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Evercade e la nostalgia canaglia: scopriamo quattro nuove cartucce

Quattro nuovi titoli freschi freschi di pubblicazione

Qualche mese fa vi abbiamo parlato di un progetto ambizioso proveniente dal Regno Unito, Evercade, e, nel perorarne la causa, vi avevamo promesso aggiornamenti costanti sulle nuove uscite della macchina e su tutte le novità ad essa collegate.

Promessa mantenuta: in seguito all’uscita di ben quattro nuove cartucce, ci siamo presi del tempo per analizzarle e siamo qui a raccontarvi se vale la pena investire i vostri risparmi e, se sì, su quale delle nuove uscite.

Due in uno

Le nuove cartucce portano il momentaneo totale a ben quattordici disponibili sul mercato, con un altro paio già annunciate e presto preordinabili, a testimonianza di come Blaze intenda mantenere le promesse fatte alla sua community in fase di lancio e supportare la console per i prossimi anni in maniera costante, con un calendario uscite regolare e abbastanza nutrito.

Peraltro, essendo tutte cartucce con giochi multipli, il totale di nuovi titoli a cui giocare è di ben trentotto, sebbene quelli dedicati al franchise Oliver Twins si somiglino abbastanza tra loro: non si può dire che non abbiamo giocato ad altro in questi ultimi mesi, ma nemmeno che ci siano mancati i giochi su Evercade, ecco.

Awesome Golf ha ancora oggi il suo perché

Partiamo dalla cartuccia probabilmente più attesa, quella dedicata ai due giochi più recenti del lotto: Xenocrisis e Tanglewood condividono parte della loro genesi, pur appartenendo a generi diversissimi tra loro ed essendo stati sviluppati da team non correlati in alcun modo.

Pensati inizialmente per uscire su MegaDrive, cavalcando l’onda della nostalgia che ha visto diversi studi indie sviluppare titoli per macchine ormai defunte, sono poi sbarcati anche su PC e su altre console, ottenendo un buon riscontro tanto da parte della critica specializzata quanto del pubblico.

L’uno, un twin stick shooter dalla difficoltà a tratti castrante ma estremamente preciso nel sistema di controllo e nelle dinamiche di shooting, è quello che, andando maggiormente incontro ai nostri gusti, ha rubato la scena per un tempo maggiore: memori dei pomeriggi dorati passati su Smash Tv (e su Loaded sulla prima PlayStation qualche anno dopo), ci siamo divertiti un mondo con il prodotto firmato Bitmap Bureau. Certo, anche al livello di difficoltà più basso rappresenta una sfida non da tutti, il che, probabilmente, ne limita un po’ l’appeal alle vaste platee, ma considerando il target di Evercade, uno sparatutto su cui sputare sangue arricchisce notevolmente la libreria della console.

La cura con cui sono realizzate le cartucce non smette di stupirci

Anche Tanglewood è passato da Kickstarter, riscuotendo ben più dei fondi richiesti e venendo pubblicato anche sulla console Sega a 16bit: si tratta di un platform che incrocia le meccaniche e la direzione artistica dell’apprezzatissimo The Lion King con una sensibilità più moderna, consentendo al giocatore di passare tra più poteri ed avere un controllo più diretto sull’avventura stessa e sul mondo di gioco: da gestire il tempo a piacimento a volare, passando per la possibilità di controllare per brevi periodi alcuni dei nemici, ci sarà da sbizzarrirsi.

Trattandosi, come detto, dei due titoli di più recente concezione tra quelli presi in esame in questa sede, Tanglewood e Xenocrisis sono anche quelli che riservano gli spunti migliori a livello tecnico e di impatto visivo, con animazioni, varietà dei nemici e utilizzo della palette cromatica della console tutti di buona qualità.

Da console portatile a console portatile

La prima delle due collezioni dedicate all’Atari Lynx offre un interessante mix di titoli d’epoca, pubblicati per la prima volta durante il ciclo vitale della sfortunata console portatile Atari, e prodotti indipendenti sviluppati più recentemente, che vanno a riempire i buchi della line-up originale e si propongono come versioni potenziate e migliorate rispetto alle controparti degli anni ’90.

Consigliamo di fruire di questi prodotti in modalità portatile, non solo perché è quella più fedele al materiale originale, ma anche perché su uno schermo televisivo questi titoli mostrano tutti gli anni che portano sulle spalle, con pixel sfocati grossi quanto una prugna, ben lontani dal belvedere offerto dai succitati Tanglewood e Xenocrisis.

Da parte nostra, abbiamo apprezzato titoli come Dracula The Undead, avventura punta e clicca a tinte horror, Power Factor, uno sparatutto che trova la sua ragion d’essere nell’imitazione degli episodi migliori del franchise Contra (che non sbarcò mai su console Atari, nemmeno a dirlo), classici senza tempo come Super Asteroids e Super Missile Command ed Ishido – The Way of the Stones, un puzzle game che giocammo al tempo e che, a distanza di vent’anni, non è invecchiato di un giorno se non a livello grafico. Nella sua profonda semplicità, ci ha divertito anche Jimmy Connors Tennis, una versione semplificata ed arcade, eppure ancora molto rapida ed efficace, dello sport di sua maestà Djokovic.

