Disintegration

V1 Interactive e Private Division ci mostrano la loro idea di FPS

Anteprima
A cura di Nicolò Bicego - 26 Agosto 2019 - 10:32

Il nome di V1 Interactive potrebbe risultare sconosciuto ai più, nonostante tra le sue fila militi l’ex direttore artistico di Bungie, nonché creatore di Halo, Marcus Lehto. Le cose, però, sono destinate a cambiare presto: alla Gamescom 2019 abbiamo assistito alla presentazione di Disintegration, titolo che verrà pubblicato da Private Division su PC, Playstation 4 e Xbox One. Le atmosfere fantascientifiche ci hanno subito riportato alla mente la saga di Halo, ma quanto sono davvero vicini i due titoli?

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Un solitario eroe senza nome… non stavolta

La razza umana è sull’orlo dell’estinzione: cambiamenti climatici, sovrappolazione, scarsità di beni primari ed altri fattori hanno portato l’umanità al rischio concreto di cancellare la sua stessa esistenza dalla storia dell’universo. Troppo tardi per pensare di invertire in tempo questo processo distruttivo, gli scienziati escogitano una soluzione alternativa per evitare l’estinzione di massa: trasferire i cervelli delle persone in corpi artificiali, che garantiscano loro la sopravvivenza anche a queste condizioni estreme. Ed il piano ha funzionato: i cosiddetti Integrati si sono rivelati capaci di sopravvivere, costituendo quindi un successo per la ricerca scientifica. Le cose, però, cominciano a prendere una brutta piega. Il processo di Integrazione era stato concepito come una misura temporanea per sfuggire all’estinzione di massa, e non come una sostituzione totale degli uomini in carne ed ossa. Peccato che molti Integrati non la pensino più così: essi si danno il nome di Rayonne, e danno vita ad una vera e propria guerra mondiale alla ricerca degli ultimi esseri umani rimasti. Fortunatamente, non tutti gli Integrati stanno dalla parte dei Rayonne. Nella campagna single-player di Disintegration andremo ad impersonare Romer Shoal, un esperto pilota di Gravcycle; egli è un membro della resistenza che si oppone alla visione unica e distruttrice dei Rayonne, e nei suoi panni andremo a comandare un manipolo di alleati nella speranza di riuscire a garantire un futuro migliore per quel che rimane dell’umanità.

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Durante la presentazione, gli sviluppatori hanno tenuto fin da subito a mettere in chiaro due cose: innanzitutto, non siamo di fronte ad eroi senza nome. Romer, così come gli altri personaggi coinvolti, sono individui con una storia, una personalità, ben lontani dall’eroe senza volto che Marcus Lehto ha contribuito a creare così tanti anni fa. In secondo luogo, è fondamentale capire che qui non abbiamo a che fare con un eroe solitario; sebbene ci sia un protagonista, insieme a lui ci saranno altre persone che giocheranno un ruolo fondamentale nella campagna del gioco, tanto a livello narrativo quanto di gameplay. Nonostante queste doverose premesse, che hanno contribuito ad allontanare concettualmente Disintegration dal buon Halo, le  atmosfere che abbiamo respirato dalla presentazione ci hanno riportato proprio al titolo Bungie; forse per l’evidente matrice fantascientifica comune, forse per la sensazione di minaccia incombente, forse perché il tocco di un autore cambia nel tempo ma si fa comunque riconoscere. Il team di V1 Interactive può contare su diversi veterani dell’industria videoludica, oltre che su nuovi talenti; il risultato di questa combinazione è un titolo che, nonostante la fase ancora arretrata di sviluppo, sa già mostrare un comparto tecnico soddisfacente, che promette di fare ancora passi avanti nei prossimi mesi di gestazione che attendono il titolo.

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Gioco di squadra

Come dicevamo, gli sviluppatori hanno sottolineato che in Disintegration non avremo una one-man army, ma una squadra da controllare; il classico gameplay da FPS, dunque, andrà a mescolarsi con elementi da strategico in tempo reale, in quanto saremo costantemente chiamati a gestire la nostra squadra. Gli sviluppatori si sono focalizzati su come rendere questo connubio il più dinamico possibile, affinché per il giocatore non sia difficoltoso dover gestire entrambi gli aspetti. Nonostante non ci fosse possibilità di provare la campagna per giocatore singolo, possiamo sperare che il buon proposito degli sviluppatori venga mantenuto nella release finale, in quanto molto della godibilità del gioco dipenderà proprio da questo. Soprattutto su console, non sarà semplice unire in modo accessibile le due identità di Disintegration, ma siamo fiduciosi verso la bontà del lavoro svolto da V1 Interactive. Se la campagna è ancora avvolta perlopiù nel mistero, la presentazione si è soffermata di più sulla componente multigiocatore del titolo, che era presente anche in versione testabile. Se, come abbiamo detto, la campagna di Disintegration ci ha fatto ricordare l’eredità di Halo, nel multiplayer abbiamo sentito l’influenza di Overwatch. Ci saranno tre modalità disponibili, e in ciascuna di esse ci ritroveremo a scegliere tra 8 team; ciascun team ha delle caratteristiche peculiari che lo diversifica dagli altri, adottando in questo un approccio simile a quello hero-based di Overwatch ed allontanandosi da quello più classico di Halo. Anche nel multiplayer ci ritroveremo a controllare dei bot, a cui potremo dare ordini per aiutarci nel corso della battaglia. Sicuramente, il multiplayer ci è sembrato estremamente promettente, in quanto capace di unire sapientemente le due anime del titolo. Rimane da vedere, e questo vale anche la campagna, quanto Disintegration sarà in grado di differenziarsi da quei titoli che costituiscono la sua implicita fonte di ispirazione, riuscendo quindi a lasciare una propria impronta nel mondo videoludico senza rischiare di rimanere nell’ombra dei suoi grandi, indiretti predecessori.

- Unione fluida di FPS e RTS
- Tanta carne al fuoco
- Alto rischio di essere troppo derivativo

Disintegration sembra mettere davvero tanta carne al fuoco: da una parte abbiamo una campagna che promette di coinvolgere ed emozionare, dall’altra una modalità multigiocatore che vuole competere con i titoli competitivi più in voga degli ultimi anni. La presentazione della Gamescom 2019 ci ha davvero incuriositi, ma al contempo ci ha fatto anche suonare un campanellino d’allarme: il rischio per Disintegration è quello di rimanere nell’ombra degli illustri titoli da cui prende ispirazione, senza riuscire a splendere di luce propria. Vedremo come andranno le cose; i ragazzi di V1 Interactive potranno sicuramente essere in grado di stupirci.




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