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Pro
- Miglioramenti grafici.
- Gameplay solido e più dinamico.
- Più personalità e contenuti rivisti ed espansi rispetto al passato.
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Contro
- Poche vere rivoluzioni nel gameplay.
- Alcune modalità restano migliorabili.
- Alcune stipulazioni rischiano di essere usate poco nel lungo periodo.
Il Verdetto di SpazioGames
Informazioni sul prodotto
Negli ultimi anni la serie WWE 2K ha vissuto una delle parabole più particolari nel panorama dei videogiochi sportivi. Dopo il disastroso lancio di WWE 2K20, diventato quasi un meme per glitch e problemi tecnici, il franchise ha intrapreso un percorso di ricostruzione graduale. Visual Concepts ha, infatti, scelto un approccio prudente, ripartendo dalle fondamenta e lavorando anno dopo anno per restituire credibilità a un marchio che sembrava aver perso la fiducia dei fan.
WWE 2K26 rappresenta forse il punto più alto di questo processo. Non è un capitolo che tenta di reinventare completamente la formula della serie (cosa che, onestamente, sarebbe alquanto difficile fare), ma uno che dimostra grande sicurezza nelle proprie basi.
Il risultato è un gioco che amplia praticamente ogni aspetto dell’esperienza, aggiungendo nuove opzioni, nuovi contenuti e una maggiore attenzione alla spettacolarità che da sempre definisce il wrestling targato WWE.
Dopo aver trascorso molte ore con la versione completa del titolo, dunque, la sensazione è quella di trovarsi davanti a un episodio che punta a consolidare definitivamente la rinascita della serie. Facciamo, però, un passo indietro e analizziamolo punto per punto.
Lo spettacolo prima di tutto
La prima cosa che colpisce avviando WWE 2K26 è l’upgrade tecnico. Negli ultimi anni la serie aveva già compiuto passi avanti sotto il profilo grafico, ma questa edizione sembra compiere un ulteriore salto in avanti soprattutto per quanto riguarda i modelli delle Superstar.
Le texture della pelle sono più dettagliate, le animazioni facciali risultano più naturali e l’illuminazione del ring richiama in modo sorprendentemente fedele la resa televisiva degli show WWE. Non si tratta, dunque, semplicemente di avere wrestler più realistici, ma di ricreare l’intero linguaggio visivo dello spettacolo: le luci, i riflessi, le ombre e la gestione delle telecamere contribuiscono a restituire quella sensazione da evento live che è sempre stata centrale nel wrestling.
La cura si nota anche durante le entrate sul ring, che quest’anno diventano molto più interattive. In passato le entrance erano, infatti, una sequenza da osservare passivamente, utile per entrare nel mood dello spettacolo ma facilmente saltabile dopo qualche partita. In WWE 2K26, invece, diventano un vero momento di gioco.
Durante l’ingresso della Superstar è possibile intervenire in tempo reale, scegliendo ad esempio come interagire con il pubblico o modificando alcuni elementi della presentazione.
Si può enfatizzare l’atteggiamento da face, alimentando l’entusiasmo del pubblico, oppure accentuare quello da heel provocando fischi e tensione. Anche elementi scenici come le inquadrature o i giochi pirotecnici possono essere attivati al momento giusto, trasformando l’ingresso in una piccola performance personalizzata. È un’aggiunta che potrebbe sembrare marginale, ma che contribuisce molto alla sensazione di partecipare attivamente allo show.
Un ring più dinamico e violento
Una volta suonata la campana, WWE 2K26 mantiene l’impostazione simulativa introdotta negli ultimi capitoli, ma introduce diverse modifiche che rendono gli incontri più dinamici.
Il sistema di combattimento resta familiare a chi ha giocato gli episodi recenti, ma piccoli cambiamenti influenzano il ritmo dei match. La gestione della stamina, per esempio, è più incisiva e impedisce di abusare continuamente delle mosse più devastanti senza costruire prima il momento giusto; questo si traduce in incontri che tendono a svilupparsi in maniera più simile a quelli reali, dove la progressione del danno e della fatica è parte integrante della narrazione.
Un’altra novità riguarda le azioni iniziali prima del match. All’avvio dell’incontro è possibile scegliere diverse interazioni che determinano il tono della sfida: uno scambio tecnico di chain wrestling, un confronto carico di tensione, un gesto di rispetto come una stretta di mano oppure un attacco improvviso che rompe immediatamente gli equilibri. Anche in questo caso, parliamo di dettagli che non cambiano radicalmente la struttura del gameplay, ma contribuiscono a rendere ogni match leggermente diverso dal precedente.
