I migliori videogiochi per PlayStation 4 in attesa di PS5 | Ottobre 2020

Quali sono i migliori giochi PS4 da recuperare prima dell'avvento di PS5?

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a cura di Adriano Di Medio

Redattore

Aggiornamento 8 ottobre 2020: abbiamo arricchito l'elenco con altri quattro videogiochi, perfetti per essere goduti anche su PlayStation 5!

Nel 2013 ci chiedevamo come sarebbe stata ricordata questa ottava generazione videoludica. Ai tempi infatti le premesse non erano delle migliori, e il rodaggio di PlayStation 4 e Xbox One è forse durato più del previsto, tra poca innovazione remaster tappabuchi. Ma nonostante ciò, alla fine tutti sono d'accordo che è valsa la pena. Ormai manca meno di un mese all'arrivo della nona generazione, perciò abbiamo deciso di fare un elenco (non in ordine) dei migliori videogiochi PlayStation 4. Con una doppia valenza: grazie alla già confermata retrocompatibilità di PlayStation 5, potrete continuare a giocare tutti i videogiochi di questo elenco anche sulla prossima.

I migliori videogiochi per PlayStation 4 in attesa di PlayStation 5


Bloodborne (2015)

Iniziamo con quella che è stata la prima, grande esclusiva della PlayStation 4. Il meraviglioso incubo vittoriano creato dai medesimi artefici dei Dark Souls è un videogioco profondo, misterioso e incredibilmente affascinante. Un action-RPG sfaccettato ma anche concreto e diretto, difficile ma allo stesso tempo onesto e sfidante. La misteriosa città di Yharnam è stata infettata da una non meglio chiarita malattia del sangue, e starà al personaggio comandato dal giocatore scoprirne le cause e mettere fine all’incubo. Ancora adesso supportato da una ricchissima community dentro e fuori dalla rete, Bloodborne rimane una delle esclusive più potenti a disposizione di PlayStation. E' disponibile sia in versione base (nella collana PlayStation Hits) che nella versione Game of the Year, che include anche l’espansione The Old Hunters.

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God of War (2018)

Secondo posto per un’altra grande esclusiva di PlayStation 4: la nuova vita di Kratos nel gelido settentrione è un racconto di redenzione e paternità. Il Fantasma di Sparta deve fare i conti sia con il proprio passato che con la responsabilità di assicurare il meglio a suo figlio Atreus. Santa Monica Studio crea un sequel mascherato da reboot che porta i personaggi a indagare parti profonde del loro animo. Affianca tutto ciò a un gameplay sia rinnovato che capace di non perdere i vecchi fasti che avevano reso la saga una delle più amate del panorama PlayStation. Il gioco è recuperabile a un prezzo molto vantaggioso grazie alla sua inclusione nella collana PlayStation Hits. Qualora vogliate capire come si è giunti al quarto capitolo, il terzo è stato pubblicato in una versione rimasterizzata nella medesima collana.

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Death Stranding (2019)

Il prossimo videogioco è stato un’esclusiva temporanea, poi approdato anche su PC. Death Stranding, prima opera di Hideo Kojima dopo la sua partenza da Konami, è un videogioco che forse ha una media meno alta rispetto ad altri, ma si merita un posto in questa classifica per via della sua fortissima anima progressiva. Un titolo che approfitta di una struttura semplice e se vogliamo quasi “strana” per il videogioco (la consegna di pacchi e carichi) per creare una trama profonda in un contesto post-apocalittico. Il videogioco di Kojima invita a riflettere sulla vita e sulla morte, sulla determinazione e sul lavorare bene. Lo fa silenziosamente, instillando all’interno del giocatore un percorso di naturale auto-perfezionamento insito nel game design. Probabilmente ci vorranno anni prima di comprenderne appieno tutte le sfaccettature; perciò Death Stranding è una perla rarissima, che vi consigliamo di non lasciarvi sfuggire.

