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Final Fantasy 7 Rebirth dimostra che a Square Enix piace non essere chiara

Tanti dubbi aleggiano attorno al progetto di rivisitazione di tutto ciò che ruota attorno a Final Fantasy 7. Facciamo il punto dopo gli ultimi annunci.

Durante le celebrazioni per il venticinquesimo anniversario di Final Fantasy 7, un po’ tutti si aspettavano finalmente delle novità concrete su Final Fantasy 7 Remake – Parte 2, con qualche voce di corridoio a far capolino sulla possibile riproposizione in chiave moderna di Crisis Core.

Come succede puntualmente col mancato incontro tra le speranze dei giocatori (quasi sempre in frantumi) e la realtà dei fatti che collima invece solo con strategie aziendali talvolta poco comprensibili (se non per fini unicamente legati agli introiti), l’evento è stato un mix di ulteriori dubbi che si sommano ai precedenti e qualche barlume di chiarezza sulla direzione in cui vuole andare la “Re-immaginazione” di Final Fantasy 7, con buona pace del capitolo originale e di coloro che sono ferocemente attaccati al passato che non tornerà mai più.

Square Enix è partita in un modo e ha cambiato in corsa il progetto, rendendosi conto strada facendo che le dimensioni di ciò che stava facendo erano sin troppo generose per dare un senso alla gestione episodica con parti di cui si sarebbe perso il conto.

Ecco dunque che non esisterà nessuna parte due, ma una rinascita. E la cosa, chiaramente, non potrà mai piacere a tutti.

Final Fantasy 7 e i suoi tentacoli protesi verso il vuoto

Come abbiamo spiegato nella nostra recensione di Final Fantasy 7 Remake, incensando a più riprese il buonissimo lavoro di ristrutturazione di un’opera dall’importanza capitale, quel primo capitolo riusciva a livello strutturale a essere una riproposizione estremamente conservativa, rigida e molto restia ad apportare cambiamenti che avrebbero potuto creare insoddisfazione negli utenti.

Era un prodotto che sapeva come gestire al meglio equilibri delicatissimi, riuscendo – seppur con minime riserve – nella clamorosa operazione di accontentare i fan della prima ora e le nuove generazioni.

Cosa succederà adesso?

Sappiamo però che la presenza di un certo capitolo della discordia rimetteva in gioco ogni cosa, lasciando intendere in modo piuttosto palese che da lì in poi il futuro sarebbe stato fosco, incerto e tutto da decifrare.

Lo abbiamo letto come la volontà di Square Enix di riservarsi il diritto di cambiare del tutto la direzione iniziale. D’altra parte, se il primo episodio viene chiamato Remake e al contempo riesce a essere così fedele, risulta evidente come l’azienda sia voluta rimanere il più possibile aderente al glorioso passato, accontentando grossomodo tutti quanti.

Scrivemmo anche due speciali, uno sui contenuti legati alla sessualità e al mancato coraggio rispetto all’originale (lo trovate qui), e uno sulla direzione confusionaria che lo stava avvicinando alle lungaggini di Kingdom Hearts (ecco l’articolo). Proprio questo secondo pezzo, alla luce di quanto annunciato durante l’anniversario, assume le sembianze di un testo predittivo basato proprio sulla gestione degli ultimi anni che Square Enix ha dimostrato di avere per le proprie opere.

Gli annunci hanno infatti visto dei cambi totali e inaspettati, che ridurranno il computo totale dei capitoli a tre proprio in virtù del fatto che no, non c’è più l’intenzione di fare un remake, ma di proporre qualcosa di diverso. Ecco dunque che arriverà Final Fantasy 7 Rebirth, che è appunto una rinascita, o per voler essere più precisi, la volontà di tirare una linea di demarcazione netta tra passato (che rimane lì, tranquilli, non ve lo tocca nessuno) e futuro.

Anche il sistema di combattimento potrebbe subire importanti modifiche.

Ed è già in lavorazione il terzo e ultimo capitolo che andrà a concludere non il remake, ma la rivisitazione di un’opera dai connotati completamente diversi. L’operazione vi getta nello sconforto? Vi rende contenti? Vi lascia tiepidi o mediamente incuriositi? Poco importa: è stato deciso in modo diverso rispetto ai piani iniziali.

