Curse of Anabelle, occultismo nella magione maledetta – Recensione

Curse of Anabelle è un horror dalle idee confuse di cui potrete fare tranquillamente a meno. Nella nostra recensione vi spieghiamo perché è un buco nell'acqua.

Recensione
A cura di Domenico Musicò - 30 Marzo 2020 - 10:18

Il continuo proliferare di titoli horror è una costante che da almeno un lustro non accenna minimamente a presentare inversioni di tendenza. Quando la quantità diventa sovrabbondante e i cloni si sprecano, è chiaro che a risentirne è soprattutto la qualità, oltre alla mancanza di idee innovative in grado di differenziare i prodotti. Curse of Anabelle è una di quelle meteore di cui nemmeno ci si accorge, un’opera che si appoggia con tutto il proprio peso sui cliché più ovvi fino a franare goffamente su se stessa, senza riuscire più rialzarsi. Agli sviluppatori turchi Rokwise Entertainment probabilmente manca un po’ di modestia: da quanto si legge dal loro sito, si afferma che lo studio offre al mercato opere di prim’ordine, ma se i risultati massimi sono quelli raggiunti da Curse of Anabelle, è evidente che più di qualcosa sia andato decisamente storto.

Curse of Anabelle – Maledizioni di famiglia

L’incipit di Curse of Anabelle non è nulla di nuovo ed è in fondo lo stesso che accompagna decine e decine di storie dell’orrore senza arte né parte, e il prosieguo è persino peggiore.
La disgrazia che si abbatte su una ragazza di nome Emily proviene da una casa infestata, dove si dice accadano strani avvenimenti. Sua sorella Anabelle muore misteriosamente proprio nel cortile di Palazzo Ramsey, e l’autopsia effettuata sul corpo della bambina di nove anni non fa registrare alcun segno di violenza.

Curse of Anabelle, occultismo nella magione maledetta – Recensione

Attraverso dei sogni lucidi, Emily inizia a comunicare con l’anima (lo spirito? Qualcos’altro che si spaccia per lei? Coi riverberi di una maledizione insondabile?) della sorella; dapprima crede che si tratti di una reazione inconscia alla terribile perdita, ma con l’intensificarsi di questi contatti si convince che in qualche modo Anabelle sia ancora in questo mondo, forse intrappolata in una sorta di purgatorio. In tutta questa strana vicenda dai contorni foschi s’inserisce il fidanzato di Emily, inizialmente reticente a dar retta a quando la ragazza afferma di vedere durante il sonno.
Quando si rende conto che Emily si è addentrata all’interno della magione, e che sta conducendo delle ricerche sul passato oscuro di Palazzo Ramsey, il giovane decide di andarla a cercare, ignaro di cosa lo attende.

Curse of Annabelle parte da queste premesse e vi lascia impersonare proprio lui, vittima inconsapevole di una storia che non tocca solo un dramma familiare avvenuto in condizioni inspiegabili, ma soprattutto le conseguenze nefaste dell’uso sconsiderato di riti occulti e arti mistiche. Curse of Anabelle non nasconde mai nemmeno per un attimo la sua natura fortemente story-driven, al punto che indica sempre con eccessivo zelo quali binari narrativi il giocatore deve seguire. Ed è quasi una passeggiata di salute, venire accompagnati per mano in maniera così sfacciata, testimoniando in prima persona l’annichilimento di ogni senso di sfida e di ogni velleità esplorativa che non sia legata agli obblighi della trama.

Curse of Anabelle, occultismo nella magione maledetta – Recensione

Antico come il male

Curse of Anabelle non è un walking simulator nel senso più stretto del termine, perché in effetti si sforza di stimolare il giocatore ad agire durante determinati contesti. Più concretamente, ben presto il gioco tende a virare con forza verso l’occultismo e la demonologia, lasciando in dote al protagonista la possibilità di creare tramite l’inventario degli antichi sigilli, utili per affrontare le forze del male con dei rituali che affondano le proprie radici nel X secolo. Non chiedetevi come faccia un giovane ignaro di tutto a usare incantesimi con una simile disinvoltura: prendete Curse of Anabelle così com’è, con le sue stranezze e le sue inspiegabili derive sulla stregoneria, sulle insensatezze che vedrete e sul finale su cui sarebbe meglio stendere un velo pietoso.

Curse of Anabelle è una via di mezzo tra un horror mal riuscito (con un paio di scarejump banali e una quantità di cliché da far accapponare la pelle per i motivi sbagliati) e un puzzle game avventuroso. L’inventario per l’uso dei libri mistici e dei sigilli non è però molto intuitivo, e vi troverete spesso a dover andare avanti per tentativi, fin quando non azzeccherete le giuste combinazioni. Oltre a ciò, nel titolo di Rokwise sono presenti alcune boss fight a colpi di parole incomprensibili e anatemi, mentre potrete tranquillamente muovervi sull’asse orizzontale ed evitare palle di fuoco o qualunque altra cosa vi arrivi addosso dai nemici. Nemici che, per inteso, sono tutti uguali.

Curse of Anabelle, occultismo nella magione maledetta – Recensione

Tecnicamente Curse of Anabelle non si difende benissimo, e al di là di una realizzazione degli ambienti al chiuso discreta – agevolata dal favore delle tenebre che sono una costante lungo tutta l’avventura – c’è davvero molto che lascia a desiderare. La modellazione poligonale dei volti e la loro espressività è poco più che amatoriale, la direzione registica anche (con silenzi attoniti prolungati e momenti imbarazzanti) e in generale non c’è davvero nulla che rapisca l’occhio. Non sono tuttavia presenti gravi bug e glitch: se ne registrano di minori, tutto sommato in linea con il tenore della produzione. In definitiva, potete fare decisamente a meno di Curse of Anabelle, anche durante la noia abissale di una quarantena prolungata.

+ Instilla una discreta curiosità per i primi quindici minuti
- Storia insulsa e dal finale ridicolo
- Meccaniche poco chiare e per nulla avvincenti
- Brevissimo e privo di mordente

4.4

In meno di due ore potrete portare a termine un horror dalle idee confuse e dal finale imbarazzante. Se pensate di poter passare sopra questi due dettagli non proprio di poco conto, sappiate anche che il breve viaggio nella magione maledetta non è per nulla vibrante e intenso, e a poco servono i salti temporali e gli incantesimi che potrete lanciare allo stesso nemico che torna di continuo sotto spoglie mai davvero diverse. Curse of Anabelle non è esattamente ciò che potrà ingannare al meglio l’attesa prima di uscite più rilevanti.




TAG: curse of anabelle, horror