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BlizzCon 2018 | Recap della cerimonia d’apertura

Se speravate nei grandi annunci per questa BlizzCon 2018, non troverete in questo recap le informazioni che stavate cercando. Si mormoravano tanti possibili novità, rumor, annunci, ma al netto di una sorpresa e ritorni già noti, la cerimonia di apertura si è rilevata poco più della celebrazione della community e del supporto dei propri titoli in suo onore.

Non che si pensasse altro, ma è sempre lecito sperare in qualcosa di nuovo, soprattutto quando su questo fronte Blizzard manca all’appello da qualche tempo.

Cominciamo però dal principio

Durante il classico preshow che anticipa l’inizio dell’evento vero e proprio, sono stati effettuati due annunci. Il primo è una simpatica collaborazione con Kellogs per la vendita a partire da dicembre dei Lucio Oh, cerali dedicati al DJ Healer di Overwatch. Il secondo è la possibilità per gli utenti PC di scaricare gratuitamente Destiny 2 dal Battle.net da oggi fino al 18 novembre. Il prossimo weekend, dal 9 all’11, ai giocatori sarà anche concesso di giocare gratuitamente alla modalità Gambit, esclusiva di Forsaken.

Si aprono le danze

Chiuse le pratiche del pre-show è tempo di aprire le danze della convention. Non si nasconde l’obiettivo di continuare a rendere “casa della community” la Blizzcon, e quale occasione è migliore per presentare il neo-eletto presidente J.Allen Brack? Dopo i convenevoli di rito e il classico “abbraccio” alla community è tempo di sciorinare i numeri dell’anno. Soprattutto quelli che sono di vanto per un’azienda che vuole essere a contatto con il proprio pubblico. Suscita grande stima il record di raccolta fondi raggiunto con la campagna BRCF Mercy, per il sostegno della fondazione sulla ricerca del cancro al seno, che ha raggiunto un totale di 12,7M$. A dimostrazione che con i videogiochi è facile, talvolta, fare un grande bene.
Si chiude infine questa parte con uno sguardo al successo degli esport secondo Blizzard che stanno raccogliendo molto dall’abbondante semina di questi ultimi anni. Uno sforzo enorme che però sa ripagarsi.

Il primo dell’appello dei giochi è Starcraft 2. Nonostante siamo arrivati al 20esimo anniversario per il franchise del brand sono giusto pochi i minuti che vengono dedicati al gioco. Ci sono novità su alcuni elementi della coop, ma c’è anche un lavoro sviluppato in collaborazione con Deep Mind, il progetto di Google sull’intelligenza artificiale. Tutto ciò viene rimandato al relativo panel e dovremo aspettare ancora un po’ per capire in che modo si svilupperà il tutto.

E’ giunto il momento di Heroes of The Storm. Sebbene non sia il gioco più forte di Blizzard, la sua natura MOBA e fortemente online richiede un continuo lavoro sui personaggi per tenere alto l’interesse verso il gioco. La filosofia si mantiene integra anche in questa Blizzcon, tanto che il nuovo personaggio Orphea nasce sugli sviluppi di una lore propria di Heroes of the Storm. Nessuna importazione, dunque, anzi si coglie al volo l’occasione per presentarla con un cinematic trailer, oramai classico per tutta la produzione Blizzard. Viene poi mostrato un breve gameplay trailer, che mostra in azione al personaggio, apparentemente adatto per affrontare anche due, tre nemici alla volta, da una media distanza. Ne scopriremo ovviamente di più in futuro. Orphea verrà regalato a tutti i partecipanti virtuali e reali dell’evento.

Si passa così a World of Warcraft. L’indissolubile pilastro della casa americana ha tanti contenuti per continuare a sostenere la nuova espansione Battle for Azeroth e un bel cinematic trailer Lost Honor ce li fa assaporare. Non c’è però solo spazio per il nuovo, visto che dall’anno scorso si aspettano nuove su WOW Classic. Il ritorno alle origini della serie è sempre più vicino. Una demo è disponibile sia per i presenti alla Blizzcon sia per chi da casa la sta guardando con il virtual ticket. L’uscita è infine fissata per l’estate 2019. Per cui chi pensava che il gioco sarebbe stato lanciato proprio in concomitanza dell’evento dovrà aspettare ancora un po’.