Uno degli aspetti su cui WWE 2K26 sembra aver lavorato maggiormente riguarda la fisica e l’interazione con gli oggetti. In passato molte armi presenti a bordo ring finivano per diventare semplici elementi decorativi una volta utilizzate, ma questa volta il loro impatto sul match è molto più concreto.
Le collisioni sono state migliorate e i wrestler reagiscono in modo più credibile quando vengono scaraventati contro oggetti come sedie, tavoli o gradoni d’acciaio. Anche le animazioni si adattano alla forma dell’oggetto, rendendo ogni impatto più convincente.
Tra le novità più interessanti c’è l’introduzione delle puntine da disegno, un’aggiunta molto attesa dagli appassionati di wrestling hardcore. Spargere le puntine sul ring e scaraventare l’avversario su quella superficie piena di piccoli aghi metallici genera momenti estremamente spettacolari e ricorda alcune delle sequenze più iconiche della storia del wrestling.
L’arsenale si amplia anche con oggetti come il carrello della spesa e con la possibilità di impilare più tavoli uno sopra l’altro per creare spot ancora più devastanti. Tutto questo ovviamente contribuisce a rendere i match hardcore decisamente più caotici e divertenti (il che non guasta mai, no?).
Quattro nuovi tipi di match
Come da tradizione per la serie, ogni capitolo introduce nuove stipulazioni e WWE 2K26 non fa eccezione. Tra le aggiunte più interessanti quest'anno troviamo l’Inferno Match, una tipologia di incontro in cui il ring è circondato dalle fiamme e l’obiettivo finale è incendiare l’avversario; il livello del fuoco cresce progressivamente man mano che il match procede, creando una tensione crescente fino al momento decisivo.
Il Dumpster Match, invece, recupera una stipulazione classica della storia WWE: il modo per vincere consiste nel rinchiudere l’avversario dentro un cassonetto e chiuderne il coperchio. Abbiamo poi il Three Stages of Hell, il quale, come intuibile dal nome, rappresenta una sequela di tre match consecutivi, con una struttura a due vittorie su tre, con la possibilità di scegliere per ogni fase una stipulazione diversa; qui la cosa interessante è che i danni subiti nel primo match si portano dietro anche nei successivi, rendendo la gestione della resistenza un elemento strategico per arrivare vittoriosi alla fine.
Infine, una delle aggiunte più riuscite è l’I Quit Match. In questa modalità non esistono schienamenti né sottomissioni: la vittoria arriva solo quando l’avversario cede psicologicamente e pronuncia le fatidiche parole “I Quit”. Per farlo, il sistema utilizza un minigioco basato sul tempismo che simula il tentativo di resistere alla pressione dell’avversario e che, ovviamente, diventa progressivamente più difficile nel corso del match come quello classico per lo schienamento.
Negli ultimi anni la modalità Showcase è diventata uno dei pilastri dell’offerta di WWE 2K, e l’edizione di quest’anno sceglie di puntare tutto su una figura che più di molte altre ha segnato la storia recente della compagnia: CM Punk.
La differenza principale rispetto agli Showcase degli anni precedenti sta proprio nel taglio scelto per la narrazione; non ci troviamo semplicemente di fronte a una raccolta dei momenti più iconici del wrestler, ma a una vera e propria rilettura della sua storia professionale. CM Punk stesso accompagna il giocatore lungo questo viaggio, commentando gli eventi con il suo consueto tono ironico e pungente, aggiungendo spesso aneddoti e riflessioni che contribuiscono a dare maggiore personalità alla modalità.
Accanto alla ricostruzione dei momenti più importanti della sua carriera, WWE 2K26 introduce anche una componente di fantasia piuttosto interessante. Lo Showcase include, infatti, diversi scenari “What If” che permettono di immaginare come sarebbero potuti andare alcuni eventi se le cose fossero andate diversamente, o se determinate rivalità si fossero evolute in modo alternativo. In altre parole, il gioco non si limita a raccontare la storia di Punk, ma prova anche a reinterpretarla.
A completare il pacchetto troviamo anche una modalità secondaria chiamata Gauntlet, una sorta di sfida di resistenza in cui bisogna affrontare una lunga serie di avversari consecutivi per dimostrare di essere davvero il “Best in the World”. A tal proposito, una delle sorprese più piacevoli è la possibilità di affrontare questa sfida non solo nei panni di CM Punk, ma anche in quelli della moglie AJ Lee, aggiungendo così un’ulteriore variazione all’esperienza.
Il risultato è uno Showcase che funziona perché prova a uscire dai binari della semplice celebrazione nostalgica. Più che un museo della carriera di Punk, quindi, è una modalità che racconta la sua storia con un punto di vista preciso, e questo cambio di prospettiva si avverte chiaramente durante tutta l’esperienza.
