Baldur’s Gate III, prima visita al Forgotten Realms di Larian Studios

Abbiamo visto in azione il nuovo Baldur's Gate III di Larian Studios!

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A cura di Marcello Paolillo - 27 Febbraio 2020 - 22:00

Baldur’s Gate non è solo una delle serie di videogiochi di ruolo più famose di sempre, bensì anche una delle saghe più importanti e incisive degli ultimi 20 anni (e oltre). Faerûn, il continente più imponente nato come parte dell’ambientazione per il GDR Dungeons & Dragons, è lo scenario principale di un’epopea fantasy che nel corso dei decenni ha scandito il mercato con prodotti in grado di lasciare un segno indelebile, a partire dal primo Baldur’s Gate (uscito nell’ormai lontanissimo 1998) per poi proseguire con Baldur’s Gate: Tales of the Sword Coast (prima espansione uscita nel 1999), Baldur’s Gate II: Shadows of Amn (2000) e Baldur’s Gate II: Throne of Bhaal (ultima espansione datata 2001).

Il cosiddetto Infinity Engine, in grado di offrire una visione isometrica del mondo fantasy messo in piedi dagli sviluppatori, fu poi usato anche negli altrettanto celebri Planescape: Torment e per la serie Icewind Dale, tutti titoli ricordati con particolare affetto da parte della community di avventurieri.

Da anni i giocatori chiedevano a gran voce un terzo capitolo ufficiale della serie, tanto che nel 2002 fu annunciato Baldur’s Gate III: The Black Hound, progetto che non vide mai la luce a causa di una disputa tra Interplay e Atari (a favore di quest’ultima).

I fan dovettero aspettare giugno 2019 per ammirare coi loro occhi il primo trailer di Baldur’s Gate III, sviluppato da Larian Studios e previsto prossimamente per PC e Google Stadia. Ora, dopo essere volati nella sempre suggestiva Parigi, siamo riusciti ad assistere a una lunga – lunghissima – sessione giocata del nuovo capitolo della saga di giochi di ruolo fantasy più famosa di sempre.

Baldur’s Gate III, prima visita al Forgotten Realms di Larian Studios

Il ritorno del Re

Iniziamo col tranquillizzare i fan che temevano il peggio: Baldur’s Gate III ci è sembrato da subito un titolo rispettoso in tutto e per tutto della serie di origine, senza particolari colpi di testa o meccaniche di gioco semplificate rispetto al passato. Tutto ciò che ha fatto la fortuna dei primi episodi sembra essere stata riproposto alla perfezione, con tutta una serie di ghiotte novità che vanno ben oltre il mero update tecnico. Il talento e la bravura dello studio belga – provato ampiamente con mano grazie ai due capitoli della serie Divinity: Original Sin – si fondono con l’anima ruolistica di Dungeon’s & Dragons, per un risultato che – se le promesse verranno rispettate – promette scintille. Partiamo dal principio: l’introduzione ci farà fare la conoscenza del Mind Flyer, una creatura dall’aspetto tentacolare che sembra uscita da un romanzo di H.P. Lovecraft (il rimando a Cthulhu è palese).

A bordo della sua nave volante (o nautiloide), il mostruoso essere umanoide sembra aver imprigionato vari guerrieri, con l’obiettivo di innestare nel proprio cervello – per via oculare – uno strano tipo di parassita. Lo scopo del Mind Flyer sembra infatti quello di rapire altri esseri viventi per trasformarli in altrettanti mostri ributtanti, tanto che ben presto la nave volante si dirige minacciose verso una grande città e i suoi abitanti. Una volta bersagliato il centro abitato coi suoi enormi tentacoli, il nautiloide viene presto preso d’assalto da una flotta di viverne, pronte a fermare l’avanzata del Mind Flyer prima che sia troppo tardi. Il loro intervento sembra infatti decisamente risolutivo, riuscendo a mettere in fuga la nave e costringendola al teletrasporto nel bel mezzo di una tempesta di neve tra le montagne rocciose. La fuga non dura però a lungo, visto che lo scontro sembra concludersi a favore dei guerrieri alati, con il Mind Flyer avvolto dalle fiamme e la nave ormai ridotta quasi a brandelli.

Baldur’s Gate III, prima visita al Forgotten Realms di Larian Studios

Una cosa è certa: il nuovo culto dell’Assoluto sta cercando di rovesciare il vecchio ordine e distruggere le fondamenta del Forgotten Realms. Starà a noi decidere se resistere a tutti i costi ed estirpare il parassita nella nostra mente, oppure lasciarci andare all’orrore del Mind Flyer. Una volta iniziato il gioco la prima cosa che abbiamo potuto notare è la visuale isometrica del mondo di gioco, ricreato interamente in 3D, in un contesto fantasy in cui il protagonista scelto per l’occasione – Astarion il vampiro – era chiamato a muoversi. Potremo scegliere tra 15 razze e sottorazze, oltre a 8 classi, tratte dalla quinta edizione di D&D. Shadowheart, il primo personaggio secondario (un chierico) a darci man forte durante le fasi esplorative e gli scontri, ha messo in risalto da subito una caratteristica estremamente importante di Baldur’s Gate III: le relazioni con i nostri compagni di avventura non sono lasciate al caso. La possibilità di allestire un campo tra una missione e l’altra ci permetterà di tessere le trame in maniera decisamente chiara, con testi (parlati e scritti in lingua inglese) ottimamente recitati.

