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Pro
- Il film amplia l’universo di Zootropolis.
- Zootropolis 2 unisce gag, ritmo veloce e immaginario coloratissimo a momenti più intimi, maturi e psicologici.
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Contro
- Il film a volte sfiora soltanto certe tematiche senza approfondirle completamente.
Il Verdetto di Cultura POP
Zootropolis 2 è sinonimo di “ritorno”, di viaggio indietro e avanti in un luogo preciso, in un agglomerato creativo di vite riunite innanzitutto in una città dalle mille sorprese, ancora e ancora, per poi concentrarsi su quello che accade ai suoi due protagonisti principali e a coloro che gravitano nella loro orbita.
A stordire, però, è ancora una volta la potenza di un mondo narrativo che si fa prima ancora e fondamentalmente cinematografico, potente e coloratissimo, con le immagini di un lungometraggio animato che tenta di reiterare la fascinazione ed energia del suo primo capitolo, servendosi dell’intelligenza di una scrittura che riguarda sia l’intimo, il privato e il fragile, sia il macro di una finzione che si fa subito attuale oltre lo stesso grande schermo. Da questo connubio particolare si sviluppa tutta la voce e la verve avvolgente di Zootropolis 2.
Disponibile nei cinema italiani dal 26 novembre 2025 e diretto da Jared Bush e Byron Howard, Zootropolis 2 abbraccia la strada dell’espansione, della crescita generale, sviluppando l’indole primordiale del proprio contesto, attraverso un amore generale che risplende sia dagli occhi dei suoi personaggi principali, sia passando per la miriade di dettagli, nascosti ed evidenti, ad arricchire un’esperienza che s'impone fin da subito come a tutto tondo.
Una città nata dalle ombre
In Zootropolis 2 Judy Hopps e Nick Wilde si ritrovano coinvolti in un enigma che scuote direttamente l’equilibrio urbano dalle sue fondamenta storiche. L’arrivo di Gary De'Snake, figura enigmatica e serpentina, fuggevole e dall’impatto immediato, coincide infatti con una serie di eventi che incrinano la fragile convivenza tra specie, generando un clima di tensione generale legato a vecchie storie apparentemente dimenticate.
La coppia di agenti, nuova al lavoro continuativo sul campo in team, deve questa volta giocarsi nuove carte e abilità con l’obiettivo di smantellare la polvere caduta su alcune zone della città mai esplorate prima.
Quartieri remoti, comunità isolate e scenari carichi di incertezze diventano il teatro di un’indagine che mette alla prova il loro affiatamento. Ogni passo li porta più lontano dal terreno familiare e più vicini a una rivelazione che potrebbe mutare gli equilibri della città che ritroviamo in qualche modo differente in Zootropolis 2.
Una città fra gag e citazioni
Come anticipato, Zootropolis 2 esplode letteralmente sul grande schermo, cercando di prendere la grande lezione appresa con il primo capitolo per poi espanderne le potenzialità creative. Tantissimi i rimandi, generazionali e non, cinematografici e non, in un vero e proprio tripudio di dettagli a schermo che avvolgono e tengono continuamente alto il ritmo generale di un lungometraggio che sa quando correre e quando tirare il freno.
Ma Zootropolis 2 non è solamente gag a tutto spiano, rimandi a sé stesso e alla cultura pop e cinematografica, e dettagli di sfondo, ma anche scrittura attenta e attuale. La nuova sfida lavorativa, e non, in cui si trovano coinvolti Nick e Judy cede spesso il proprio lato più avventuroso e fantasioso, per arricchirne le gesta attraverso riflessioni più interiori e adulte, che coinvolgono limiti, fragilità e psicoanalisi.
Il grande pregio del lungometraggio firmato da Disney risiede non soltanto nel divertimento, ma anche e soprattutto nelle modalità attraverso cui riesce ad arricchire la narrazione in corso attraverso tematiche fondamentali che coinvolgono inevitabilmente tutte le generazioni in sala, in modo differente, dai più grandi ai piccini. In più il gusto per la gag veloce, squisitamente incasellata, taglia continuamente in due un racconto fra lo spensierato e il profondo.
Fondamentale, nella crescita di Zootropolis 2, è il suo interesse nell’approfondire il mondo al centro dell’intreccio. Così subentra un elemento fondamentale di questo sequel: la storia e la sua importanza dal punto di vista culturale e sociale. Senza anticipare nulla, questa coinvolge direttamente le radici di un mondo/popolo che si fa riflesso stesso del nostro.
Da ciò l’importanza di salvaguardare e trasmettere il passato nel modo adeguato, introducendo a una riflessione importante sul rispetto del diverso e sulla manipolazione del potere e delle coscienze/credenze comuni.
Dal punto di vista tecnico, Zootropolis 2 abbraccia totalmente la creatività di fondo e lascia senza parole per i dettagli, in senso sia microscopico che oltre. Il taglio del film, in termini estetici, è ancora più vasto rispetto al primo, complici le grandi possibilità narrative di una “città” del genere. Il ritmo corre veloce insieme a regia e gag, e mentre ci si lascia travolgere dall’attenzione generale, sono i momenti più intimi a convincere e a lasciare qualcosa in più, anche laddove si resta solamente in superficie.
Zootropolis 2 conferma dunque di essere un ritorno soltanto in apparenza. In realtà ci si trova direttamente coinvolti in una sorta di nuovo inizio che riparte dalle fondamenta emotive passate per rilanciarle con una consapevolezza differente. La commistione tra spettacolo, investigazione e riflessione sociale funziona perché non perde mai di vista l’umanità degli animali in scena, un paradosso che il film maneggia con sorprendente naturalezza.
Ne deriva un sequel che non vive di nostalgia ma di ambizione, capace di guardare negli occhi chi lo osserva e chiedere senza troppi giri di parole che si resti al passo, anche quando la città e il tempo cambiano pelle più velocemente di quanto i protagonisti riescano a inseguirla.
È proprio questo il traguardo più interessante: Zootropolis 2 non cerca la perfezione ma la complessità e lo fa con un sorriso sornione che alleggerisce persino i nodi più intricati. Nella sua vitalità multiforme c’è la sensazione di un mondo che non smette di aggiornarsi e di un racconto che non teme affatto di puntare in alto.