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Dandara Trials of Fear, lavorare sul velluto – Recensione

La migliore versione del metroidvania brasiliano

In un periodo in cui noi come i nostri lettori siamo costretti a casa dalla surreale situazione generale, ogni gioco è prezioso, che si tratti di una nuova uscita o di un porting, perché il medium videoludico, troppo spesso demonizzato, si sta rivelando per quello che è anche agli occhi dei più profani.
In questo contesto, nonostante l’esaustiva recensione del 2018, non potevamo farci scappare la versione console di Dandara, che, grazie all’aggiunta di nuovi contenuti, ha preso il suffisso Trials of Fear.
Continuate a leggere per sapere cosa c’è di nuovo e come si comporta il gioco su console.

Racconti approfonditi ma criptici

Dandara Trials of Fear

Piattaforma:
PC, PS4, SWITCH, XONE
Genere:
azione, piattaforme
Data di uscita:
27 Marzo 2020
Sviluppatore:
Long Hat House
Distributore:

Uno degli aspetti a cui il team di sviluppo Long Hat House ha messo mano, in seguito alle critiche pervenute in occasione della prima pubblicazione del titolo, è quello narrativo: non si sa se in maniera voluta o meno, ma l’originale rimaneva piuttosto vago su tantissimi elementi della narrativa, accennando solamente ad una lore più ricca e non soffermandosi più di tanto sui personaggi e sulle loro motivazioni.

In Dandara Trials of Fear la situazione è migliorata, anche se non è ancora del tutto soddisfacente: stanti premesse narrative affascinanti, che vedono un mondo oppresso ed un’eroina (dichiaratamente ispirata ad una figura storica di riferimento della cultura afro-brasiliana realmente esistita) che emerge dalle ombre per salvarlo, in questa versione è possibile trovare descrizioni più approfondite di luoghi e personaggi non giocanti, dialoghi più articolati e nuove scene di intermezzo realizzate con il motore di gioco.

Nondimeno, temi come l’autoisolamento degli abitanti di Salt nelle loro case, e, figurativamente, nel loro mondo mentale, non sono approfonditi a sufficienza per non lasciare un po’ di amaro in bocca: l’impressione, nonostante lo sforzo fatto per migliorare la profondità del racconto ed il modo in cui è veicolato, è che al team di sviluppo servisse un background inesplorato, vergine, che potesse distinguere il suo prodotto dalla massa di congeneri.

In questo senso, le fascinazioni legate alla cultura brasiliana, ad un regime opprimente ed oscuro e ad un’eroina proletaria e vulnerabile riescono a caratterizzare degnamente Dandara Trials of Fear, ma la scelta di adottare un approccio minimalista e non del tutto chiaro allo storytelling si riflette in un mondo di gioco riuscito solo a metà, che seduce ed abbandona, descrive ma non approfondisce.

In ogni caso, rispetto al titolo uscito due anni or sono, in cui si correva fortemente il rischio di skippare le fasi dialogiche a causa dell’oscurità e del poco appeal della trama, questa versione propone una lore più arricchita, personaggi più propensi al dialogo e descrizioni più esaustive non solo per le location preesistenti ma anche per quelle inedite, inserite con l’aggiornamento gratuito.

Come per moltissimi altri titoli indipendenti, comunque, è bene sottolineare come il focus sia sul gameplay piuttosto che sulla narrazione, e, in questo senso, quest’ultima, pur non eccellendo, riesce a non essere mai d’intralcio nella godibilità delle numerose meccaniche di gioco.

Unico

A distinguere Dandara Trials of Fear dalla massa di titoli simili è il peculiare sistema di navigazione degli ambienti, con la protagonista capace di proiettarsi da una superficie all’altra, negando la gravità, ma non di fare le due cose più comuni in tutti i platform in due dimensioni dalla notte dei tempi, ovvero camminare e saltare.
Lasciamo alla recensione del buon Domenico l’analisi del gameplay, qui riproposto senza grosse modifiche, e in questa sede ci concentreremo, piuttosto, sulle novità di questa versione rispetto a quella pubblicata due anni or sono.

Innanzitutto, in maniera intelligente, il team di sviluppo ha inserito i contenuti inediti, nella forma di tre grosse aree interamente esplorabili mai viste prima, nel bel mezzo dell’avventura, cucendo abilmente all’interno del tessuto preesistente, senza che questi ultimi risultino posticci rispetto al materiale di partenza.
Questo vale anche per il nuovo finale che è possibile raggiungere prima dei titoli di coda, decisamente più articolato e soddisfacente di quello precedente, da più parti accusato di essere un po’ sbrigativo.

