Final Fantasy VIII Remastered, il ritorno di un capitolo storico

Siamo tornati a Balamb Garden

Recensione
A cura di Nicolò Bicego - 2 Settembre 2019 - 16:00

La prima Playstation si rivelò una vera e propria miniera d’oro per quella che allora era Square e per la sua saga di Final Fantasy. Final Fantasy VII, infatti, registrò numeri da capogiro, che diedero un nuovo impulso alla serie, facendola conoscere in tutto il mondo. E la leggenda di Final Fantasy VII era destinata a durare, al punto da garantirgli un remake in arrivo oltre vent’anni dopo la sua uscita. Potete capire quanto fosse difficile, per Square, riuscire a bissare il successo ottenuto con il settimo episodio della serie; non solo in termini di vendite, ma anche e soprattutto in termini di consenso. Eppure, Final Fantasy VIII ci riuscì; conquistò milioni di giocatori, stregò la critica quasi universalmente e riuscì a smarcarsi dall’ombra del suo illustre predecessore. E se anche la sua fama non gli ha garantito un remake, siamo comunque qui per parlare di una remastered che vuole consegnare al mondo una versione riveduta e corretta delle avventure di Squall e Rinoa. Final Fantasy VIII Remastered è in arrivo su Playstation 4, Xbox One, Nintendo Switch e PC e noi siamo pronti a riaccompagnarvi al Balamb Garden.

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Sei il più bel ragazzo qua dentro

Sappiamo che la maggior parte di chi sta leggendo queste righe ha già giocato Final Fantasy VIII a suo tempo. E probabilmente capirete a quale meme stiamo facendo riferimento con il titolo di questo paragrafo, che ironizzava sui poco definiti modelli poligonali che costituivano il “bel ragazzo”, Squall. Ovviamente, l’aspetto tecnico è quello su cui si sono concentrati gli sviluppatori nel lavorare su Final Fantasy VIII Remastered. Le differenze sono notevoli soprattutto per quanto riguarda i modelli dei personaggi; finalmente, i protagonisti che abbiamo imparato ad amare vent’anni fa sono dotati di un volto degno di questo nome, che presenta dettagli definiti, pur nei limiti che un’operazione del genere può avere quando svolta su un titolo Playstation.

Final Fantasy VIII Remastered, il ritorno di un capitolo storico

Deve essere ben chiaro che ci troviamo di fronte ad una remastered e non ad un remake (termini che sono stati spesso confusi negli ultimi anni), per cui rimarreste delusi qualora vi aspettaste di rimanere a bocca aperta di fronte alle bellezze del mondo di gioco. Ciò nonostante, il lavoro svolto è decisamente soddisfacente, e con le dovute proporzioni può essere affiancato, in termini qualitativi, al buon lavoro che Square-Enix aveva già svolto con le rivisitazioni di Final Fantasy X e Final Fantasy XII. Per i più attenti, segnaliamo che sono state applicate alcune censure; si tratta di elementi davvero di poco conto (come una riduzione della scollatura di Rinoa), di cui non ci saremmo probabilmente neanche accorti se non per puro caso. Il comparto audio, invece, è rimasto lo stesso dell’originale; niente di male, perché le tracce composte da un Nobuo Uematsu in stato di grazie sono ancora belle da sentire vent’anni dopo che sono state scritte. La rilassante melodia di Balamb Garden che ci ha accolti  poco dopo aver avviato il gioco, ancora impressa nella memoria nonostante gli anni passati, è già un buon indice della qualità musicale del titolo, davvero ineccepibile.

Final Fantasy VIII Remastered, il ritorno di un capitolo storico

Raccontare vecchie storie

Ovviamente, il resto del gioco non è stato toccato dagli sviluppatori, che non hanno apportato modifiche sostanziali al titolo che abbiamo potuto conoscere più volte nel corso di questi anni. Non viene toccata la storia, dove avremo sempre quello che è probabilmente il protagonista più edgy della serie di Final Fantasy, vale a dire Squall, immergersi in una trama tutt’altro che lineare nel suo sviluppo. A dire il vero, la trama è uno dei fattori più divisivi di Final Fantasy VIII: con gli anni, il titolo ha attratto una folta schiera di detrattori proprio in virtù della sua storia, spesso percepita come convulsa, insensata e poco incisiva. Vi invitiamo a provarlo in prima persona, in quanto si tratta davvero di uno di quei casi in cui la stessa storia può essere odiata o amata a seconda della persona che la sente raccontare. Lo stesso vale, per certi versi, per il gameplay; Final Fantasy VIII spezza molte tradizioni della serie introducendo il complesso sistema di junction (questo, lo ammettiamo, non è mai stato molto gradito da chi vi scrive), donando un ruolo molto più importante alle invocazioni rispetto a quanto visto nei capitoli precedenti. Altra grande differenza è il fatto che le magie non vengono imparate, ma possono essere raccolte nel mondo di gioco ed utilizzate come se fossero oggetti (nel senso che, una volta terminata la scorta di una magia, non potrete utilizzarla). Si tratta di elementi di discontinuità che non sono più stati ripresi nella serie e che contribuiscono a rendere Final Fantasy VIII, nel bene e nel male, un’esperienza diversa anche dopo vent’anni dal suo rilascio.

 

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Il battle system, almeno quello, è lo stesso di sempre, con combattimenti a turni che potrebbero far storcere il naso a chi è ormai abituato a sistemi di combattimento più dinamici. Lo stesso discorso può essere fatto per gli incontri casuali, che sicuramente non riscuotono più il favore del grande pubblico. A questo proposito, però, una delle poche novità introdotte dalla remastered è proprio la possibilità di evitare gli scontri casuali premendo i due analogici; una feature utile soprattutto per chi vuole rigiocare il titolo dopo averlo già completato o per superare con tranquillità alcune sezioni. Le altre due piccole novità introdotte sono una modalità velocizzata e un boost utilizzabile in battaglie, utile soprattutto per quelli alle prime armi o per chi, semplicemente, vuole avere la vita facile.
Tanto nel caso della trama quanto del gameplay, si tratta di fattori piuttosto soggettivi, che faranno una grande differenza nel modo in cui recepirete questa remastered; se avete amato la storia di Final Fantasy VIII ed il suo junction system, probabilmente li amerete ancora. Se invece vi avevano lasciati perplessi all’epoca, o se non avete alcun legame con il gioco, è più probabile che questi difetti vi salteranno maggiormente all’occhio, rivelandovi che Final Fantasy VIII non è probabilmente tra i titoli della serie invecchiati meglio e che questa tirata a lucido non riesce a svecchiarlo. In fondo, però, non era quello l’intento.

+ Buon lavoro di svecchiamento estetico
+ E' sempre Final Fantasy VIII...
- ... è sempre Final Fantasy VIII

8.0

Final Fantasy VIII Remastered è un buon lavoro di svecchiamento estetico dello storico capitolo della saga, paragonabile, con le dovute proporzioni, al lavoro svolto con le remasted di Final Fantasy X e XII. Per il resto, le novità scarseggiano e poco è stato fatto per ringiovanire il titolo; tuttavia, possiamo immaginare che l’intento degli sviluppatori fosse quello di rivolgersi ai nostalgici che desideravano soltanto un motivo per rivivere l’avventura di Squall e Rinoa, ed in questo sono riusciti.




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