La possibilità di lanciare un dado da 20 in perfetto stile D&D sarà utile per determinare il nostro destino, specie in concomitanza con il gran numero di bivi narrativi che ci si pareranno dinanzi. La storia sembra infatti poter prendere varie deviazioni in base alle nostre scelte, sebbene è chiaramente troppo presto per capire come ciò influirà il prosieguo della trama principale (immaginiamo che la libertà in tal senso sarà pressoché totale, basandoci anche sui capitoli precedenti). Dove Baldur’s Gate III sembra non fare sconti a nessuno, è quando entreremo nelle (frequenti) fasi di combattimento. Innanzitutto elemento fondamentale sarà la posizione strategica sul terreno di gioco di eroi (per un massimo di 4 personaggi nel nostro party) ed avversari: la vicinanza, la presenza di eventuali barriere o semplicemente la nostra capacità di colpire (o farci colpire) sarà ben evidenziata da una percentuale di riuscita dell’attacco. La possibilità di “fermare il tempo” ci darà modo di approcciarci ai combattimenti in maniera decisamente tattica e mai frenetica, lasciandoci sempre e comunque il modo di scegliere la nostra strategia migliore per uscire indenni dallo scontro. Ma non solo: la presenza di elementi dello scenario come barili esplosivi, pozze di liquido infiammabile e altro ancora, ci metteranno nella posizione di studiare in maniera corretta il terreno di scontro. La modalità a turni può essere inoltre usata per risolvere anche piccoli enigmi ambientali (inclusa la possibilità di evitare trappole) o magari semplicemente per svignarsela da un combattimento troppo impegnativo.

I combattimenti a turni sono inoltre scanditi da centinaia di incantesimi e azioni prese dalla quinta edizione D&D, con una sorprendente libertà di scelta. Potremo anche sfruttare una modalità stealth per cogliere il nemico alle spalle, oltre alla possibilità di spostare elementi dello scenario e creare così vere e proprie posizioni di vantaggio (ad esempio, impilare una serie di casse per creare una piccola torre). Anche l’ingresso in scena di nuovi alleati, tra cui Gale e Lae’zael (dotati di poteri e incantesimi legati alla loro classe specifica), è in grado di rendere ogni combattimento nel mondo di Baldur’s Gate avvincente e funzionale, inclusi gli scontri coi boss: nel nostro caso abbiamo assistito a un duello contro un Hobgoblin e i suoi scangnozzi, all’interno di una cripta dotata di più livelli. Nota: tra i vari NPC abbiamo assistito al ritorno di Volo, uno dei personaggi più celebri e longevi della campagna di Forgotten Realms per Dungeons & Dragons (assieme a Elminster). Il suo ruolo – che non vi riveleremo – farà sicuramente la gioia di tutti i giocatori di ruolo.

Baldur’s Gate III, prima visita al Forgotten Realms di Larian Studios

Pur trattandosi di una versione ancora acerba rispetto a quanto offrirà il prodotto finale, il nuovo motore Divinity 4.0 di Baldur’s Gate III non sembra avere nulla fuori posto, mettendo sul piatto modelli poligonali animati alla perfezione (al di fuori di qualche piccolo bug di percorso), un’ottima gestione dell’effettistica ambientale e più in generale una resa che non ha nulla da invidiare alle produzioni Tripla A. Certo, ai fan dei primi capitoli mancherà quel retrogusto bidimensionale – specie per quanto riguarda i fondali – ma possiamo assicurarvi che il feeling è esattamente quello che ci si aspetta di trovare da un capitolo ambientato nell’universo immaginario creato negli anni ’80 da Ed Greenwood.

Larian Studios ha inoltre ben pensato sia alla possibilità di affrontare l’intera avventura come singolo giocatore o in multiplayer online fino a quattro giocatori, oppure a schermo condiviso per un massimo di due utenti (offline). Vien da sé che la possibilità di cooperare con altri avventurieri al nostro seguito sarà un surplus non indifferente per quanto riguarda la giocabilità generale dell’opera.

+ Estetica e tecnica di ottimo livello
+ Meccaniche di gioco assuefacenti
+ Ottimi dialoghi, scritti e parlati
- Manca ancora un po' all'uscita
- Piccoli bug di percorso

Dopo il primo assaggio non giocato di Baldur’s Gate III visto a porte chiuse in quel di Parigi, è impossibile non avere alte – altissime – aspettative verso il terzo capitolo ufficiale della saga a cura di Larian Studios. Nonostante alcuni piccoli bug dovuti alla versione preliminare del gioco (ancora in lavorazione), quello che trasuda dal lavoro svolto dal team belga è esattamente ciò che ci aspettavamo di trovare, ossia rispetto assoluto verso la serie madre, meccaniche di gioco fedeli alla tradizione ruolistica di D&D e una serie di classi e razze che faranno la gioia di ogni amante del Forgotten Realms (con una menzione d’onore all’inquietante Mind Flyer, ovviamente). La speranza è che tutto venga reso giocabile al più presto, magari grazie a un’uscita in Accesso Anticipato via Steam. Gli avventurieri sono avvisati.




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