Il risvolto negativo di questa scelta di design, però, è che coloro i quali avessero già completato l’avventura ventisei mesi fa dovranno imbarcarsi in una seconda run qualora volessero provare in prima persona gli stage aggiuntivi: questa è comunque una pratica che consigliamo, vista anche la relativa brevità del prodotto, ma non tutti i nostri lettori potrebbero gradire la scelta.

Ci ha dato discreto filo da torcere anche il boss inedito incontrato, munito di pattern di attacco abbastanza differenti da quelli dell’avventura base, e abbiamo molto apprezzato il ribilancaimento generale della curva di difficoltà: la progressione, scandita peraltro da una manciata di nuovi poteri sbloccabili nella seconda parte dell’avventura, ci è sembrata più naturale e personalizzabile, a vantaggio dell’unicità dell’esperienza di gioco per ogni giocatore.

La sensazione generale è di maggiore coesione e godibilità, e questo, se aggiunto al gameplay avvolgente e al brillante level design che già caratterizzavano la prima uscita, concorre a rendere Dandara Trial of Fear la migliore versione possibile di uno dei metroidvania indie più interessanti degli ultimi anni.

Se già la raccomandazione che il titolo seppe guadagnarsi due anni fa non vi fosse bastata, sappiate che, nonostante l’arrivo di numerosi nuovi concorrenti, il livello qualitativo della produzione Long Hat House è ancora in linea con quello dei migliori del genere, indipendentemente dalla piattaforme su cui decideste di giocarlo.

Tutto come prima

Il versante artistico e quello tecnico della produzione, già pienamente promossi due anni or sono, non hanno perso nulla del loro smalto nella versione PS4 da noi testata: nonostante il gran numero di titoli indipendenti che hanno fatto largo uso della pixel art nell’ultimo lustro, quella di Dandara Trials of Fear rimane di pregevole fattura, grazie anche alle aggiunte di questa versione.

Alcuni scenari sono stati ridisegnati rispetto a quelli originali, il set di animazioni è stato notevolmente arricchito (più per alcuni nemici che per la protagonista, ad onor del vero), e l’aspetto generale è migliorato, probabilmente per via del normale processo di maturazione degli artisti brasiliani nel corso dell’ultimo biennio.

Lo stesso lavoro ha riguardato la colonna sonora, uno degli aspetti che più spiccava già nella produzione originale: Thommaz Kauffmann, compositore già apprezzato per la colonna sonora del classico indie Oniken, ha rimasterizzato la gran parte delle tracce, donando ad esse nuovo brio e regalando emozioni a quanti volessero dotarsi di un buon paio di auricolari.
I nuovi stage e le sfide inedite ispessiscono l’offerta ludica, uno dei pochi punti deboli del prodotto originario, portando il tempo totale di completamento a circa otto ore, forse qualcosa in più qualora si indugi più del dovuto nel backtracking.

Nel complesso, quindi, il lavoro svolto – che, giova ricordarlo, è del tutto gratuito per quanti avessero già scaricato una copia del gioco su qualsiasi piattaforma – è di buonissima fattura, e consente a Dandara Trials of Fear di difendere la posizione acquisita in un Olimpo piuttosto affollato, ultimamente – quello dei cosiddetti metroidvania in due dimensioni.
Non siamo ai livelli dei migliori esponenti del genere, insomma, ma la qualità dei contenuti e il supporto post lancio del team di sviluppo meritano una raccomandazione anche su console dopo il successo su PC.

+ Level design molto creativo
+ Nuovi contenuti senza prezzi aggiuntivi
+ Storia approfondita
– Leggero input lag in certi frangenti
– Backtracking pronunciato

8.0

Ci sentiamo di confermare l’ottimo voto assegnato due anni fa su queste pagine e di consigliare senza particolari riserve Dandara Trials of Fear non solo a quanti non avessero mai provato il gioco, disponibile per PS4, Switch e Xbox One e PC, ma anche a quanti lo avessero già completato al tempo.

I nuovi contenuti, gratuiti per questa fascia di pubblico, potrebbero spingere ad una seconda run, approfondendo aspetti come la storia e la crescita del personaggio e visitando location inedite aggiunte appositamente a questa versione. D’altro canto, i neofiti non potranno che apprezzarne la buona quantità di contenuti e la peculiarità del sistema di controllo, utile a distinguere il prodotto Long Hat House dalla massa.