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Bug Fables The Everlasting Sapling, una perla anche su Switch – Recensione

Bug Fables è molto di più di un omaggio ai primi Paper Mario

Nel marasma di uscite settimanali che contraddistingue gli shop digitali delle console di attuale generazione (e presumiamo che in futuro il fenomeno sia destinato a crescere ancora) si corre il rischio di perdersi dei titoli estremamente meritevoli, magari perché pubblicati in un periodo troppo affollato o, semplicemente, perché la loro natura indipendente non consente sforzi eccessivi in fase di marketing e promozione del prodotto.

Bug Fables The Everlasting Sapling

Piattaforma:
PC, SWITCH
Genere:
avventura, gioco-di-ruolo
Data di uscita:
28 Maggio 2020
Sviluppatore:
Moonsprout Games
Distributore:

A noi di SpazioGames, però, non sfugge nulla: Bug Fables The Everlasting Sapling è una delle avventure più graziose e rilassanti degli ultimi anni, e sarebbe davvero un delitto non giocarlo.

C’erano una volta tre insetti…

Raccontare una storia è facile, tanto che ogni genitore si improvvisa bardo per i propri figli, ma farlo mettendo insieme tanti piccoli dettagli, dando vita a personalità ben distinte ed amabili e costruendo un mondo coerente e che valga la pena di esplorare è tutta un’altra questione.

Ecco perché, sin dai primissimi istanti di gioco, Bug Fables The Everlasting Sapling si rivela speciale: sviluppato da un piccolo team indipendente panamense, grazie ai fondi ottenuti da una campagna Indiegogo di successo, questo delizioso gioco di ruolo, pur senza indugiare troppo a livello di ritmi, si prende tutto il tempo necessario per introdurre i tre protagonisti e il mondo di Bugaria in cui sono ambientate le vicende.

Per amore della lingua di Dante, faremo riferimento alle traduzioni dei nomi riportate dal sito ufficiale Nintendo per questa recensione, ma è bene sottolineare come il titolo sia disponibile solamente in inglese, spagnolo e giapponese: sebbene l’assenza della nostra lingua non comprometta la fruizione del titolo ad un livello superficiale, consentendo di arrivare tranquillamente in fondo alla questline principale, coloro i quali non mastichino la lingua d’Albione ad un livello superiore potrebbero perdersi alcuni tra i dialoghi (e delle battute) migliori del gioco.

Lasciatici alle spalle questa doverosa premessa, non possiamo che sottolineare la bontà della scrittura del titolo Moonsprout Games, tra personaggi spassosissimi, umorismo pungente e sarcasmo a fiumi, che concorrono a rendere estremamente divertente non solo l’avanzamento lungo l’arco narrativo principale, ma anche le numerosissime missioni secondarie, quasi tutte improntate all’esplorazione e al gusto di scoprire un mondo pieno di misteri.

L’intreccio in sé, all’apparenza, non sembra racchiudere chissà quale formula magica: nei panni di Kabbu (un protettivo scarabeo verde), Vi (un’ape dotata di un bel caratterino) e Leif, una falena con poteri magici, dovremo imbarcarci in un lungo viaggio per tutta Bugaria alla ricerca dell’Alberello Imperituro (l’Everlasting Sapling del titolo), una pianta leggendaria le cui foglie sono capaci di donare l’immortalità a chi le ingerisce.

Ma, come spesso accade, il viaggio è di gran lunga più importante della destinazione: incontreremo bische clandestine, insetti ritiratisi in attesa della pensione e fabbriche di miele, solo per citare alcune delle stranezze del titolo, e ci troveremo a fare da ago della bilancia nei delicati equilibri diplomatici che intercorrono tra i vari stati del continente, dal regno delle formiche – il primo ad assoldare i tre nostri – a quello delle vespe, sempre pronto ad attaccare briga.