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Red Dead Redemption II (2018)

Togliamoci per un momento dalle esclusive per approdare all’ultima grande epopea di Rockstar Games su PlayStation 4. Red Dead Redemption II è infatti un videogioco enorme in tutti i sensi, dal mondo aperto alla capacità di interazione, fino alla mutevolezza dell’ambiente e dei personaggi. L’epopea western di Arthur Morgan si colloca come un prequel del primo capitolo del 2010, ma si configura anche come una storia a sé stante. Dalla gestione del campo e delle missioni, fino alla cura di attrezzature e cavalcatura oltre che della moralità, Red Dead Redemption II si calibra attentamente nei compiti e nelle meccaniche per creare una convincente illusione di realtà. Tanto che gli stessi addetti ai lavori hanno ammesso quanto questo videogioco abbia ridefinito il concetto stesso di mondo aperto, fissando nuovi standard (“c’è un prima e un dopo Red Dead Redemption II”). Di nuovo parliamo di un'opera di valore storico altissimo, che può piacere o non piacere ma merita in ogni caso una possibilità.

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Grand Theft Auto V (2014)

Non si tratta di un videogioco di ottava generazione, ma è una considerazione veritiera solo tecnicamente. Grand Theft Auto V, meglio conosciuto come GTA 5, è tuttora il videogioco (nonché tra i prodotti di intrattenimento) più venduto della storia dell'umanità. Un'opera mastodontica, capace anche a sette anni dalla sua uscita di attirare un pubblico praticamente universale. Un'epopea criminale senza personaggi positivi, una storia dalla sceneggiatura densissima ambientata in una parodistica e accurata riproduzione della Los Angeles del 2013. Un mondo aperto dove ci si perde ma allo stesso tempo si ha occasione per riflettere sulla decadenza del mondo occidentale. Il tutto con l'aggiunta di Grand Theft Auto Online, la componente di gioco online che l'utenza utilizza per esprimere illimitatamente la propria creatività. La versione per PlayStation 4 è tra le migliori reperibili sul mercato, tra codice stabilizzato, nuove possibilità di interazione e la visuale in prima persona.

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Horizon Zero Dawn (2017)

Un altro open world e un’altra esclusiva PlayStation 4 rivelatasi temporanea, essendo stata anche lei pubblicata su PC di recente. Horizon Zero Dawn raconta la storia della rossa cacciatrice Aloy, ambientata in un mondo post-apocalittico dove le macchine hanno preso il sopravvento sulla fauna e gli umani sono tornati a uno stato semi-selvaggio. Il tutto ambientato in un mondo immaginario ma ricostruito con cura meticolosa. Ad Aloy spetterà il compito di scoprire cosa ha portato la civiltà del futuro alla rovina. Impossibile ogni tanto interrompere la grande quantità di missioni primarie e secondarie, solo per godere dei grandiosi panorami sia urbani che naturali, popolati da animali e macchine, umani e selvaggia civiltà. Un mondo aperto fantastico nel quale perdersi, e che vi presentiamo in edizione completa, con l’aggiunta dell’espansione The Frozen Wilds.

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The Witcher III (2015)

Forse, insieme a Red Dead Redemption II, il miglior multipiattaforma dell’ottava generazione. The Witcher ormai lo conosciamo tutti, complice anche la serie Netflix uscita nel 2019 e la sua seconda stagione in fase di realizzazione (avete già visto il nuovo look di Geralt?). Prima di tutto ciò, The Witcher aveva raggiunto la notorietà internazionale grazie al lavoro degli sviluppatori polacchi CD Projekt RED. The Witcher III, l’epopea conclusiva del witcher Geralt di Rivia, è infatti un racconto profondo e affascinante, talmente ben scritto da lasciar correre anche un gameplay non particolarmente profondo. È un viaggio dai finali multipli e dalle scelte che hanno conseguenze, ambientata in un altro, immenso mondo aperto. Una storia che prende gli stereotipi del fantasy e li rende realistici, quasi “reali” eppure riconoscibili, che non si risparmia mai ma lo fa con la giusta ironia. Qualora non riusciate a farvi bastare le decine di ore del gioco base, l’edizione completa include anche le due espansioni Hearts of Stone e Blood and Wine, quest’ultima ricordata per essere una delle migliori in assoluto di questa generazione.

