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Hexen: Beyond Heretic | Recensione

Dopo aver riscoperto insieme le atmosfere intrepide e oscure di Heretic, questa settimana ci tufferemo nel mondo stregato del secondo capitolo della saga nata dall’estro geniale dei ragazzi di Id Software: “Hexen”.
Un First Person Shooter che fu rilasciato da Gt Interactive alla fine del 2005 durante una fase frenetica del mercato video ludico; un momento in cui ogni franchise apocalittico veniva letteralmente divorato dai giocatori di tutto il mondo (assetati di corri e spara come non mai in questo periodo). “Hexen” riscosse sin da subito un successo planetario per la particolarità delle ambientazioni, che ci avvolgevano in un mondo di tenebre e maledizioni, e un sistema di gioco immediato quanto terrificante.

Piattaforma:
PC
Genere:
sparatutto
Data di uscita:
30 Ottobre 1995
Sviluppatore:
Raven Software
Distributore:

Naturalmente la fama dei producer e l’ottima realizzazione svolta dagli sviluppatori di Raven Software non fecero altro che aumentare le dimensioni di questo fenomeno di massa che proprio in questi anni raggiunse il culmine di notorietà.
Ancora una volta ci troviamo pronti a immergerci in un universo magico e nefasto; le porte dell’inferno si aprono d’innanzi al nostro cospetto per l’ennesima volta e l’unica scelta a disposizione è di combattere per scacciare la maledizione delle streghe. Sopravvivremo al maleficio di “Hexen”?

Il ritorno dei Serpent Riders

In quest’occasione Id Software ha deciso di distaccare la trama del game dalle vicende di Corvus (il protagonista della battaglia contro D’sparil in Heretic) per catapultarci in un mondo ben più ostile.
Korax (il secondo signore dei cavalcatori di serpenti) ha sottomesso al suo potere il pianeta Chronos e grazie alle abilità soprannaturali dei membri dell’ordine, ha realizzato un’armata di seguaci raccapriccianti e malvagi con l’unico obiettivo di controllare per l’eternità la sua nuova conquista.
Lo scopo del player è di porre fine a questa macabra realtà vestendo i panni di una delle tre figure distinte selezionabili all’inizio dell’avventura. Diverrete uno spietato guerriero dalla forza bruta, un saggio stregone bianco dalla vena protettiva oppure un semplice clericale in cerca della redenzione? La scelta sta a voi. Benvenuti nell’universo di “Hexen”!

Tre personaggi in cerca d’autore

La prima innovazione di non poco conto è quella che già avrete compreso qualche riga più su: la possibilità di selezionare tre possibili protagonisti della storia. Ognuno di essi appartiene a una classe differente (combattente, mago e clericale) che li distingue in base a quattro parametri: velocità, armatura, potere magico e forza fisica.
Ovviamente il mago è molto abile nello sferrare artifici di tutti i tipi ma allo stesso tempo è privo di un’armatura, il guerriero risalta per la sua eccezionale potenza fisica ma anche per la sua lentezza, mentre il clericale (da un certo punto di vista) si denota per un ottimo mix di skills che farà sicuramente molta gola soprattutto ai player novizi degli sparatutto made in ID.
Già dopo questa prima analisi si può ben comprendere quanto sia importante la componente tattico strategica di “Hexen”; un fattore che scinde irreprensibilmente questo titolo dagli altri fps dotandolo di una parvenza molto più accattivante del semplice corri e spara sino l’inverosimile. Inoltre, i personaggi possono ricorrere a quattro armi che variano secondo la classe scelta inizialmente. Così nei panni del guerriero avrete la possibilità di impugnare armi pesanti come martello e guanti chiodati mentre col mago utilizzerete una serie di bastoni aurei e con il clericale alcuni dolorosi strumenti di morte come mazze chiodate e distruttive aste da crociato. Questa multiple choice ben congeniata, alla base del sistema di gioco di “Hexen”, fu la prima vera personalizzazione del character osservabile in un fps a supporto del giocatore.

Tenebre ma non solo

Analizzando i livelli possiamo dire che questi si presentano eccezionalmente dettagliati e caratterizzati da un level design davvero notevole per quanto concerne strutture, edifici e piani. Inoltre, la componente di risoluzione degli enigmi sarà una costante con cui dovrete abituarvi ben presto se volete sopravvivere agli infernali scenari di gioco che nascondono sempre qualche trappola ad hoc. Il risultato finale quindi ci consegna tra le mani una multi linearità di percorso impeccabile che cancella il termine ripetitivo dagli aggettivi possibili per definire questo titolo.
Un altro aspetto che abbiamo trovato particolarmente interessante è che, in questo secondo episodio, la libertà di azione durante le battaglie è ulteriormente migliorata.
Infatti in “Hexen” sarà possibile rompere oggetti come vetrate e vasi (che potrebbero nascondere qualche prelibato item ma anche un feroce nemico), volare sopra un ponte in rovina per raggiungere un determinato punto del livello, aprire porte di tutti generi e interagire con alcuni marchingegni come pulsanti, campane e leve. Tutto questo va a sommarsi a beneficio di un gameplay già collaudato e immediato che vi regalerà ore e ore di sano terrore davanti allo schermo del PC.

Aspetto tecnico

“Hexen”, come il suo predecessore, utilizza un motore grafico nato dall’evoluzione del mitico Doom Engine e i risultati sono subito apprezzabili (anche ad un occhio poco attento) nella realizzazione delle texture e nella resa visiva delle ambientazioni. Le principali novità di questo strumento di sviluppo sono la possibilità di muovere la visuale di gioco (verso l’alto, verso il basso) e la presenza di fenomeni ambientali (come la corrente d’acqua di un fiume, le folate di vento ma anche frane, terremoti e cedimenti) che influenzano i movimenti del player all’interno dell’ambiente di gioco. Un ulteriore passo nella direzione della simulazione interattiva totale.
Per quanto riguarda il comparto sonoro dobbiamo ammettere che quest’ultimo s’è dimostrato eterogeneo quanto di forte impatto emotivo nell’aumentare il coinvolgimento generale di una delle esperienze video ludiche più spaventose di tutti i tempi.

HARDWARE

CPU 486, 8 MB RAM

MULTIPLAYER

Fino a 4 Giocatori

– Ambientazioni di eccezionale coinvolgimento
– Tre diversi personaggi tra cui scegliere
– Aggiunta della componente strategica

– Nulla da segnalare

8.8

ID Software sforna un altro ottimo fps. Un comparto tecnico innovativo ed ottimamente realizzato volge da sfondo ad una trama che si mostra solida soprattutto grazie all’aggiunta di alcuni arricchimenti connotativi nelle ambientazioni che si rivelano inquietanti ed altamente coinvolgenti al punto giusto.
Hexen” non deluderà i fan del genere e si dimostra un’ottima alternativa ai suoi simili grazie alla componente strategica che farà apprezzare questo titolo anche ai player da sempre avversi all’universo degli sparatutto.