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Pro
- Showcase narrativamente forte e finalmente personale.
- Roster enorme (oltre 400 Superstar).
- Nuovi match ben integrati e gameplay più bilanciato.
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Contro
- Poche vere rivoluzioni strutturali rispetto al capitolo precedente.
- The Island migliorata, ma ancora non centrale.
- Nuovo modello Pass Bordo Ring da valutare nel lungo periodo.
Conclusioni Finali di SpazioGames
Se tutto verrà bilanciato a dovere nella versione finale, WWE 2K26 potrebbe rappresentare un punto di equilibrio convincente tra spettacolo, simulazione e contenuti a lungo termine.
Londra, studi di Take-Two. Il ring è pronto, le luci sono abbassate e sullo schermo campeggia il volto di CM Punk. Il lottatore non è solo il testimonial di quest’anno: è il cuore pulsante di WWE 2K26, il capitolo che più di ogni altro sembra voler trasformare la serie in qualcosa di dichiaratamente personale.
Qualche giorno fa ho avuto modo di provare il gioco in anteprima negli uffici londinesi del publisher, con una build quasi definitiva che includeva tutte le modalità (tranne, ovviamente, il comparto online), avendo, dunque, un primo assaggio delle novità di gameplay. Ebbene, dopo qualche ora con il pad in mano, la sensazione è chiara: 2K non ha cercato la rivoluzione, ma un consolidamento ambizioso. Più contenuti, più libertà, più identità.
Lo Showcase più intimo di sempre
Il 2K Showcase di quest’anno si intitola Punked e racconta l’ascesa, la ribellione e il ritorno di CM Punk, narrati dal wrestler in persona come ormai è tradizione per la serie. Quest'anno, però, le carte in tavola sono diverse: quello che viene proposto non è un semplice “best of”, bensì una rilettura personale della sua carriera, con tanto di Fantasy Warfare e match che nella realtà non si sono mai disputati.
Ci troviamo, quindi, dinanzi a svariati "What If", avendo la possibilità di rigiocare più volte ogni incontro per scoprire cosa sarebbe successo se l'esito fosse stato diverso, e addirittura possiamo scoprire cosa sarebbe successo secondo Punk se non si fosse allontanato dalla WWE nel 2014.
Giocarlo con la voce di Punk che commenta, punzecchia e rilegge eventi e controversie con il suo solito stile aggiunge una sfumatura quasi irriverente alla natura simil documentaristica dello Showcase.
Ma non solo: è presente anche una sotto-modalità chiamata Gauntlet, dove possiamo dimostrare di essere davvero i "best in the world" sconfiggendo, uno dopo l'altro, ben 20 avversari. La cosa interessante? Oltre che i panni di CM Punk, in questo caso potrete vestire anche quelli della sua dolce metà, AJ Lee.
Insomma, è uno Showcase che funziona perché osa: non è nostalgia fine a sé stessa, non è solo fan service, ma un racconto con un punto di vista. E in una serie che spesso si è limitata alla celebrazione, questo cambio di tono si sente.
Durante la prova ho alternato match con CM Punk, Rhea Ripley e un sempreverde Undertaker, giusto per testare la varietà di stili e animazioni. Le differenze si percepiscono soprattutto nella gestione della stamina e nel ritmo degli scambi: il sistema è stato ritoccato, e ora punisce maggiormente chi abusa di mosse potenti senza costruire il match.
L’introduzione dei match intergender in tutte le modalità principali amplia poi ulteriormente le possibilità, e si integra in modo naturale con Universe, MyGM e MyFaction.
Tra le novità più evidenti ci sono quattro nuove tipologie di match: I Quit, Inferno, 3 Stages of Hell e Dumpster. Le ho provate tutte, e ho trovato particolarmente godibile l’Inferno Match, che torna con un impatto scenico notevole: le fiamme attorno al ring non sono solo un elemento estetico, giacché la gestione del danno e il timing delle prese per avvicinare l’avversario al bordo sono centrali.
Sul fronte armi e interazioni ambientali, ora possiamo impilare tavoli, usare oggetti come carrelli della spesa e puntine da disegno, e sfruttare ambienti più ampi e dinamici. La fisica migliorata rende il tutto più spettacolare, ma soprattutto più imprevedibile. Insomma, un caos controllato che premia la creatività.
Passando alle modalità sempreverdi, la modalità Universe introduce finalmente il Draft WWE, una novità che aspettavamo da tempo. Nella build provata era già possibile riorganizzare i roster con un sistema intuitivo, che aggiunge un livello strategico concreto alla gestione degli show.
Anche MyGM si espande: più show per stagione, match fino a 8 partecipanti e maggiore varietà nelle carte a disposizione. La sensazione, dunque, è che 2K stia cercando di rendere ogni modalità meno “isolata”, più parte di un ecosistema coerente.
The Island e la socialità espansa
Anche la criticata modalità The Island, introdotta con l'edizione dello scorso anno, torna più grande e più strutturata (e ora sarà disponibile anche su PC). Durante la prova ho esplorato il nuovo ambiente, svolgendo le prime missioni e affrontando altre Superstar. Ci troviamo dinanzi alla modalità che vi farà comprare WWE 2K26 o vi farà strappare i capelli dalla testa? Ovviamente no, ma i progressi fatti sono evidenti, a partire da un doppiaggio reale dei wrestler con cui il vostro personaggio interagirà, il che rende tutto molto più immersivo rispetto a personaggi muti con i classici box di dialogo.
Anche la progressione è stata rivista, e la scelta iniziale tra tre fazioni distinte aggiunge un senso di appartenenza che mancava nella precedente iterazione. A completare il cerchio, anche l’editor La mia SUPERSTAR, con importazione del volto e strumenti avanzati di body morphing, è uno dei più completi mai visti nella serie.
A tal proposito, gli slot Creazione Superstar quest'anno salgono a 200 e le immagini caricabili arrivano a 2.000: numeri che, per chi vive di community creations, fanno davvero la differenza.
Tirando le prime somme su WWE 2K26
Insomma, dopo diverse ore con WWE 2K26, la sensazione è quella di un capitolo che vuole consolidare la propria identità. Non c’è la rottura netta con il passato, ma una stratificazione intelligente: più match, più opzioni creative, più spazio alla community e un Showcase che, per la prima volta, sembra davvero avere qualcosa da dire.
L’uscita è fissata al 6 marzo per le edizioni speciali e al 13 marzo per la Standard Edition. Se le premesse verranno confermate nella versione finale, WWE 2K26 potrebbe rappresentare il punto di equilibrio tra spettacolo, simulazione e libertà creativa che la serie insegue da anni.
E dopo aver lasciato il pad negli studi di Londra, la voglia di testare il gioco completo è molta.