Ogni piccolo insediamento nasconde personaggi interessanti, quest secondarie in cui imbarcarsi ed una marea di altri segreti, da negozi nascosti ad aree apparentemente inaccessibili: curiosare in giro, parlare con tutti e tenere sempre le antenne ben dritte (scusateci il gioco di parole) può ricompensare il giocatore con oggetti extra, punti esperienza e, soprattutto, tante risate.

Pur in totale assenza di doppiaggio (sostituito dal gibberish visto nei primi episodi della serie Paper Mario, palese fonte di ispirazione degli sviluppatori), Bug Fables è capace di raccontare storie sorprendentemente profonde, utilizzando brillantemente gli insetti come metafore dell’animo umano, criticando alcuni aspetti della società moderna senza calcare la mano e senza risultare pedante nell’esecuzione.

Sospettiamo che l’investimento in termini di tempo per quanto riguarda la lore e la costruzione del mondo di gioco abbia preso buona parte dei quasi quattro anni necessari per lo sviluppo di Bug Fables, pubblicato alla fine dello scorso anno su PC ma per il quale i lavori erano partiti appena chiusa la raccolta fondi su Indiegogo, sul finire del 2015. E i risultati si vedono: perdersi tra i sentieri di Bugaria è assai piacevole, e speriamo sinceramente di rivedere questa ambientazione in prodotti futuri, magari un seguito diretto dell’avventura di Vi, Kabbu e Leif.

Insetti pervicaci

In molti tra i vecchi fan Nintendo, nonostante la buona accoglienza ricevuta dai capitoli di Paper Mario usciti negli ultimi anni, rimpiangono l’approccio più spiccatamente da gioco di ruolo e la struttura dei primi capitoli, in particolare quello d’esordio su Nintendo 64 ed il primo di molti seguiti, ovvero Paper Mario Il portale Millenario, esclusiva GameCube.

Proprio a questi due episodi hanno guardato i ragazzi di Moonsprout Games, infondendo nel loro prodotto un’anima da gioco di ruolo sottile ma costante e tanta, tantissima passione: il risultato è un’avventura sfiziosa e spiritosa, che non lesina sui contenuti ma che, d’altro canto, non si dilunga mai più del necessario. Il giocatore viene messo al comando di un party di tre personaggi, attorno a cui ruotano tutte le vicende, senza possibilità di sostituire alcuno dei tre né di arruolarne altri: oltre che per motivi narrativi, la scelta è dovuta al fatto che il party viene visto come una squadra, con abilità speciali che coinvolgono più personaggi ed interazioni uniche che non sarebbero altrimenti state possibili.

Questa scelta di design si traduce in una grande familiarità con le mosse del trio e aumenta l’attaccamento emotivo ai protagonisti, ognuno dei quali è dotato di una missione secondaria di un certo peso che ne svela il passato e, in un certo senso, gli scheletri nell’armadio.

Le meccaniche di gioco sono esattamente quelle che ci si potrebbe aspettare da un titolo che non ha mai fatto mistero di guardare alle già citate avventura ruolistiche di Mario e compagnia: ci si alterna tra fasi di esplorazione, in cui sfruttare le abilità peculiari di ognuno dei tre personaggi principali per farsi largo nelle varie aree del mondo di gioco, e combattimenti a turni, resi più avvincenti e partecipativi dalla continua necessità di premere sequenze di tasti al momento giusto. I giocatori dotati di tempismo vedranno aumentati i danni inflitti e quasi dimezzati quelli incassati, aggiungeranno effetti di stato extra ai loro attacchi e, in generale, terranno botta con il livello di sfida della produzione, sorprendentemente stimolante anche al livello di difficoltà di default.

