Dead or Alive 6 recensione

Dead or Alive 6 ritorna sulle scene dopo sette anni di assenza. Scopriamo il picchiaduro di Tecmo Koei nella nostra recensione.

Le vicende del clan ninja Mugen Tenshin e della DOATEC ritornano in Dead or Alive 6, nuovo capitolo del picchiaduro Tecmo Koei che tenta di rilanciare la serie dopo ben sette anni di assenza. A distanza di un’intera generazione (e con diverse versioni uscite nel corso degli anni), Kasumi, Hayate, Ayane e il roster di lottatori al gran completo incrociano i loro destini in una storia che, nel bene e nel male, mantiene intatto lo spirito della saga.

Nuovi guai in vista

La storia di Dead or Alive 6, come da tradizione, è rimasta piuttosto leggera, con diversi momenti triviali e tante scuse per le menare le mani. Il destino ha voluto che Fame Douglas pagasse con la vita il tentativo di fermare Donovan e M.I.S.T., il gruppo di ricerca che faceva capo alla DOATEC. Adesso, quella stessa ricerca che stava tentando di fermare, sta riprendendo vigore. Mentre Kasumi si riavvicina dopo il suo ritiro in montagna, e mentre l’attenzione di Helena viene catalizzata da un nuovo personaggio, nell’ombra qualcosa di strano inizia a muoversi, creando una fitta rete di intrighi che dovrete scoprire all’interno della modalità dedicata, suddivisa in una sorta di grande mosaico.

Dead or Alive 6

Sebbene la timeline principale sia ordinata e piacevole da seguire, lo stesso non si può dire per quella dedicata ai singoli personaggi, con frammenti che appaiono qua e là creando un po’ di confusione. La coesione si va un po’ a perdere e anziché riuscire ad amalgamare tutte le storie insieme, si crea un po’ di distacco; eppure non è di certo un dramma, perché è in fondo un modo per permettervi di rigiocarvi tutto da capo quando avrete il quadro completo a disposizione. Presso il DOA Central, in ogni caso, potrete approfondire tutti i dettagli attraverso dei file, assieme alla possibilità di poter gestire tutti i contenuti come più vi aggrada.

Modalità Allenamento DOA 6

Uno degli aspetti più importanti di Dead or Alive 6 è senza dubbio la modalità allenamento, che si è in questo capitolo ulteriormente ampliata, dando la possibilità ai neofiti e agli esperti di avere il pieno controllo delle proprie capacità. Dead or Alive 6 è semplice da approcciare ma dannatamente difficile da padroneggiare al meglio. Lo dimostra l’ulteriore affinamento delle meccaniche di gioco, che ad alti livelli trasforma Dead or Alive 6 in uno dei picchiaduro più complessi sul mercato. Oltre al tutorial e all’allenamento dedicato al moveset di ogni singolo personaggio, potrete cimentarvi con le sfide combo, essenziali per raggiungere un certo grado di maestria coi comandi. Adesso, anche il peso dei lottatori ha un’importanza determinante per poter eseguire le combo in juggle, pertanto affrontare avversari come Bass o Bayman è completamente diverso dal vedersela contro le più leggere Honoka o Kokoro.
Dead or Alive Triangle system

Un triangolo per domarli

Com’è noto, in Dead or Alive i combattimenti sono gestiti attraverso il triangle system, una sorta di morra cinese dove gli attacchi battono le prese, le prese battono le parate e le parate hanno la meglio sugli attacchi. Inoltre, se ad esempio infliggerete un colpo mentre un avversario sta per eseguire una presa, i danni saranno maggiori perché sarà considerato un contrattacco. Su questi concetti semplici si basa il nucleo di Dead or Alive 6, ma la profondità del sistema di combattimento va ben oltre tutto ciò e presenta tanti parametri da tenere a mente, assieme a delle esecuzioni di tecniche avanzate davvero articolate.

