ANTEPRIMA 4 min

Dolmen vorrebbe essere come Dark Souls e The Surge: può farcela? | Provato

Può un soulslike assai derivativo dire la sua all'interno del genere? Ve ne parliamo dopo averlo provato a lungo.

Diversi sviluppatori, in particolar modo dal sottobosco indie, stanno tentando in tutti i modi di salire sul sempre più gremito treno dei soulslike, sperando che operazioni su quella scia possano essere sufficientemente remunerative per assicurarsi un successo che puntualmente fatica ad arrivare.

Piattaforma:
PC, PS5, XSX
Genere:
soulslike
Data di uscita:
Sviluppatore:
Massive Workd Studio
Distributore:
Koch Media

Dolmen è solo l’ultimo di una lunga trafila di titoli che sperano di far breccia in un pubblico sempre più esigente, quando si parla di questo genere. Dopo aver visto alcuni tentativi di proporre alcune variazioni alla formula, negli ultimi anni stiamo vedendo una sorta di adagiamento che ne sta bloccando la naturale evoluzione.

A fronte di un Elden Ring che al di là del mondo aperto riutilizza lo schema tipico della serie più di richiamo, anche i giochi minori sembrano osare sempre meno, quasi a voler sfruttare solo ciò che funziona senza tentare si trovare strade diverse. Ma cosa succede quando si pesca a piene mani dai capisaldi del genere senza nemmeno riuscire ad avvicinarsi a quella qualità?

Dolmen, un soulslike futuristico

Dopo aver provato il gioco, la pressante sensazione è che in Dolmen di originale ci sia ben poco. Sebbene sia ancora troppo presto per affermarlo con certezza o in modo netto, sono già parecchi gli elementi che ci fanno propendere verso un primo giudizio non di certo lusinghiero. E i motivi non sono legati solo alla scarsa dose di novità presentate, ma si allargano anche a debolezze strutturali che non possono essere prese sottogamba.

La storia, che vuole mescolare la fantascienza all’orrore cosmico lovecraftiano (quante volte abbiamo già sentito questa definizione?), è ambientata in un universo in cui l’umanità è stata colonizzata da diversi pianeti e le super corporazioni private combattono per accaparrarsi vantaggi militari e tecnologici. Una corporazione chiamata Zoan invia allora degli umani geneticamente modificati (denominati Drillers) sul pianeta Revion Prime al fine di investigare e recuperare dei cristalli chiamati Dolmen.

Questi materiali consentono l’interazione tra diverse dimensioni e hanno il potenziale di rivoluzionare l’esplorazione spaziale. Dopo un catastrofico incidente che scoprirete nel gioco completo, vi ritroverete a essere uno di questi super umani, chiamati a recuperare i cristalli ed eliminare creature ostili che si frapporranno tra voi e il vostro obiettivo. Nelle sezioni da noi provate – opportunamente modificate per consentire il passaggio rapido da una zona all’altra – abbiamo iniziato a notare alcune delle peculiarità di Dolmen, che tenta l’approccio dei combattimenti misti per dare maggiore varietà agli scontri.

Infestazioni aliene in un mondo che si ispira agli orrori cosmici lovecraftiani.

Al momento non ci sbilanciamo sulla storia, ma i primi dettagli appaiono assolutamente generici e non esattamente in grado di incuriosire al punto da voler scoprire di più degli sviluppi. Al momento la trama sempre una sorta di collante tra un’area e l’altra, con elementi sparsi qua e là un po’ alla rinfusa. Naturalmente approfondiremo il tutto a tempo debito, ma il piglio narrativo non ci ha particolarmente colpiti e tutto pare essere assai derivativo e poco originale.

Al di là del contesto, Dolmen è facilmente classificabile come un epigono del soulslike più rappresentativo, con l’aggravane che a distanza di tutti questi anni poco o nulla si è fatto per percorrere una via diversa. Si tratta di un progetto nato su Kickstarter da un team di sviluppo brasiliano, poi passato sotto l’ala protettrice di Prime Matter, che evidentemente ci ha visto delle ottime potenzialità. Diciamocelo chiaramente: potenzialmente ci sarebbero pure, ma è l’esecuzione che un po’ preoccupa.

Un esemplare di blattoide alieno che dovrete affrontare.