XenoCrisis e Tanglewood sono i due titoli più giovani tra quelli analizzati, e si vede

Della seconda collezione, che comprende “solo” otto titoli, in quanto usciti tutti nella seconda fase del fin troppo breve ciclo vitale della macchina ospite, non possiamo non citare Todd’s Adventure in Slime World, un platform geniale per level design e senso della scoperta, antesignano dei titoli che oggi chiamiamo “metroidvania”, California Games, che davvero non ha bisogno di presentazioni, e Blue Lightning, la risposta Atari ad After Burner, che portava in dote alcuni effetti tridimensionali ancora oggi ragguardevoli.

Consentiteci, poi, una piccola menzione finale per uno sparatutto non invecchiato benissimo, intitolato Gates of Zendocon, sul quale chi vi scrive ha passato decine di pomeriggi della sua infanzia: oggi risulta scolastico ai limiti della noia, ma per sessioni di gioco brevi ha ancora qualcosa da dire.

Siamo rimasti più freddini, sebbene con dei necessari distinguo, sugli undici titoli compresi nella collection dedicata ad Oliver Twins più che per demeriti intrinseci dei titoli per l’assoluta piattezza del gameplay, che non si discosta mai dal classico platform in due dimensioni senza troppi guizzi, al netto di qualche buon puzzle e della presenza di alcuni personaggi non giocanti con i quali è possibile (talvolta necessario) interagire per proseguire.

Costituisce parziale eccezione a questa regola Go Dizzy Go!, un rompicapo gradevole incluso nella cartuccia (e sviluppato solo quattro anni fa), il cui buon livello di sfida ci ha tenuto testa durante la nostra prova.

D’altro canto, qualora qualcuno degli acquirenti della console avesse dei figli, questi simpatici e colorati giochi a piattaforme costituirebbero un buon viatico per fare anche di loro dei videogiocatori del domani; va inoltre sottolineato come i proventi dalla vendita di questa cartuccia saranno devoluti al National Videogame Museum nel Regno Unito.

Davvero dobbiamo presentare questo gioco?!?

Un presente solido ed un futuro assicurato

La consueta, ammirevole cura per i dettagli che già avevamo lodato in occasione del lancio della macchina si fa apprezzare anche in occasione di queste nuove uscite: ogni cartuccia può contare su un manuale a colori di diverse pagine, che contiene non solo i comandi ma anche spiegazioni dettagliate e informazioni aggiuntive sulla storia e sui personaggi, nonché una lista completa dei titoli compresi nella cartuccia sul retro della confezione, che aiuta a trovare al volo il titolo a cui vogliamo giocare all’interno della crescente collezione.

Da notare come Evercade abbia anche mantenuto la possibilità di giocare sia in maniera classica sia in modalità invertita, per favorire i giocatori mancini, che l’attuale industria videoludica sembra invece ignorare: per tutti i giochi che supportavano già all’uscita questa innovativa feature (e cioè tutti quelli contenuti nelle due raccolte dedicate al Lynx ed anche alcuni presenti della Oliver Twins Collection), sarà possibile rovesciare Evercade e ricreare la magia che solo i possessori della sfortunata console portatile Atari ricorderanno.

La qualità dell’emulazione, così come nel caso delle cartucce analizzate nel nostro precedente articolo, è ottima: non abbiamo riscontrato bug di alcun tipo, né rallentamenti o aberrazioni cromatiche derivanti dall’utilizzo di palette di colori assai vivide ma molto stagionate. Questo è sicuramente il modo migliore per godersi questi titoli, ad eccezione di Tanglewood e XenoCrisis, che sono disponibili, a risoluzioni superiori, anche su console come PS4 e Xbox One.

I virtuosismi tecnici di Blue Lightning fanno la loro sporca figura a tutt'oggi

Non possiamo che lodare anche il supporto post-lancio per quanto concerne i firmware di sistema e la risoluzione dei (pochi) bug riscontrati al debutto sul mercato: l’esperienza di gioco su queste nuove cartucce è stata completamente scevra da problematiche legate all’audio (che avevano invece caratterizzato i primissimi giorni di vita della console) e, nonostante l’età dei giochi ed il loro consistente numero, non abbiamo riscontrato bug o glitch di alcun tipo. Davvero niente male per una compagnia così piccola: è proprio vero che la passione e l’impegno possono sopperire al freddi numeri, talvolta.

In conclusione

L’ultima carrellata di cartucce pubblicate su Evercade ci conferma la solidità del progetto e l’intenzione del team di sviluppo di supportare la macchina per i mesi e gli anni a venire, per la gioia della fanbase che si è andata formando dopo il lancio sul mercato. Peraltro, la qualità media delle nuove uscite è buona: l’accoppiata Tanglewood/Xenocrisis rappresenta sicuramente il punto più alto, controbilanciata dalla Oliver Twins Collection, che sembra avere più valore storico che ludico, vista la preservazione del codice originale.

In mezzo, le due raccolte dedicate all’Atari Lynx, una macchina sottovalutata e condannata da scelte errate da parte della società statunitense: se il Volume I punta forte sulla quantità, il secondo si sofferma maggiormente sulla qualità, con il risultato che entrambi coprono la quasi interezza dei titoli migliori per la console, molti dei quali, peraltro, sono introvabili sul mercato retrogaming in formato fisico.

Ci aspettiamo che Blaze mantenga questo livello qualitativo nei prossimi mesi, e siamo curiosi di vedere a cos’altro potremo giocare sul nostro Evercade. Rimanete sintonizzati sulle nostre pagine per ulteriori aggiornamenti su questa ambiziosa console portatile.

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