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Pro
- Ambientazione inedita e interessante.
- Struttura tradizionale e solida.
- Sequenze cinematografiche.
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Contro
- L'abbiamo provato per troppo poco tempo.
- Non sembra proporre grandi novità.
- Da valutare l'impianto narrativo.
Conclusioni Finali di SpazioGames
Sebbene la brevità del test e la natura circoscritta della missione in trincea non abbiano permesso di valutare a fondo la portata complessiva del titolo, le premesse viste in fiera delineano il quadro di uno sparatutto solido. L'appuntamento è fissato per quando potremo finalmente mettere le mani su una versione più estesa, con la speranza che questo interessante viaggio storico sappia mantenere tutte le promesse della vigilia.
Diversi anni fa c’è stato un periodo in cui uno dei generi che andava per la maggiore era senza dubbio quello degli sparatutto in prima persona ambientati nel corso delle due grandi guerre mondiali, con il secondo conflitto globale a fare decisamente la parte del leone. Titoli iconici come Call of Duty, Battlefield, Medal of Honor, Brothers in Arms e molte altre saghe memorabili ci hanno infatti trasportato a più riprese in quel buio e drammatico lasso di tempo, raccontandoci soprattutto gli eventi cruciali.
La spaventosa portata della guerra che ha imperversato in quegli anni non si è però limitata a devastare unicamente tali territori, ma si è inevitabilmente spinta anche altrove, andando a insanguinare aree geografiche colpevolmente dimenticate dall'intrattenimento elettronico, come ad esempio la vastissima Cina nord-orientale.
Un conflitto feroce e dimenticato, quello combattuto contro le truppe d'invasione giapponesi, che non era mai stato finora degnamente e approfonditamente raccontato all'interno di un videogioco di alto profilo, ma che diventa ora il suggestivo e drammatico setting di The Defiant, un nuovo sparatutto in prima persona dal forte stampo narrativo.
Si tratta indubbiamente di un progetto ambizioso di cui non si sa ancora moltissimo, ma che è riuscito a catturare in breve tempo l'attenzione e la curiosità di un'ampia fetta di pubblico. Per saperne finalmente qualcosa di più, siamo volati fino a Colonia, dove durante la ricca cornice della Gamescom 2026 abbiamo potuto provarlo con mano in anteprima assoluta.
Un primo, veloce incontro
Purtroppo il nostro provato sul campo in quel di Colonia è stato davvero molto veloce, ridotto al lumicino e della durata di una decina di minuti scarsi, motivo per cui non ci è stato possibile comprendere appieno e fino in fondo le reali ambizioni, la profondità e le peculiarità strutturali di The Defiant durante questa specifica occasione. La fiera tedesca ci ha infatti concesso di completare appena una breve missione introduttiva, dandoci giusto il tempo per fare la prima conoscenza con quanto attualmente in fase di lavorazione presso Hoothanes e 4Divinity.
Il feedback complessivo che ci siamo portati a casa dalla postazione di prova è in ogni caso quello di uno sparatutto in prima persona fortemente tradizionale, saldo e radicato sui classici crismi ludici che hanno fatto la fortuna e la gloria di saghe storiche come i vecchi COD o Battlefield.
Il gioco si dimostra così fin da subito colmo di situazioni sceniche altamente spettacolari, combattimenti frenetici e momenti particolarmente epici e cinematografici: tutti frangenti che abbiamo potuto sperimentare in parte anche durante la nostra breve prova in terra tedesca, dato che in una manciata di minuti ci siamo ritrovati a partecipare attivamente ad assalti frontali disperati, a finire vittime di imboscate e persino a difenderci con i denti da attacchi ravvicinati tramite quick time event.
Un’esperienza videoludica, quindi, tanto tradizionale quanto collaudata, dato che ritmi così serrati e stratagemmi così rodati riescono ancora oggi, esattamente come una decina di anni fa, a coinvolgere il giocatore. La scelta di aggrapparsi a stilemi tanto cari al genere ci ha insomma per il momento convinto, anche se l'intera offerta resta ovviamente da valutare con la massima attenzione sul lungo termine, quando ci troveremo a gestire la campagna dall'inizio alla fine.