Gameplay

Se siete tra coloro che di soulslike non ne hanno mai abbastanza e puntano letteralmente qualunque cosa sia appartenente a questo sottogenere, allora vi basterà sapere che Dolmen ha sostanzialmente tutto ciò che vi aspettereste da un gioco che non ha nessuna intenzione di uscire dal seminato. Il sistema di combattimento è dunque piuttosto classico e schematico: comprende l’attacco debole e quello pesante, il parry da eseguire nel momento giusto per potersi avvantaggiare contro i nemici, la schivata e tutte quelle piccole meccaniche di base ha decretato il successo dei giochi su questa falsariga.

Aspettatevi dunque anche la riapparizione dei nemici tutte le volte che interagirete con un checkpoint, la necessità di stare dietro alle statistiche per aumentare la percentuale di vittoria nei combattimenti, il recupero dei punti esperienza da una pozza che rimane nel punto della dipartita e una discreta cura per gli stili di gioco. Tuttavia abbiamo notato che i livelli di risposta ai comandi non sono così scattanti, ma per questo ci sarà tempo per porre rimedio.

E speriamo che il tempo possa bastare anche per bilanciare meglio e con maggiore criterio certe dinamiche che ci hanno fatto preoccupare non poco. Dato che in Dolmen sono previsti anche gli attacchi elementali che possono rapidamente cambiare le carte in tavola durante gli scontri, ci auguriamo che gli effetti possano essere gestiti con maggiore attenzione: in particolare, quando vi renderete bene conto quali sono le debolezze dei nemici e come potrete aggirarli, certe sezioni tenderanno al tedio proprio a causa di assenza di novità.

In ogni caso, oltre agli attacchi corpo a corpo – che rimangono i colpi più efficaci, al momento – potrete disporre di una pistola che vi consente di gestire parzialmente gli scontri a distanza. I danni inferti dall’arma in questione sono pochi, specialmente se sparata dei proiettili singoli; caricandoli avrete invece maggiore soddisfazione, ma generalmente si tratta di una possibilità utile a indebolire un avversario prima di farlo fuori nella maniera più sbrigativa.

Dolmen è tecnicamente arretrato e difficilmente si allineerà alle produzioni moderne.

Le animazioni, al momento, mancano di alcune movenze di raccordo e ci sono dunque meno frame per avere una gestione ottimale nelle tempistiche di attacco e difesa. A questo bisogna aggiungere che la cura, in momenti concitati, può addirittura rappresentare un malus per via del “lungo” periodo in cui si rimane sguarniti. Per sparare i proiettili, in ogni caso, dovrete tenere sott’occhio l’energia, diversa dal parametro della stamina che scandisce movimenti rapidi e attacchi. Interessante e con buon potenziale è invece il sistema di crescita, che deve però essere messo sotto torchio per capire quanto in effetti riesce a incastonarsi con grazie tra equilibri ancora piuttosto precari.

Il comparto in cui Dolmen soffre terribilmente è però quello tecnico. Pur avendolo provato con una RTX 3060, l’aspetto generale non è apparso esattamente dei migliori. Le texture dei terreni e delle pareti degli ambienti sono molto lontane dagli standard moderni, così come certi nemici che sembrano essere usciti fuori da un paio di generazioni fa. Il design dei livelli stessi è apparsi assai banale, tendente alle forme più ovvie che dungeon con pochi bivi possono in effetti avere, senza particolari guizzi creativi su verticalità o variazioni sul tema.

In definitiva, il nostro primo contatto con Dolmen non ci ha convinti, e pur intravedendo qualche meccanica diversa dal solito che può giustificare l’attesa dei fan, allo stato attuale si tratta di un prodotto nettamente al di sotto della media degli altri giochi appartenenti al filone dei souslike (The Surge compreso, che già non era l’esponente più brillante).

Se volete giocare ai prossimi giochi su PC con prestazioni ottimali, vi consigliamo di acquistare questo portatile in offerta dotato di una scheda grafica all’avanguardia.

Piattaforme: pc, ps5, xsx
Dolmen ha ancora moltissima strada da fare, se vuole davvero avere qualche chance per dire la sua in un genere già piuttosto inflazionato e con non moltissimi titoli di alta qualità. Con poche unicità e sin troppe meccaniche e dinamiche di gioco prese di peso dalle opere più famose (e con un'esecuzione tecnica molto arretrata), il gioco potrebbe essere dimenticato ancor prima di uscire. Al momento, al di là di un paio di aspetti con discrete potenzialità, Dolmen non è riuscito affatto a colpirci, lasciandoci addosso più dubbi che certezze.

Pro

  • Uso di armi miste per aumentare la varietà dei combattimenti
  • Somiglia ai soulslike classici e si poggia sulle stesse basi...

Contro

  • ... Ma di originale c'è davvero poco
  • Tecnicamente molto arretrato
  • Design dei livelli banale