Il 9 dicembre 2025 si è tenuta la conferenza stampa relativa ad Avatar: Fuoco e Cenere a Milano, e abbiamo avuto modo di seguirla da remoto. Sul posto sono intervenuti i protagonisti del film: Sam Worthington, Stephen Lang, Bailey Bass, Trinity Jo-Li Bliss e Jack Champion. Le tematiche trattate in corso d’incontro sono state le classiche che concernono da sempre la saga, ormai, di Avatar, sul grande schermo. Fra esperienza sul set, pensieri personali e riflessioni sul pianeta, gli attori hanno rivelato qualche curiosità in più sul lungometraggio disponibile nei cinema italiani dal 17 dicembre 2025.
Il peso di un mondo sul grande schermo e forse oltre
La conferenza stampa di Avatar: Fuoco e Cenere si è aperta con una domanda relativa al significato e all’appartenenza a un mondo, quello dei film, che di uscita in uscita si espande, stratificandosi sempre di più attraverso la visione di un regista come James Cameron. Stephen Lang ha detto che:
È una grande fortuna dal punto di vista professionale lavorare, anche a livello personale, con una personalità così creativa e visionaria quale James Cameron che è veramente molto impegnato in questo progetto, che è il frutto del suo intelletto geniale. Ne facciamo parte da molti anni e reputo che sia un dono che continuiamo a ricevere.
Lasciando, invece, la parola al lato più giovane del cast di Avatar: Fuoco e Cenere, le reazioni a questa domanda hanno ovviamente riflettuto sulla differenza di età e sul fatto che il partecipare a un progetto così gigantesco abbia delle implicazioni che da più piccoli non avevano calcolato. Ovviamente si tratta di un’esperienza unica per Bailey Bass, Trinity Jo-Li Bliss e Jack Champion, specialmente perché a contatto diretto con un regista che ha fatto la storia del cinema.
Successivamente gli attori hanno accennato anche al rispetto di fondo, in termini lavorativi sul set di Avatar: Fuoco e Cenere, e al fatto che si respira un’aria di famiglia sul lavoro, con James come “padre”, guida ma anche ispirazione.
Jack Champion, ad esempio, ha confessato che:
Io non sarei chi sono senza Avatar, dato che ho fatto il mio cast quando avevo 12 anni. Si tratta di una parte integrante della mia vita fino ad ora, una benedizione, una grande fortuna per la mia vita, è fantastico.
Le tematiche
Avatar: Fuoco e Cenere riprende nuovamente le tematiche degli altri due film, quindi: rispetto per il pianeta e le sue risorse, rispetto per i nativi, critica al colonialismo di stampo capitalistico e disumano…
In conferenza stampa si è accennato pure a queste cose in modo fuggevole, confermandone la centralità e una certa lettura che, passando dagli attori, si è inserita anche nella dimensione più familiare della narrazione. Amore reciproco, guerra fratricida e non, invasione della vita altrui, tutte riflessioni che in qualche modo possono tranquillamente interessare l’attuale oltre la finzione sul grande schermo.
Di questo argomento ne ha parlato Sam Worthington:
Quando Jim ha scritto questo film, ha valutato moltissimi aspetti... e poi è cresciuto, è cresciuto e si è inserita una dinamica familiare. Questa diventa veramente il fulcro. Come si sopravvive in una famiglia in cui le circostanze sono difficili? Nel nostro caso si tratta di una guerra, di un pianeta che cambia, e l'amore reciproco è il legame forte di questa famiglia in circostanze estremamente difficili. Ecco, io penso che questo ci parli veramente della nostra vita, di quello che stiamo vivendo... momenti difficili, di grande precarietà, incertezza e l'unica cosa che abbiamo è il nostro amore reciproco. Questo è quello che ci ha detto Jim. È nostra responsabilità fare qualcosa, promuovere l'amore reciproco per l'umanità.
Fra le varie riflessioni si è parlato di quanto la saga di Avatar sia diventata in qualche modo centrale nella cultura contemporanea, in quella di massa più leggera almeno. Oltre al macro, quindi, si torna sempre nel micro dei suoi protagonisti, nella scrittura che resta una componente fondamentale proprio per costruire un ponte diretto con il pubblico in sala.