Desperados III, ritorno nel Selvaggio West di John Cooper – Recensione

Mimimi Games ci propone la sua visione del terzo capitolo della storica serie strategica: come se la cava Desperados III?

Recensione
A cura di Pasquale Fusco - 12 Giugno 2020 - 17:01

Quello di Mimimi Games è uno studio relativamente giovane, con un’esperienza appena decennale e una trentina di dipendenti riuniti in quel di Monaco. Eppure, in questi anni il piccolo team teutonico ha sfornato alcune opere estremamente interessanti, in primis quel Shadow Tactics: Blades of the Shogun che aveva catapultato gli amanti degli RTT – e, in particolare, i fan della serie Commando – nelle affascinanti terre del Sol Levante.

Insomma, parliamo del candidato perfetto per il rilancio Desperados, franchise ritiratosi con lo spin-off Helldorado nel ‘lontano’ 2007, ma che sembra ora pronto al suo agognato ritorno sulla scena. Sotto la supervisione di THQ Nordic, l’ambizioso terzo capitolo ci riporta nell’ipnotico Far West delle prime interazioni, in cui ritroviamo un pizzico di Shadow Tactics e alcune novità decisamente intriganti.

Storie di cacciatori di taglie e streghe voodoo

Gli eventi di Desperados III avranno luogo tra gli Stati Uniti e il Messico e si focalizzeranno sulle origini dell’iconico protagonista John Cooper e su quelle dei suoi storici compagni di scorribande. Si tratta dunque di un prequel con tutti i crismi, ambientato una decina di anni prima della storia di Wanted Dead or Alive (2001) per esporre un racconto del tutto inedito, ma comunque familiare agli occhi dei fan di vecchia data.

desperados 3

La prima missione, che fungerà da tutorial, ci vedrà nei panni di un giovanissimo Cooper, intento a seguire le orme del padre nella sua consueta routine da cacciatore di taglie. In tale occasione entriamo in contatto con le meccaniche basilari di questo strategico in tempo reale, prettamente improntato sull’azione stealth e su un viscerale approccio alla formula trial-and-error. I salvataggi rapidi saranno sempre disponibili per consentirci di ricaricare la partita e rimediare, così, all’ennesimo passo falso commesso. Peccato solo che, almeno su console, i lenti caricamenti limitino l’utilizzo di questa feature rendendolo alquanto frustrante.

Desperados III promette di intrattenere il giocatore con una campagna tanto avvincente quanto corposa. Il cammino di John Cooper incrocerà, in primis, quello del tenebroso Arthur ‘Doc’ McCoy, un medico che vanta talenti… singolari. I due saranno costretti a collaborare per eliminare un fastidioso gruppi di banditi: assumeremo prima il controllo di Cooper, il classico pistolero armato di doppia rivoltella e di coltello da lancio, per poi spostarci sul più discreto McCoy, equipaggiato con un fucile di precisione silenziato e con un potente veleno che potrà iniettare nei corpi dei malcapitati di turno.

Sin dalle prime missioni appare evidente l’intento di Mimimi di proporre un roster variegato, le cui differenti capacità potranno essere combinate in un letale mix da impiegare sul campo di battaglia. Sfrutteremo ad esempio le abilità seduttive di Kate O’Hara per attirare i bersagli nelle (enormi) trappole di Hector Mendoza, e approfitteremo dell’agilità di Cooper per scalare determinate alture e ottenere una vantaggiosa linea di tiro ai danni delle guardie sottostanti. Ai micidiali talenti di Doc si affiancano, infine, i poteri soprannaturali di Isabelle Moreau, misteriosa new entry che completerà il quintetto con le sue antiche tecniche voodoo, grazie alle quali potrà veicolare mentalmente i movimenti dei nemici o assumere il controllo di animali e di altri esseri viventi.

I background legati a ciascun membro di questo compatto roster rivelano una scrittura a tratti intrigante, ma che inciampa spesso e volentieri nei ridondanti stereotipi del genere western. Ciononostante, la storia che vede protagonisti John Cooper e soci ci delizierà con alcune sequenze a dir poco coinvolgenti e persino con un paio di colpi di scena, seppure non particolarmente spiazzanti. Il comparto narrativo non prevede vere e proprie impennate qualitative, ma riuscirà nel compito di allietare lo spensierato giocatore fino alla fine di un’avventura a dir poco ghiotta.

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Le impegnative missioni della campagna ci hanno permesso di conoscere un brillante level design, il quale spinge il giocatore a studiare con attenzione l’ambiente circostante e a valutare le possibili interazioni con ciascun elemento dello scenario, sia esso naturale o artificiale. Abbiamo dunque sfruttato la vegetazione e alcuni ripari di fortuna per aggirare il nostro target, avvicinandoci quanto basta per mettere a segno un’eliminazione furtiva – che non dovrà essere necessariamente letale. La già accennata verticalità di alcuni livelli apre la strada a ulteriori opzioni strategiche ed espande esponenzialmente il nostro campo visivo, rivelandoci nuovi e imprevedibili approcci alla battaglia.