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Uncharted 4 Fine di un Ladro (2016)

Torniamo alle esclusive per quello che, ancora adesso, viene considerato il blockbuster “standard” quando si tratta di videogiochi di ottava generazione. Uncharted 4: Fine di un Ladro è il capitolo conclusivo sia della storia di Nathan Drake, sia di una fase importante dei suoi stessi creatori Naughty Dog. La ricerca del tesoro perduto del pirata Henry Avery è un videogioco sì avventuroso ma allo stesso tempo anche profondamente introspettivo, con Nate che deve trovare un equilibrio tra la sua sete di avventura e quello di una vita normale insieme a sua moglie Elena. Un videogioco dove i grandi panorami vengono affiancati riflessioni e narrazioni sia dirette che epistolari, accompagnate da un’estetica ancora oggi di grande gusto e realismo. Una bellissima avventura che merita di essere gustata insieme a tutti coloro che amate.

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The Last of Us Part II (2020)

La Naughty Dog è stata sicuramente lo sviluppatore più importante della generazione, perlomeno per quanto riguarda Sony. Chiuso il cerchio di Uncharted ha ripreso a lavorare sull’altra sua grande epopea umana. Così come il primo capitolo dava l'addio alla settima generazione, The Last of Us Part II chiude l’ottava, impostandosi come l’autentico manifesto degli anni PlayStation 4. Un’acclamazione praticamente universale, per una storia intrisa di fango e sangue dove Ellie sarà in cerca di una vendetta all’interno di un mondo e di un’umanità distrutta e inferocita dall’infezione del fungo Cordyceps. Un videogioco sia “di massa” che progressivo nei temi e nei personaggi, che spinge a riflessioni scomode e ci porta a chiedere quanto potrebbe “rimanere di noi” in situazioni terribili dove si lotta anche solo per restare umani.

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Marvel's Spider-Man (2018)

L'ultima grande esclusiva PlayStation 4 di questa classifica è la grande ambizione degli Insomniac Games. Il loro Marvel's Spider-Man si è rivelato un videogioco di qualità assoluta: gli Insomniac hanno infatti saputo proporre non solo un'ambientazione aperta in cui muoversi nei panni dell'Arrampicamuri, ma hanno saputo anche andare oltre tale struttura per comprenderne gli equilibri più nascosti. Equilibri anche narrativi, nel loro sforzarsi a scrivere una storia che fosse prima di tutto il più universale e iconica possibile su Spider-Man. I loro sforzi sono stati ripagati con un grande successo di pubblico e critica, che li ha portati prima ad essere acquisiti da Sony e poi dal far divenire il loro gioco uno dei titoli di punta per la futura PlayStation 5, dove avranno la possibilità di farci impersonare Miles Morales. Ulteriori dettagli li trovate nell'approfondita recensione del nostro Matteo, ma in ogni caso il pargolo di Insomniac Games rimane un'esclusiva imperdibile.

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Batman: Arkham Knight (2015)

Abbiamo parlato della Marvel, ci sembra giusto accennare anche alla DC Comics. Lo facciamo con quello che per Spider-Man è stato una sorta di "mentore non ufficiale", ovvero Batman: Arkham Knight. Il videogioco dei Rocksteady Studios fu ai tempi acclamato come il punto più alto mai raggiunto da un tie-in, e ancora dopo cinque anni l'avventura finale dell'Uomo Pipistrello è qualcosa di assolutamente epocale. Anche se la Batmobile non incontrerà i gusti di tutti, spostarsi all'interno della vastissima Gotham City è rimasto un piacere, così come godersi l'intricata trama principale. La crociata di Batman contro il piano più diabolico dello Spaventapasseri diviene ben presto una riflessione sulla follia, derivata dai traumi vissuti dall'Uomo Pipistrello nel corso delle avventure precedenti. Una conclusione dove si attraversa l'incubo, per poi emergerne più consapevoli. Davvero l'unico modo per salvare Gotham è che Batman muoia? Vi invitiamo a scoprirlo, specialmente ora che il gioco è stato incluso nella collana PlayStation Hits.