E noi tutti non possiamo far altro che concedere il beneficio del dubbio, anche se con riserva, alla luce delle ultime mosse.

Final Fantasy 7 è una saga dentro un capitolo singolo, una creatura con tentacoli che negli anni si sono protesi in multiple direzioni. Tra spin-off, approfondimenti, film, operazioni di dubbia lungimiranza e una frammentazione che non aiuta esattamente tutti ad avere un quadro chiaro della situazione, le operazioni sono molteplici e talune anche trascurabili.

Eppure dal Giappone sanno bene quanto l’attaccamento dei fan sia forte, al punto che si preferisce persino negare l’evidenza dei fatti, pur di difendere l’indifendibile. Se c’è però un messaggio chiaro che Square Enix ha fatto passare, è che la figura di Zack sarà cruciale in questa rivisitazione espansa.

Un futuro incerto

Pur rimanendo in attesa di Final Fantasy: Ever Crisis, che viene considerata «un’altra possibilità per il remake», qualunque cosa questo voglia dire al di là dell’impostazione di gioco (ci saranno altri cambiamenti? Integrazioni? Non lo sappiamo), l’attenzione si concentra su Rebirth e su quello che è stato mostrato, che lascia spazio ad alcune analisi.

Stendendo un velo sulla comunicazione ballerina legata alle uscite in “Inverno” e nel “Prossimo inverno”, come vi abbiamo spiegato nelle nostre news in merito, sappiamo per certo che prima di questo secondo troncone già controverso ancor prima di uscire, arriverà sul mercato Final Fantasy 7: Crisis Core Reunion.

Si tratta di una remastered (così ribattezzata sul sito ufficiale) dell’iconico prequel uscito su PSP, che per forza di cose non tutti sono riusciti a giocare. Arriverà su tutte le console proprio per dare la possibilità a tutti i giocatori di mettersi in pari con la nuova storia che verrà narrata in Final Fantasy 7 Rebirth e nel capitolo conclusivo ancora privo di nome.

Non ci aspettiamo dei cambiamenti importanti rispetto all’originale: al limite, forse, solo qualche integrazione che possa chiarificare ulteriormente alcuni aspetti.

Pensavate che il suo destino fosse intoccabile?

In ogni caso, la figura di Zack Fair è talmente importante da avere un’integrazione ancora più decisa all’interno di questa ardita rivisitazione del settimo capitolo, e non ci riferiamo solo al fatto che Square Enix ci stia dicendo a chiare lettere di giocare Final Fantasy 7: Crisis Core Reunion per avere ancora più chiara la situazione (o per rinfrescarci la memoria).

Ci riferiamo anche al finale di Final Fantasy 7 Remake (recuperatelo su Amazon) e quel poco che abbiamo visto nella presentazione di Final Fantasy 7 Rebirth, che punta in una direzione che fa di Zack ben più di un collante tra personaggi, elevandolo a figura chiave.

L’ultimo ad arrivare, come dicevamo, è proprio Final Fantasy 7 Rebirth, del quale sono stati mostrati alcuni scampoli di gioco e degli estratti narrativi che hanno confuso (e preoccupato) non poco. Ma andiamo sul concreto: all’inizio del filmato si sente Aeris dire che quel che hanno fatto è scolpito nella pietra e che il passato è per sempre; aggiunge poi che: «il futuro, anche se è stato scritto, può essere cambiato». Seguono poi delle immagini con Cloud che cammina al fianco di Sephiroth, prima di ascoltare un dialogo il cui montaggio potrebbe di fatto ingannare.

Ve lo riportiamo per dovere di cronaca e speriamo che dopo venticinque anni nessuno gridi allo spoiler, soprattutto perché è parte della presentazione del secondo episodio.

Cloud dice: «Ti ho vista giacere lì, pensavo che fosse troppo tardi». E Aeris, quasi stupita per la dichiarazione, controbatte: «Aspetta, cosa vuoi dire? Che sono morta? Che sono una sorta di impostore?». E subito dopo, come per rincarare la dose, appare una scritta a tutto schermo che recita: «Cosa è reale e cosa è finzione?».

Non vogliamo aggiungere altro, al momento. Possiamo solo dire che la sottile inquietudine provata dopo i titoli di coda di Final Fantasy 7 Remake, adesso, è diventata davvero pressante.