The Island cresce, ma resta divisiva
Introdotta nell'edizione dello scorso anno, The Island è stata capace subito di dividere la community, tra chi ha apprezzato l'idea e chi l'ha ripudiata a pié pari. Ebbene, Visual Concepts ci riprova, per cui in WWE 2K26 torna in una versione più ampia e rifinita, con diversi cambiamenti pensati per renderla più immersiva rispetto alla sua prima incarnazione.
L’ambientazione è stata ampliata e si ha l’impressione di trovarsi in uno spazio più vivo, popolato da varie attività e missioni da affrontare. Il nostro personaggio può esplorare l’isola, accettare sfide e interagire con altre Superstar, dando alla modalità una dimensione più vicina a quella di un hub sociale rispetto a una semplice sequenza di combattimenti.
Uno dei miglioramenti più evidenti riguarda proprio il modo in cui vengono gestite le interazioni con i wrestler. Se in passato molti dialoghi si limitavano a semplici finestre di testo, questa volta le conversazioni sono accompagnate da doppiaggi reali dei performer, una scelta che contribuisce a rendere l’esperienza decisamente più immersiva e piacevole.
Anche il sistema di progressione è stato rivisto: all’inizio dell’avventura è possibile scegliere tra tre fazioni differenti, capeggiate rispettivamente da Rhea Ripley, Cody Rhodes e CM Punk, una decisione che influenza il percorso del nostro personaggio e aggiunge una sensazione di appartenenza che nella precedente versione mancava quasi completamente.
Detto ciò, nonostante i miglioramenti, The Island resta comunque una modalità che difficilmente riuscirà a conquistare tutti. Alcuni giocatori la troveranno una piacevole distrazione, altri potrebbero continuare a preferire le modalità più tradizionali della serie. È, però, evidente che Visual Concepts stia cercando di trasformarla in qualcosa di sempre più strutturato, e questa nuova versione rappresenta sicuramente un passo avanti rispetto allo scorso anno.
Sul fronte dei contenuti, WWE 2K26 è probabilmente uno dei capitoli più ricchi della serie. Il roster supera le quattrocento Superstar giocabili, includendo lottatori provenienti da RAW, SmackDown e NXT, oltre a numerose leggende della storia WWE, rappresentando il più corposo di sempre.
Ovviamente, le altre modalità principali tornano tutte con alcune modifiche: Universe introduce finalmente il Draft ufficiale, permettendo di riorganizzare i roster e costruire show personalizzati con maggiore libertà gestionale; MyGM amplia le possibilità strategiche e permette di gestire eventi con un numero maggiore di partecipanti.
A completare il quadro troviamo uno degli strumenti di personalizzazione più completi mai visti nella serie. L’editor La mia SUPERSTAR permette di importare il proprio volto, modificare nel dettaglio il corpo del personaggio attraverso avanzati strumenti di morphing e personalizzare praticamente ogni elemento dell’aspetto del wrestler.
Gli appassionati delle creazioni della community troveranno, inoltre, numeri decisamente generosi: gli slot per le Superstar personalizzate arrivano a 200, mentre il numero di immagini caricabili sale fino a 2.000. Sono cifre che se volete giocare solamente nei panni dei vostri lottatori preferiti non vi faranno né freddo né caldo, ma che faranno, invece, la differenza per chi ama costruire roster personalizzati o scaricare contenuti creati dagli altri giocatori.
Un passo avanti per la serie
Tra le novità commerciali di questa edizione troviamo anche il Pass Bordo Ring, una sorta di battle pass pensato per accompagnare il gioco nei mesi successivi al lancio. In particolare, il pass include diversi pacchetti DLC con nuove Superstar, arene e contenuti cosmetici.
In pratica, funziona come un season pass tradizionale: acquistandolo si ottiene accesso anticipato o incluso a tutti i contenuti extra previsti nel corso dell’anno. Per i fan più appassionati della WWE rappresenta sicuramente un modo per mantenere il roster aggiornato con nuovi wrestler e personaggi leggendari, mentre per chi preferisce l’esperienza base resta comunque un’aggiunta opzionale.
Insomma, WWE 2K26 non è un capitolo rivoluzionario, ma è probabilmente quello che dimostra più chiaramente quanto la serie abbia ritrovato stabilità. Il gameplay è solido, la presentazione è spettacolare e la quantità di contenuti è impressionante.
Se i prossimi capitoli continueranno su questa strada, la serie potrebbe finalmente aver lasciato alle spalle le difficoltà che l’avevano segnata negli anni passati, e non possiamo che sperarlo.