Sin dalla prima ora di gioco, poi, un NPC donerà al party la medaglia da equipaggiare per passare alla modalità difficile: indossabile in ogni momento, questa rende l’intera avventura ancora più impegnativa, spingendo ad ottimizzare il consumo delle risorse e ad affrontare qualche missione opzionale per raggranellare oggetti e bacche extra. A proposito di medaglie e bacche: le prime rappresentano l’anima RPG della produzione, e sono disponibili in gran numero nel mondo di gioco.

Il party ha un pool comune di punti medaglia da utilizzare per equipaggiarne un certo numero, e questo può essere allargato ad ogni passaggio di livello, a discapito del numero totale di punti magici e dell’aumento dei punti ferita di ogni membro del gruppo. Gli effetti delle medaglie sulle battaglie variano enormemente, dalla resistenza agli stati alterati alla possibilità di sacrificare la difesa in favore dell’attacco, e trovare il giusto mix che si adatti al proprio styile di gioco (e alle caratteristiche dei nemici) rappresenta la chiave per la vittoria.

In assenza di armi (gli insetti sanno difendersi da soli!), le medaglie rappresentano l’unico modo di personalizzare a dovere il proprio team, e il fatto che molte delle più efficaci siano nascoste nei punti più reconditi della mappa di Bugaria o ottenibili solo come ricompense al completamento di alcune missioni secondarie rappresenta un invito del team di sviluppo a non limitarsi alla pur ottima campagna principale: ci sono decine di segreti da scoprire e contenuti opzionali, alcuni dei quali ci hanno sorpreso per qualità ed inventiva.

Le bacche, invece, rappresentano la moneta nel mondo di gioco: con esse è possibile acquistare beni di prima necessità, oggetti curativi, equipaggiamento…o giocare ad una versione di Acchiappa la Talpa.

Gli ingredienti, in fin dei conti, sono tutti qua: un combat system snello ed efficace, capace di tenere sempre alta l’attenzione del giocatore, un buon livello di personalizzazione del proprio party, una difficoltà mai troppo accondiscendente e, nel contempo, mai ingiusta, ed una scrittura brillante.

Ci sono, tuttavia, anche margini di miglioramento: l’assenza di un sistema di autosalvataggio e la discutibile distribuzione dei save-point rappresentano, ad esempio, uno degli aspetti più controversi, soprattutto considerata la natura portatile di Switch.

Più di questo, comunque, a creare qualche problema alle fasi di esplorazione c’è la peculiare mescolanza tra personaggi in due dimensioni e sfondi in tre: come avveniva spesso anche nei già citati episodi della serie Paper Mario, giudicare la profondità, soprattutto nelle sezioni più spiccatamente platform, non è sempre semplice, e si finisce per il dover ripetere qualche volta di troppo alcuni enigmi per colpe non proprie.

In particolare, abbiamo trovato imprecisa la rilevazione della collisione del boomerang di Vi in certe sezioni dov’esso era fondamentale per proseguire, tramite l’attivazione di ingranaggi o leve altrimenti irraggiungibili: nulla che un po’ di trial and error non abbia risolto, beninteso, ma in un quadro così ben riuscito anche la più piccola imperfezione risalta maggiormente.

Le dimensioni non contano

Il delizioso mix tra personaggi bidimensionali e ambienti interamente realizzati in 3D non è di certo una novità per quanti videogiochino da qualche anno almeno, eppure non è solo questa feature a rendere visivamente splendido Bug Fables The Everlasting Sapling.

La cura con cui sono riprodotte e antropomorfizzate decine di specie di insetti, la ricchezza della tavolozza di colori, l’espressività dei personaggi (giocanti e non) sono solamente alcune delle caratteristiche distintive della produzione, che, pur evidentemente realizzata con un budget assai ristretto, riesce ad affascinare come poche altre.

