10 curiosità sulla mitica PS1 (7 di 10)
Il dominio del 3D
La PlayStation è ricordata come la console che ha sdoganato il 3D di massa. Ma c’è una verità tecnica meno romantica: quel 3D era imperfetto, instabile, quasi fragile. Le texture “ballavano”, si deformavano quando la telecamera si muoveva. Un difetto dovuto alla mancanza di correzione prospettica hardware.
Eppure, proprio in quell’imperfezione, nacque un’estetica.
Titoli come Tomb Raider o Metal Gear Solid trasformarono i limiti in linguaggio. Le geometrie spigolose, i volti squadrati, gli ambienti nebbiosi non erano solo compromessi tecnici: diventavano atmosfera.
La PS1 non era potente quanto certe soluzioni arcade dell’epoca, ma aveva un’architettura relativamente semplice che permetteva agli sviluppatori di spremere ogni ciclo di clock. E così, generazione dopo generazione di titoli, il 3D migliorava sotto i nostri occhi.
C’è qualcosa di poetico nel ripensare a quelle texture instabili. Erano il segno di un’industria che stava imparando a camminare in uno spazio nuovo. Ogni difetto era anche una promessa.
La prima PlayStation non offriva il 3D perfetto. Offriva il 3D possibile. E fu abbastanza per cambiare per sempre le aspettative del pubblico.