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Film di Monster Hunter indigna per battuta razzista, ma a pagarla è Monster Hunter World

Voci che arrivano dall'Oriente parlano di una cancellazione per l'uscita del film di con Milla Jovovich, pare per una battuta ritenuta razzista

Nemmeno il tempo di assestarsi, che il film di Monster Hunter si trova già a far fronte ai primi grossi grattacapi. Arrivano infatti dall’Oriente le notizie di una possibile sospensione della messa in sala della pellicola dedicata alla saga Capcom, accusata di aver citato a modo suo una battuta ritenuta molto razzista in Cina. Per questo motivo, il film sarebbe destinato a non venire più proiettato fino a prova contraria, riferiscono diverse fonti, ed è la causa per cui l’incolpevole Monster Hunter World è stato seppellito dal review bombing degli appassionati.

Dopo il debutto in Cina dello scorso 3 dicembre, il film è stato molto discusso nel Paese del Dragone a causa di una battuta che si rifà a «Chinese, Japanese, dirty knees – look at these?» (traducibile letteralmente come “cinesi, giapponesi, ginocchia sporche, guarda queste”), un frase che viene ritenuta da decenni estremamente razzista in Oriente. Anche l’analista ed esperto di mercato orientale Daniel Ahmad aveva evidenziato il riferimento a questa battuta discriminatoria all’interno del film, alludendo sarcasticamente alla «grande scrittura» per il film di Paul W.S. Anderson.

Milla Jovovich nel film di Monster Hunter

A pagare il conto di questa battuta è stato il povero Monster Hunter World: il videogioco ha finito con il venire subissato di recensioni negative su Steam, che ovviamente niente hanno a che vedere con i suoi contenuti – dato che i commenti sono del tenore di «grande gioco, ma sporco film razzista.»

Dal momento che il mercato cinese è di grande importanza strategica, è facile immaginare che la pellicola venga modificata per rimuovere il contenuto offensivo, in maniera che possa essere nuovamente proiettata. È comunque curioso che, conoscendo le misure cinesi per la pubblicazione di contenuti, la battuta non sia stata notata prima da chi di dovere.

Interpellata in merito, Capcom – che non produce direttamente il film, ma ha concesso la licenza a Costantin Films – si è detta a conoscenza del problema e ha invitato le case produttrici ad accertare l’accaduto sul contenuto offensivo.

Entro dicembre il film esordirà anche su ulteriori mercati, quindi attendiamo di capire se la battuta sarà modificata anche nelle release occidentali o meno.

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