, un vero e proprio gioco d’azzardo. Non è quello che ci si aspetterebbe se, ad esempio, fossero psicologicamente comparabili a collezionare carte dedicate al baseball.

Secondo gli studiosi, il problema da sottolineare è anche un altro:

Le loot-box innescano delle condizioni, nel giocatore, che lo portano ad aver bisogno di quell’eccitazione associata al gioco d’azzardo, che conduce ai problemi con quest’ultimo.

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No, loot-box e Kinder Sorpresa non si somigliano

L’esito dello studio è chiaro: è necessario limitare le loot-box, per impedire che meccanismi affini al gioco d’azzardo spopolino anche tra chi è al di sotto dell’età minima consentita dai diversi Stati per il gioco d’azzardo. Inutile, per gli esperti, assimilarle invece a altri meccanismi, come quelli delle trading card:

Le affermazioni dell’industria sono solite dissociare le loot-box dal gioco d’azzardo, mentre evidenziano le somiglianze tra le loot-box e prodotti che non creano alcun danno, come ad esempio le trading card o i Kinder Sorpresa. Di contro, i ricercatori sostengono che le loot-box condividono molte somiglianze formali con altre forme di gioco d’azzardo, al punto che rientrano nel “criterio psicologico” che porta a definirle a loro volta gioco d’azzardo. Questi ricercatori suggeriscono, inoltre, che comprare loot-box potrebbe condurre a un problema di gioco d’azzardo tra i gamer.

Vedremo se esponenti dell’industria vorranno commentare lo studio e se ci sarà un cambio di rotta per la presenza delle loot-box nel mondo dei videogiochi.

Fonte: VG24/7.com




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