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Pro
- Un RPG solido sotto ogni punto di vista.
- Concept intrigante.
- L'incipit ci ha già conquistato.
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Contro
- Un'eredità ingombrante.
- La narrazione si rivelerà valida?
- Le ambientazioni ci sono sembrate un po' troppo lineari.
Conclusioni Finali di SpazioGames
Se siete degli amanti dei giochi sci-fi è uno e uno solo il nome che viene in mente a tutti, con la saga di BioWare che ha contribuito a plasmare un intero genere.
Un'eredità sicuramente pesante, che Archetype Entertainment, al cui interno sono confluiti diversi esponenti chiave dietro i Mass Effect, e Wizards of the Coast stanno però ora provando a raccogliere con l’ambizioso Exodus.
Un’avventura spaziale con una forte componente narrativa in arrivo il prossimo 7 aprile e che promette di farci volare con la fantasia e non solo.
Grazie a un lungo provato durante la Gamescom 2026, condito da un’interessantissima chiacchierata coi disponibilissimi ragazzi di Archetype Entertainment, siamo riusciti nei giorni scorsi a scoprirne qualcosa di più e a immergerci finalmente per la prima volta nel mondo di Exodus.
Dilatazioni temporali e umani iper-evoluti
La nostra prova di Exodus è stata una delle più ricche e corpose della fiera e ci ha permesso di testare con mano numerosi aspetti dell’atteso gioco di ruolo sci-fi. A rappresentare la classica ciliegina sulla torta a riguardo è stata poi appunto la possibilità, in coda al nostro hands-on, di scambiare due parole con alcuni rappresentanti dello studio, che ci hanno illustrato alcuni dei retroscena che hanno dato origine al titolo.
Appena sedutici nella nostra postazione in quel di Colonia, ci siamo subito trovati immersi in un universo fantascientifico basato su molti dei crismi del genere, ma non per questo privo di dinamiche o caratteristiche uniche. In Exodus, infatti, un forte focus è dedicato al concetto di time dilation, un tema già trattato da opere come Interstellar.
Nell’avventura di Archetype Entertainment, quindi, i viaggi intergalattici della nostra compagnia di eroi possono durare anche diversi anni, con i pianeti che visiteremo nel corso del nostro girovagare che potrebbero risultare decisamente differenti al nostro ritorno.
Oltre che al celebre film di Christopher Nolan, fonti di ispirazione dello studio sono state Dune e Star Wars, oltre che ovviamente le altre saghe videoludiche che hanno già esplorato il genere in passato. Richiami che si possono trovare anche nei Celestiali, potenti umani evoluti nel corso di decine di millenni tramite bioingegneria e modifiche genetiche che rappresentano il grande pericolo del gioco.
Attenzione però ad additarli come il male assoluto, dato che il nostro protagonista possiede delle misteriose affinità con tali entità, che gli permettono di entrare in sintonia con antichi manufatti da loro lasciati.
Non mancano poi le scelte morali, che non vanno a definire solo i tratti caratteriali e le peculiarità del nostro alter-ego digitale, ma anche a modificare la storia e il rapporto con i nostri compagni d’armi. Ogni qual volta dovremmo prendere una decisione ci verrà infatti data un’opzione da Paladino e una da Immortale, con il gioco che ci mostra in tempo reale quale sia la scelta preferita dei nostri alleati.
Occhio anche a pensarla come una decisione binaria: i ragazzi di Archetype Entertainment ci hanno infatti assicurato che il sistema narrativo e di dialoghi di Exodus è ben più esteso e articolato di così.
Un signor RPG
Al netto di tutte le rassicurazioni sulla narrativa e sulla libertà che sarà data in mano ai giocatori il prossimo aprile, pad alla mano Exodus ci ha convinto fin da subito. Il titolo si sviluppa, come già visto del resto nei Mass Effect, come un gioco di ruolo con meccaniche da sparatutto in terza persona.
La prima cosa che vogliamo fare è spezzare una lancia a favore proprio di tale sistema, dato che siamo rimasti piacevolmente sorpresi dal feeling restituitoci. Non abbiamo infatti mai sentito la pesantezza di un sistema di gioco che fa della fase action un aspetto secondario e l’abbiamo anzi trovata reattiva e davvero ben realizzata.
Molto interessante è anche la possibilità di guidare tatticamente i propri alleati, scegliendo quando fargli attivare le abilità speciali. Durante la nostra prova alla Gamescom 2026, uno dei nostri compagni disponeva ad esempio di un potente attacco stealth con il quale abbiamo iniziato molti degli scontri, liberandoci di un nemico prima ancora di mettere mano ai fucili.
Non sono poi mancati neanche puzzle ambientali, fasi esplorative e tutto ciò che ci si aspetterebbe di trovare in un titolo del genere. Il nostro hands-on, che ci ha visto combattere per la libertà di Khonsu contro le forze conquistatrici di Lyonesse, ci ha in particolare messo davanti ambientazioni accattivanti e ben curate, sia al chiuso che all’aperto, dove la diversa gravità del pianeta ci ha regalato momenti davvero particolari, coadiuvati da un sound design particolarmente azzeccato.
La nostra ora in compagnia del gioco si è infine conclusa con lo scontro contro un grosso orso corazzato, che ci ha obbligato a sfruttare ogni singola abilità del nostro team. Raffiche di razzi, piccoli terremoti, potenti pugni e persino pietrificazioni momentanee: nonostante gli innumerevoli assi nella nostra manica – altro sintomo della grande libertà concessa da Exodus – abbiamo in ogni caso faticato a sconfiggere la nostra nemesi, che con attacchi ad area e cariche inaspettate ci ha messo in grande difficoltà.
Non possiamo infine non rassicurarvi sulla qualità della narrazione del titolo: sebbene siamo stati lanciati in una zona avanzata dell’esperienza, senza troppi dettagli su ciò che ci ha portato fin lì, non ci abbiamo messo molto a entrare in sintonia con la nostra missione e farci coinvolgere dalla guerra per la liberazione di Khonsu.
I dialoghi che abbiamo affrontato ci hanno poi mostrato come ogni situazione possa essere risolta in svariati modi, mentre le attività secondarie presenti ci hanno confermato che chiunque voglia approfondire il titolo troverà pane per i suoi denti.
Questo primo approccio con Exodus, insomma, si è rivelato oltremodo valido e ci ha messo dinnanzi a un’opera che pare avere tutto il necessario per raccogliere un’eredità che definire pesantissima è quasi un eufemismo.
Certo, molte cose possono e devono essere valutate solo con una versione completa del titolo, ma quanto fino ad ora mostratoci e raccontatoci da Archetype Entertainment e Wizards of the Coast ci ha ampiamente rassicurato.