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Resident Evil 2 (2019)

Non potevamo non includere il ritorno di uno dei più grandi horror videoludici di tutti i tempi. Una scelta audace di Capcom, che nel 2019 non ha scelto di fare né un remake, né una remaster, bensì un re-imaging. Resident Evil 2 infatti reimmagina un'avventura ma ne mantiene la fedeltà, recuperando gli elementi che hanno fatto grande la serie. La recensione del nostro Domenico ne ha riconosciuto la grandezza, attribuendogli la responsabilità di essere l'esempio più lampante di come la Capcom si stesse risollevando dai passi falsi degli anni precedenti. Un incedere lento e controllato, con nuove trovate capaci di aumentare la tensione in maniera intelligente e numerose sequenze che raccordano, ampliano e chiariscono la storia originale. Da provare, anche per i non amanti dell'horror.

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Okami HD (2017)

Contrariamente a quanto potrebbe sembrare leggendo solo l'introduzione di questa classifica, remake e remaster non sono qualcosa di necessariamente negativo. Hanno il loro senso, specialmente quando si tratta di far riscoprire capolavori dimenticati. Ed è esattamente quello che fa l'unica remaster di questa classifica, Okami HD. Per farlo ritorna addirittura indietro all'epoca PlayStation 2, per farci rivivere un sogno mitologico dipinto con acqua e inchiostro. Ancora insuperato in certe meccaniche, Okami HD mette il giocatore in un mondo realizzato sullo stile delle antiche stampe giapponesi per farci aiutare la dea Amaterasu (incarnatasi come lupo bianco) nella sua impresa di liberare le lande di Nippon dal terribile demone Orochi. Un'avventura che ricerca la somiglianza con Zelda, ma che acquisisce indipendenza nella sua grande ricercatezza estetica e culturale. Da provare assolutamente.

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Shadow of the Colossus (2018)

Togliamoci dalla remaster per dare il giusto spazio a quello che da molti è considerato il miglior remake della generazione: Shadow of the Colossus. Remake dell'omonima grande opera di Fumito Ueda uscita su PlayStation 2 nel 2005, Shadow of the Colossus è un'opera fatta di grandi panorami ed emozioni inaspettate. Un'opera semplice e che va dritta al cuore, ma capace di imbastire con poco momenti memorabili e scontri epici, dove un singolo uomo prevale contro enormi colossi. Un videogioco capace di entrare nelle vene, che si colora di riferimenti biblici e culturali, nonché di rimandi al passato del grande game designer. Il tutto viene confezionato in un remake fedele dei BluePoint Games, oggi tornati alla ribalta per il loro lavoro sull'attesissimo remake di Demon's Souls su PlayStation 5. Shadow of the Colossus è un'opera silenziosa, da sempre abituato a conquistarsi un posto in mezzo a giganti che sembrano milioni di volte più grandi di lui. Ma il cui mestiere è appunto dimostrarci che questi giganti hanno spesso i piedi d'argilla.

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Persona 5 (2017)

Facciamo un po’ di spazio anche alla videoludica di ruolo giapponese con gli ultimi due esponenti di questa classifica. Il primo è appunto Persona 5, un videogioco di ruolo semplice ma mastodontico, tanto nel suo sistema quanto nella trama che presenta. L’opera Atlus impone un sistema profondo ma accessibile e una trama che non si fa problemi a raccontare anche temi scomodi come il bullismo, sfruttando un contesto all’apparenza abusato come quello scolastico giapponese per parlare direttamente al cuore della sua utenza. Ve lo proponiamo in questa sede nella sua versione Royal con contenuti aggiuntivi.

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Monster Hunter World (2018)

Chiudiamo con un altro action-RPG, stavolta dal mondo aperto: Monster Hunter World segna il ritorno della celeberrima IP a un hardware casalingo, dopo anni trascorsi su portatile. A fronte di un accenno di trama comunque presente, il videogioco fa in modo che siano i giocatori stessi a raccontarne la storia attraverso le loro gesta in un mondo aperto e affascinante. Una struttura che incentiva moltissimo la collaborazione tra giocatori, che solo insieme possono sperare di prevalere nell’affrontare prede sempre più enormi. A fronte di una grafica tecnicamente meno “massiccia” di altre produzioni, Monster Hunter World è un’altra dimostrazione che non sempre servono miliardi di poligoni per fare una bella grafica, e che anzi a fare la differenza spesso e volentieri sono lo stile e il game design.

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