Il Calendario dell’Avvento Giorno 13 | Il (deludente) 2018 di Hearthstone

Proseguiamo il nostro cammino verso la festività più attesa dell’anno ripercorrendo le tappe fondamentali di questo 2018 videoludico. Ecco dunque che, dopo aver richiamato alla mente i benedetti (o maledetti?) sconti che ci hanno vuotato le tasche, oggi è il turno di un altro gioco, un free-to-play per la precisione. Torniamo a parlarvi di Hearthstone, titolo targato Blizzard Entertainment che continua ad appassionare milioni di giocatori in tutto il mondo, da oltre quattro anni ormai. Il tempo passa, ma il gioco di carte di Irvine non sembra intenzionato a cedere la corona a ben altri pretendenti al trono dei trading card.

Cogliamo così l’occasione offerta dal nostro Calendario dell’Avvento (che potete recuperare per intero a questo link) per (ri)esplorare brevemente le principali fasi di un altro anno, quello del Corvo, il quale ha coinvolto una delle community più appassionate dell’attuale scena competitiva. Avremo un incontro ravvicinato con licantropi, goblin e troll dalla cadenza partenopea.

Hearthstone Anno del Corvo

Ben Brode lascia Blizzard Entertainment

Prima di addentrarci in quello che è stato – e che sarà, almeno fino ai primi mesi del 2019 – l’Anno del Corvo, apriamo una piccola parentesi su uno degli eventi più significativi per la storia di Hearthstone: l’addio di Ben Brode.

I veterani conosceranno fin troppo ben il volto del papà di Hearthstone, così come la sua caratteristica, fragrante risata che ci ha accompagnato in dozzine di eventi e competizioni. Ebbene, lo scorso aprile il game director ha lasciato il Team 5 di Blizzard, dopo ben 15 anni passati con il colosso californiano e almeno 10 trascorsi al lavoro sul suo rivoluzionario gioco di carte. Un addio che non è stato digerito facilmente dai giocatori, ormai affezionatissimi al capoccia dalla camicia a scacchi e ancora più affezionati alle sue capacità decisionali. Certo, il 2018 di Hearthstone avrebbe riportato ancora la sua firma, ma è difficile affermare che la sua assenza non sia stata percepita durante l’intero corso dell’anno.

Non abbiamo potuto fare altro che augurare il meglio a Ben Brode, che nel frattempo si è precipitato verso nuove avventure, ma senza prendere le distanze dal settore che lo aveva accolto – e dove aveva iniziato a lavorare come semplice game tester. Ora il game designer ricopre la carica di Chief Creative Officer presso Second Dinner, software house nata grazie all’aiuto dello stesso Brode e che, come dichiarato dagli sviluppatori stessi, non ha ancora terminato la sua ‘prima cena’ e non può pertanto svelarci i suoi progetti per il futuro.

Hearthstone Anno del Corvo

Salutiamo l’Anno del Corvo

Torniamo a noi, all’Anno del Corvo, che coincide con la terza annata del formato Standard, quello che vede l’utilizzo esclusivo delle carte rilasciate dalle espansioni più recenti. La scorsa primavera abbiamo quindi detto addio (anche) all’Anno del Mammut e ad alcuni dei set più sviscerati del 2017, ovvero alla mai troppo lodata espansione dei Sussurri degli Dei Antichi, alla più eccentrica Una Notte a Karazhan e a Bassifondi di Meccania, anch’essa cruciale per aver introdotto alcune delle migliori implementazioni del penultimo biennio. Dopo essere stati viziati da Blizzard, i giocatori non potevano che attendersi un anno ancora più florido per la propria collezione e infatti… non è stato quel genere di anno. Non del tutto, almeno.

Torniamo ai primi mesi del 2018, a quell’aprile che ha visto il debutto di Boscotetro, espansione che avrebbe introdotto 135 nuove carte e inaugurato il nuovo Anno di Hearthstone. Mentre Blocco di Ghiaccio faceva il suo ingresso nella Hall of Fame – “ADIOS!” – abbiamo dato il benvenuto a Genn Mantogrigio e a Baku la Mangialune, le due Leggendarie legate all’ormai nota meccanica del ‘Pari e dispari’ (Even e Odd, per gli anglofoni). Era la base perfetta per dei nuovi archetipi, ma, si sa, le novità più importanti vanno individuate nelle keyword: Eco e Assalto rappresentano due meccaniche interessanti, anche se non particolarmente rivoluzionarie, come dimostrato da un meta fossilizzato ai soliti, vecchi deck. Si trattava pur sempre della prima espansione del nuovo percorso, no? Eppure Operazione Apocalisse non aveva migliorato molto tale situazione, al contrario.

I mech del caro Dr. Boom avevano portato con sé una keyword decisamente intrigante, quel Magnetismo che avrebbe permesso ai giocatori di fondere più servitori in un unico, potente minion. Peccato che né la nuova meccanica, né le tanto temute Magie leggendarie siano riuscite a dare uno scossone al meta, completamente dominato da quegli Stregoni che dettano legge da fin troppi mesi. Non è bastato neanche qualche nerf a placare i giocatori, desiderosi di un miglior bilanciamento e, soprattutto, di novità sostanziali.

Hearthstone Anno del CorvoSarà La Sfida di Rastakhan a portare quella ventata d’aria fresca che tanto servirebbe a Hearthstone? Non sembrerebbe, a giudicare dalle prime impressioni del nostro Gianluca. L’ultima espansione dell’Anno del Corvo è stata lanciata solo pochi giorni fa, ma è evidente che il Team 5 abbia preferito rafforzare l’attuale formula con novità assolutamente valide – come la keyword Annientamento o le convincenti Leggendarie di classe – piuttosto che stravolgere il meta con implementazioni più grosse e, magari, correre qualche rischio di troppo. Non sembrava valerne la pena, non alla fine del 2018, a quanto pare.

Ciononostante, il ‘rischio’ avrebbe potuto salvare Hearthstone da un’annata piuttosto scarna in termini di novità o, più semplicemente, di meta. L’Anno del Corvo ha portato sì delle interessanti meccaniche, che tuttavia non sono state in grado di convincere i veterani viziati da quel Mammut – e, prima ancora, da quel Kraken – che tanto aveva divertito i giocatori con la sua audacia e la voglia di cambiare le carte in tavola, letteralmente. Il pennuto ci terrà compagnia ancora per qualche mese, ma il nostro pensiero è già rivolto al famiglio del 2019: solo lui potrà salvare un gioco attualmente afflitto dalla monotonia e minacciato, nel frattempo, da rivali a dir poco agguerriti (ciao, Artifact e Magic).