Non può mancare all’appello il gioco di carte virtuali più popolare dell’internet. Hearthstone, da tempo fenomeno di massa, continua la sua marcia ai contenuti stagionali presentando il terzo set di espansioni previsto per l’anno del corvo. Si chiama La Sfida di Rastakhan. In essa il re dei troll chiama tutti a raccolta per un incontro all’ultimo sangue. Oltre alla solita lore scanzonata e fuori dagli schemi ci saranno nuove meccaniche. La nuova keyword annientamento permette di continuare ad attaccare dopo aver sconfitto un nemico con almeno un punto di scarto. I Loa sono divinità leggendarie che accorreranno in nostro aiuto in cambio di una partita giocata con particolare attenzione al numero di mana utilizzati in magie o altro. E infine gli spiriti, carte 0/3, con potenti abilità passive concesse loro dai Loa.
Ci aspettiamo come sempre un meta in continuo cambiamento e speriamo che questa espansione possa portare un po’ di varietà al gioco. L’espansione sarà disponibile dal 4 dicembre.

E’ ora il turno di Overwatch. Campione di beneficenza con BRCF Mercy e grande portabandiera del mondo esport, per il successo mondiale dell’Overwatch League, non si adagia sugli allori. Assieme a un cortometraggio dedicato all’amato gunslinger Mc Cree, viene annunciato un altro personaggio molto interessante, Ashe. La fuciliera antagonista di Mc Cree, pensata ben prima dell’attuale annuncio, è una fuorilegge e assieme alla sua banda è a caccia di tesori. Ha un’abilità con cui può lasciare o lanciare dei candelotti di dinamite, che infliggono danno sia immediato sia periodico. La sua ultimate scatena all’attacco il suo grosso bodyguard di nome B.O.B., che ha già conquistato l’affetto del pubblico. Non vediamo l’ora di metterla alla prova.

Dopo i ritorni si arriva al momento tanto atteso, ovvero quello conclusivo dedicato alle novità. Chiuse dunque le pratiche annuali, si passa agli annunci.

Remastered e remake piacciono. Tanto alle software house che li vendono quanto al pubblico che li compra. I numeri parlano da soli. Warcraft 3 Reforged è un altro passo della filosofia WoW classic secondo Blizzard. Lo storico strategico fantasy tornerà nel corso del 2019 in una veste totalmente rivisitata per puntare a riconquistare il cuore dei giocatori che hanno uno sguardo sempre rivolto al passato. Sicuramente lo ritroveremo in una nuova ondata di tornei esport vecchia scuola, che è già stata preventivata da alcune scelte competitive annunciate durante lo speak.
L’elisir per placare l’effetto nostalgia lo troveremo al costo di 29,90€ nella sua versione standard e 39,00€ in quella deluxe.

Manca ancora il botto. Molti si aspettano Diablo 4 nonostante la smentita pre Blizzcon, e la scritta Diablo è lì dietro la schiena di Wyatt Cheng.

Tutto è bellissimo, fino a che la parola mobile non irrompe sul palco, prima del trailer che ci introduce a Diablo Immortal.
Il nuovo titolo della serie è un gioco mobile che vuole recuperare le atmosfere tipiche del gioco, con un gameplay full Diablo, raccontando le storie che intercorrono nei vent’anni tra la distruzione della pietra del mondo del secondo capitolo e la caduta di Tyrael del terzo. Le location al lancio saranno 8, completamente ricostruite da zero. Anche le abilità saranno in larga parte nuove, anche se le classi sono quelle che conosciamo.
Tanti contenuti arriveranno nel corso del tempo, ma sono già state escluse la presenza della modalità hardcore e una possibile versione PC. C’è un po’ di delusione, visto che gli affezionati si aspettavano un nuovo capitolo canonico della serie, il tanto atteso Diablo 4, ma per il momento ci sarà da mettersi in attesa, visto che all’orizzonte non c’è ancora nulla di veramente concreto.

Senza Diablo 4, la cerimonia di apertura di questa BlizzCon ha un sapore agrodolce. L’incessante supporto di Blizzard è una piacevolissima costante dell’evento, l’attenzione ai loro personaggi è invidiabile, così come l’occhio attento alle richieste di una community nostalgicamente fragile. Ci aspettavamo qualcosina in più, non possiamo negarlo, e Diablo Immortal, per quanto interessante, non riempie il vuoto che volevamo colmare.