Siamo rimasti rapiti dalla varietà delle ambientazioni, ragguardevole per un titolo di questa portata, dagli accoppiamenti cromatici spesso inattesi eppure incredibilmente azzeccati, e, più di ogni altra cosa, dalla colonna sonora, firmata dal compositore indipendente francese Tristan Alric. Sfidiamo chiunque seguirà il nostro consiglio e darà una possibilità a questo titolo a dire di non aver canticchiato almeno uno degli irresistibili motivetti che accompagnano le vicende dei tre improbabili eroi. Dal battle theme alla musica delle periferia di Ant City, passando per il motivo che accompagna boss e mini boss, il tappeto musicale è sempre adeguato, orecchiabile, e punteggia con precisione l’avanzamento lungo la corposissima campagna principale. La sola presenza di un NPC che, di fatto, è un jukebox ambulante, che è possibile incontrare in tutti i centri abitati del regno di Bugaria, testimonia la cura per i dettagli e l’amore del team di sviluppo per l’energia e l’allegria contagiose che la colonna sonora è capace di trasmettere.

Anche a proposito di longevità, il bilancio è più che soddisfacente: abbiamo impiegato poco meno di quaranta ore per raggiungere i titoli di coda, ma prendendo parte solamente a circa un terzo delle numerose missioni opzionali. Sospettiamo che questo valore, già di per sé notevolissimo, anche alla luce dei soli trenta euro richiesti per il download del gioco, possa essere innalzato considerevolmente qualora ci si voglia dedicare in maniera più completa ad attività extra come la Boss Rush Mode, le taglie della gilda dei cacciatori o il gioco di carte interno al titolo.

Ciò che più conta, comunque, è che non abbiamo mai avuto la percezione di contenuti aggiunti per allungare artificialmente il brodo: Bug Fables dura quanto vorrete che duri, perché una buona parte dei suoi contenuti sono facoltativi, ma ciò che c’è di obbligatorio non dura tanto da divenire ripetitivo o noioso.

Chiosa finale per le performance, ottime sotto tutti gli aspetti: tanto in modalità portatile, quanto giocando sul televisore, il titolo offre tempi di caricamento fulminei, una risoluzione full HD e una buona stabilità del framerate, che mostra minime incertezze solamente nei momenti più concitati e solamente, quantomeno per la nostra esperienza, giocando sullo schermo di Switch.

Se il punto di partenza erano i primi capitoli di una delle serie più amate di mamma Nintendo, insomma, che negli ultimi anni sembra aver preso una direzione differente, quello di arrivo è un gioco di ruolo piccolo ma nemmeno tanto, ambizioso quanto basta e capace di toccare corde insospettabili.

A proposito di Paper Mario, avete già prenotato la vostra copia a un prezzo assolutamente speciale per il gioco Nintendo Switch?

+ Dialoghi e scrittura spassosissimi
+ Meccaniche ruolistiche leggere ma molto ben implementate
+ Esteticamente semplice eppure incantevole
+ Colonna sonora semplicemente straordinaria
+ Pieno di segreti sparsi per il mondo di gioco
– La prospettiva può creare problemi in alcune sezioni
– Niente salvataggio automatico e posizionamento dei save point a tratti discutibile

8.4

Che avventura graziosa e leggera è Bug Fables The Everlasting Sapling! Ci siamo ritrovati a ridere di gusto dinanzi alle battute dei protagonisti, ad affezionarci ai loro modi di fare e a goderci ogni minuto speso ad esplorare fuori dal sentiero battuto. I ragazzi di Moonsprout Games hanno preso la formula alla base dei primi Paper Mario e l’hanno fatta propria, aggiungendoci abbondanti dosi di umorismo, una marea di missioni secondarie e collezionabili ed una colonna sonora incantevole, che non ci stancheremmo mai di ascoltare. Ci sono margini di miglioramento, soprattutto nelle sezioni platform e nel posizionamento dei punti di salvataggio, ma queste sono piccole macchie di colore su una tela altrimenti di rara bellezza. Chi l’avrebbe mai detto che un viaggi in compagnia di un’ape, uno scarabeo ed una falena sarebbe potuto essere così piacevole.