Se cercate in un buon dizionario la definizione di espansione, troverete molto probabilmente sotto di essa il bel faccione di Geralt di Rivia. CD Projekt RED ha del resto oramai dieci anni fa settato nuovi standard qualitativi in merito, regalandoci due signori contenuti aggiuntivi come Hearts of Stone e Blood and Wine.
Dopo la grande cavalcata di Cyberpunk 2077 e in attesa del quarto episodio dedicato all’universo nato dalla mente di Andrzej Sapkowski, è però arrivata l’ora per lo studio polacco di tornare un’ultima volta su The Witcher 3 e chiudere un arco narrativo durato ben più di un decennio.
Nel corso del 2027 arriverà infatti Songs of the Past, un nuovo contenuto aggiuntivo di proporzioni mastodontiche che promette di aggiungere decine e decine di ore di gioco alla già immensa avventura in compagnia del lupo bianco di Rivia.
Un appuntamento assolutamente imperdibile per milioni di appassionati in tutto il mondo e del quale abbiamo potuto assistere a una presentazione a porte chiuse in anteprima assoluta durante la Gamescom 2026.
Un vecchio amico, un nuovo mistero
Esatto, purtroppo non è stato concesso neanche alla stampa specializzata di provare con mano questo attesissimo contenuto aggiuntivo, ma “solo” di assistere a un hands-off di una quarantina abbondante di minuti guidato direttamente dagli sviluppatori.
Prima di mostrarci il gioco in azione, i rappresentanti di CD Projekt RED e di Fool’s Theory ci hanno assicurato che Songs of the Past sarà un’espansione in tutto e per tutto, strutturata per poter rivaleggiare senza timori reverenziali con le due straordinarie pietre miliari precedentemente rilasciate per la terza avventura dello Strigo di Rivia.
Questa oretta scarsa in compagnia dell’espansione si è aperta con Geralt immerso nei suggestivi paesaggi di Letten, una regione inedita in cui il protagonista si risveglia da poco dopo aver passato la nottata a festeggiare il Belleteyn, un'antica celebrazione stagionale dedicata alla fertilità che finisce spesso e volentieri per diventare la scusa perfetta per bere senza alcun ritegno e darsi alla pazza gioia insieme alla gente del posto.
Il tempo per riprendersi dai bagordi non è purtroppo molto, dato che lo stanno aspettando in un’imponente villa nei dintorni per una ricca colazione mattutina. Ad averlo invitato altro non è che Dandelion, il celebre bardo che potreste conoscere anche come Ranuncolo, che è tornato nella sua terra natia dalla facoltosa famiglia.
Una volta recuperato lo strumento musicale, e aver sistemato lo sfortunato paesano che giurava di averlo trovato abbandonato tra i cespugli, Geralt riprende il cammino verso la residenza dell’amico, seppur pervaso da un oscuro presagio. Da qualche giorno lo sta infatti perseguitando un sogno ricorrente e angosciante, che vede come protagonisti un misterioso pozzo profondo e del sangue, tantissimo sangue.
Pensieri che trovano purtroppo una prima agghiacciante conferma durante la colazione, alla quale il simpatico menestrello non si presenta affatto. Oltre a Geralt e ai numerosi servitori presenti nella dimora, vi sono infatti solo la rigida matriarca della famiglia e Lilla, la cugina di Dandelion.
Se la prima liquida sbrigativamente la scomparsa del nipote attribuendola a una semplice scappatella, la seconda appare invece estremamente più preoccupata e riesce in breve tempo a convincere lo Strigo a mettersi alla ricerca del cantante scomparso. La pista da seguire è proprio quella suggerita dal sogno ricorrente: il Giardino delle Spine che si erge minaccioso nei paraggi.
Una volta arrivati sul famigerato luogo, l’atmosfera cambia radicalmente, dando la sensazione di trovarsi in un mondo completamente estraneo rispetto alla ridente regione di Letten, con i suoi campi in fiore e i villaggi pacifici che cedono bruscamente il passo a una foresta spettrale, densa e opprimente. Ad attendere Lilla e Geralt all’ingresso della selva è un groviglio di rovi anomali che si sta nutrendo direttamente del sangue di un povero cervo sventrato. Una scena raccapricciante, che rappresenta però solo il preludio di un nuovo e peggiore incubo.