Una serie drammatica di avvenimenti storici che non si sono svolti all'interno di un luogo circoscritto o di una singola regione isolata, ma che hanno contraddistinto zone e contesti molto differenti tra loro all'interno del grande stato dell’Asia orientale. La nostra prova hands-on ha in particolare preso piede all'interno di trincee collocate in un setting innevato, mettendoci immediatamente di fronte alle classiche e logoranti meccaniche da guerra di posizione, ma il gioco completo saprà aprirsi a scenari ben differenti, che includono ad esempio anche ambientazioni cittadine e urbane.
Per conferire un solido filo conduttore alle varie situazioni e alle vicende belliche che saranno oggetto centrale di The Defiant, i team di sviluppo Hoothanes e 4Divinity hanno pensato in particolare di strutturare la narrazione seguendo l'andamento ciclico delle stagioni dell'anno.
I quattro grandi capitoli in cui si dividerà l'avventura prenderanno infatti i suggestivi nomi di Autunno, Inverno, Primavera ed Estate, andando a rappresentare non soltanto l'incedere inesorabile del tempo, ma fungendo anche da efficace metafora dell'avanzamento militare e strategico delle truppe cinesi contro l'invasore.
Dinamiche che ci sono state raccontate nel dettaglio dai rappresentanti stessi della software house durante il nostro briefing, ma che non abbiamo purtroppo potuto testare in prima persona con pad alla mano. La ferma volontà dei creatori è in ogni caso quella di dare vita a un’opera dallo spiccato spirito narrativo, in cui si combatte duramente e si guerreggia senza sosta, ma in cui il vero obiettivo primario resta soprattutto quello di raccontare vicende storiche e tutto ciò che è accaduto in quegli anni terribili nella Cina nord-orientale.
I ragazzi di Hoothanes ci hanno tenuto a sottolineare questo aspetto programmatico ben più di una volta durante il nostro incontro a Colonia, raccontandoci anche di come abbiano lavorato duramente e con passione per portare alla luce storie che a noi occidentali risultano ancora profondamente oscure o poco conosciute.
Un desiderio senza dubbio nobile ed encomiabile, che potrebbe trovare una continuità e venire esteso anche in seguito alla pubblicazione. Sebbene resti tutto rigorosamente da valutare in base all'effettiva ricezione del pubblico e al successo commerciale di The Defiant, all’interno degli studi di sviluppo vi sono infatti già concrete idee per far evolvere il gioco trasformandolo in una vera e propria saga, espandendo ulteriormente la narrazione e non facendola più rimanere ancorata unicamente ai fatti trattati da questo primo capitolo.
Il nostro primo incontro ravvicinato con The Defiant e la successiva chiacchierata con gli esponenti di Hoothanes e 4Divinity ci hanno sicuramente concesso di comprendere meglio la vera natura del titolo, anche se non siamo ancora riusciti a mettere completamente a fuoco la portata reale e le ambizioni globali dell'opera.
La ferma volontà di voler raccontare un periodo storico tanto complesso quanto oscuro, prendendo a piene mani dalla struttura dei migliori esponenti di una decina di anni fa, è in ogni caso un elemento indubbiamente intrigante e che promette di catturare l'attenzione di tutti quei giocatori che desiderano uno sparatutto in prima persona fortemente votato alla campagna per giocatore singolo, senza focalizzarsi primariamente sulla componente multigiocatore online.
Sbilanciarsi in giudizi definitivi adesso è francamente troppo presto, e non vediamo davvero l'ora di poter mettere nuovamente le mani sopra una versione più estesa e corposa del gioco, così da delineare con maggiore precisione queste nostre prime impressioni.
Questo primo hands-on ci ha comunque restituito l'immagine di un'esperienza tanto classica quanto all'apparenza solida, riponendo la massima fiducia nella speranza che tutto ciò venga confermato senza riserve appena The Defiant raggiungerà finalmente gli scaffali dei negozi, fisici e digitali.