Questo peculiare sistema ci introduce a un gameplay dalle innumerevoli potenzialità, capace di mutare costantemente a seconda dell’approccio scelto dal giocatore e dalle tattiche che esso sarà in grado di imbastire. Va anche detto, tuttavia, che un gioco come Desperados III può risultare particolarmente ostico nei confronti dei neofiti di questo sottogenere strategico: la massiccia presenza di banditi e guardie in alcuni scenari lasciano ben poco spazio a manovre che non siano estremamente serrate o eseguite con precisione chirurgica. Il violento scontro con il trial-and-error di cui sopra sarà inevitabile, ma permane il rischio, e il timore, di arrendersi a una formula talvolta fin troppo punitiva.

In ogni caso, quando la situazione sembrerà sul punto di precipitare rovinosamente, i nostri combattenti potranno sempre ricorrere alla brutale potenza di fuoco offerta dal proprio arsenale. A quel punto lasceremo che John Cooper si scateni con le sue revolver, mentre il buon Hector si occuperà dei gruppi di nemici più nutriti, vittime predilette del suo devastante shotgun a canne mozze. Una volta ripulita l’area potremo rifugiarci presso il nascondiglio più vicino o, perché no, sfruttare le ampie strade della città per confonderci tra i passanti.

Nei frangenti più concitati potremo comunque ripiegare sulla Shadowmode, una visuale dinamica attraverso cui ‘congeleremo’ l’azione sullo schermo. Sfrutteremo questo tempo extra per la messa in atto delle strategie da noi ingegnate e, soprattutto, per l’esecuzione simultanea di determinate mosse – concatenando, ad esempio, due o più eliminazioni per innescarle nello stesso istante o dislocando una coppia di personaggi in diversi punti della location. Questa feature potrà semplificare la vita di molti giocatori, fatta eccezione per coloro che opteranno per i livelli di sfida più elevati.

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Un ulteriore supporto è incarnato, paradossalmente, da quella stessa IA che dovrebbe regolare il comportamento dei nemici. Dovrebbe, perché il più delle volte abbiamo assistito ad azioni confusionarie e tutt’altro che ideali al fine di mantenere l’ordine durante le pattuglie. In svariate occasioni, inoltre, i nemici non hanno minimamente reagito all’eccessività quantità di rumori da noi prodotta, consentendoci di proseguire verso l’obiettivo in totale serenità (forse troppa).

Il buono, il brutto e il controller

Abbiamo provato Desperados III su console, più precisamente su PS4 Pro, dove la produzione confezinata da Mimimi Games propone alcune funzionalità aggiuntive dedicate alla mid-gen. Sull’ammiraglia Sony è infatti possibile scegliere tra due diverse modalità grafiche, una incentrata sulle performance – prioriotizzando il frame rate – e la seconda legata alla risoluzione. Abbiamo scelto la prima, preferendo la fluidità garantita dai 60 FPS a un colpo d’occhio che, in fin dei conti, non appare neanche così strabiliante.

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Certo, ogni scenario del mondo isometrico di Desperados III è realizzato con grande cura e attenzione ai dettagli, persino con una marcata tendenza al realismo. Ci siamo avventurati nell’arido deserto e nelle lagune più putride, sostando nelle caotiche città per fare irruzione nei saloon, spesso popolari da individui tutt’altro che raccomandabili. Se da un lato restiamo impressionati dall’ottima varietà delle location, queste ultime faticano a celare gli evidenti limiti del comparto tecnico individuati nella mera resa poligonale, così come nella scarsa definizione di alcune texture.

Nulla da criticare, invece, al comparto sonoro, che ci delizia con un’eccezionale soundtrack che richiama i tipici vibes degli spaghetti western e con un doppiaggio inglese più che convincente.

Potete prenotare la speciale Collector’s Edition di Desperados III a un prezzo speciale su Amazon.

+ Numerose missioni per una campagna coinvolgente e variegata
+ Il gameplay metterà a dura prova le nostre abilità strategiche...
+ Le abilità e il possente arsenale di Cooper e co.
- La narrazione non scorre sempre liscia
- ...forse in maniera troppo dura, a volte
- IA disastrosa in alcuni frangenti
- Qualche imperfezione sul fronte grafico

7.4

Desperados III non sarà il rivoluzionario e glorioso ritorno dello storico franchise, ma meriterà senz’altro l’attenzione dei ‘vecchi’ fan della serie, che ritroveranno in questo terzo capitolo l’inconfondibile essenza dell’originale RTT lanciato una ventina d’anni fa. Mimimi Games centra il bersaglio, ma inciampa in alcune magagne sul fronte tecnologico, scontrandosi con un’IA tutt’altro che brillante e con un comparto visivo non sempre eccezionale. Ci penserà la possente campagna e il divertente gameplay ad intrattenere il giocatore, a patto che quest’ultimo possieda la giusta dose di pazienza.




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