Si consideri a tal proposito la presenza di contro-proiezioni, tecniche di recupero, prese critiche e offensive multiple, combo al muro, contromosse e la necessità di variare gli attacchi mentre un avversario si trova in stordimento critico. Giusto per fare un esempio, quando il nemico è inerme per qualche attimo, potrete effettuare una combo per far diminuire la sua salute; ma se doveste ripeterla, il danno inflitto sarà minore. È dunque possibile effettuare dei cancel dopo una prima combinazione e variare subito dopo le metodologie di attacco, ma è chiaro che bisogna avere un altissimo livello di padronanza dei personaggi.

Dead or Alive 6 fa davvero di tutto per farvela raggiungere, perché i tutorial e gli allenamenti messi a disposizione sono così completi da non lasciare spazio ai dubbi. Oltretutto, di particolare rilevanza sono anche le “Missioni DOA“, inserite all’interno di una stuzzicante modalità che vi sfida a soddisfare determinati requisiti fino a un massimo di tre stelline. Si tratta, in sostanza, del modo più naturale che esiste per mettere alla prova tutto ciò che avrete imparato; il tutto, mentre sbloccherete nuovi costumi e guadagnerete punti.

Indicatore devastazione Dead or alive

New Found Power

Un’importante aggiunta in Dead or Alive 6, inedita per la serie, è l’indicatore devastazione, una barra che si riempie quando si subiscono o infliggono dei danni. Anche quando si causano degli stordimenti fatali usando il comando per l’assalto fatale, ossia tramite la pressione ripetuta del dorsale destro, aumenta la barra in questione. Quando arriverà a metà, sarà possibile eseguire prese speciali; sarà inoltre possibile bloccare qualsiasi tipo di attacco. La Presa Devastante è una contromossa con proiezione, mentre il Colpo Devastante, eseguibile con la barra piena, interrompe gli attacchi avversari e infligge danni ingenti.

Naturalmente, questo è anche un comando utile a facilitare in qualche modo i neofiti ad avvicinarsi al gioco, ma non rappresenta in alcun modo uno snaturamento della tecnica richiesta per avere la meglio negli scontri, tant’è che la vasta gamma di approcci è già piuttosto esplicativa in tal senso.
Tecnicamente Dead or Alive 6 mantiene lo stile tanto caro alla serie, con un grande focus sui modelli poligonali dei personaggi e sui dettagli dei costumi e delle grazie delle lottatrici, sempre molto procaci. Sono stati aggiunti e migliorati dettagli come il sudore, ma lo stacco con tutto il resto, soprattutto durante i filmati con grafica in-game della modalità storia, è davvero sin troppo evidente.

Capiterà non di rado di vedere i personaggi ottimamente definiti, con visi perfetti e quasi di porcellana, mentre gli sfondi presentano brutte sgranature, texture in bassa risoluzione e molto aliasing. Va meglio all’interno delle arene, dove il livello di dettagli è più alto, pur non raggiungendo mai quello dei lottatori. Interessante è anche l’aggiunta dell’interazione del pubblico, che può spingere dentro i personaggi quando sono scaraventati via, causandogli però momenti di smarrimento in cui sono vulnerabili. E vulnerabili saranno anche quando verranno sbattuti contro terreni e recinzioni che causano danni extra, come avveniva anche nei precedenti capitoli.

+ Sistema di combattimento affinato, facile da approcciare e molto complesso da padroneggiare
+ Modalità allenamento perfetta e in grado di guidarvi passo passo, anche per diventare dei maestri
+ Le sfide DOA, assieme alle altre modalità, sono un'ottima aggiunta che testeranno a dovere le vostre abilità
- La disposizione dei frammenti di storia tende a far perdere coesione all'insieme
- La grafica dei fondali, specialmente nei filmati della modalità storia, è decisamente meno curata dei personaggi

8.5

Dead or Alive 6 è in definitiva un picchiaduro molto solido e appagante. È stato in grado di evolvere le proprie meccaniche e migliorarne la profondità, rappresentando uno dei prodotti meglio riusciti del genere, che si appresta a lanciarsi nel mondo degli e-sport con lauti compensi per chi dimostrerà di avere piena padronanza dei lottatori.