Poco dietro tale macabro spettacolo si cela infatti il pozzo onirico intravisto da Geralt nei suoi incubi, difeso però da un cavaliere corazzato diventato ormai parte integrante dei rovi e pronto a combattere all’ultimo sangue con il cacciatore di mostri per impedirgli l’accesso a ciò che si nasconde nelle profondità sotterranee.
Uno scontro davvero spettacolare, intenso e colmo di significato narrativo, dato che il nostro avversario porta orgogliosamente addosso lo stemma dei Lettenhove, la nobile famiglia di Lilla e, per l'appunto, di Dandelion. Dopo aver superato, non senza fatica, l’agguerrito guardiano, Geralt si lancia finalmente all’interno del pozzo, dove ad attenderlo c'è una sorpresa sgradevole e misteriosa, della quale non vogliamo però anticiparvi alcuna rivelazione.
Campi in fiore e spietati rovi
Quanto mostratoci da CD Projekt RED e Fool’s Theory ci ha decisamente convinto, mettendoci di fronte a una regione che appare incredibilmente affascinante da esplorare e, soprattutto, capace di amalgamare con maestria la bellezza di paesaggi bucolici e la cupezza di tremendi incubi.
I minuti in cui abbiamo osservato le terre di Letten ci hanno immediatamente catturato, restituendoci l’impressione di zone vive, pulsanti e assolutamente realistiche, dove i contadini lavorano la terra e i bambini corrono spensierati nei prati.
I dialoghi a cui abbiamo potuto assistere, in particolare quelli tesi e taglienti avvenuti durante la fallimentare colazione nella villa dei Lettenhove, hanno poi tradito una qualità della scrittura che pare mantenersi stabilmente sugli elevatissimi livelli dell’opera originale, con anche le varie opzioni di dialogo a disposizione del giocatore che possiedono il giusto mordente narrativo.
Certo, valutare l'effettiva profondità di tale aspetto da un hands-off di un’oretta scarsa sarebbe a dir poco prematuro, ma visto il blasone e il curriculum dello studio polacco non facciamo fatica a credere che l’intera espansione saprà mantenere le promesse.
Questo anche perché la trama di fondo, come avrete facilmente intuito, pare possedere la verve giusta per intrigare il giocatore, spedendolo sulle tracce di un vecchio amico in compagnia di una comprimaria carismatica come Lilla, che fin dai primi istanti di gioco conquista grazie alla sua indole indipendente. Anche in questo caso è forse presto per sbilanciarsi eccessivamente, ma le aspettative generali sono indubbiamente altissime.
Ci è inoltre stato confermato ufficialmente – nel caso vi fossero ancora dubbi a riguardo – che Letten, oltre a essere una zona geografica completamente inedita, conterrà al suo interno un ricco ecosistema di personaggi e creature mai viste prima, pensate appositamente per arricchire la fauna e la lore del mondo di gioco.
Non mancheranno poi nuove armi e strumenti offensivi, come ad esempio una letale catena dotata di rampino in grado di attirare a sé i nemici, con tali strumenti che saranno utilizzabili anche nelle altre regioni del titolo originale e delle sue due espansioni passate.
Rimesso a nuovo
Il nostro appuntamento con The Witcher 3 alla Gamescom 2026 non è però stata un’occasione esclusiva per l'espansione Songs of the Past, ma si è rivelato anche il palcoscenico perfetto per ammirare in azione la nuova versione Remastered, che sarà disponibile gratuitamente per tutti i possessori del gioco il prossimo 29 settembre.
Il mondo di gioco appare ora visibilmente più vivo, dettagliato e ammaliante, con un salto in avanti rispetto alla versione precedente che risulta netto e immediatamente evidente. Le ambientazioni godono di una complessità poligonale superiore, le texture sono state rifinite e gli effetti di luce completamente aggiornati: i miglioramenti tecnici sono tangibili sotto ogni punto di vista e investono l’opera di CD Projekt RED nella sua interezza, restituendocela in una veste estetica moderna e pulita.
Certo, non aspettatevi la qualità di una produzione AAA nativa odierna – stiamo del resto pur sempre parlando di un titolo con una base di partenza tecnica non recentissima –, ma il colpo d'occhio complessivo è di altissimo profilo.
Non è però solo l’aspetto grafico a ricevere una sostanziale rinfrescata a fine settembre con l'arrivo della versione Remastered, ma l’intero impianto ludico e di gameplay. Il sistema di progressione delle abilità è stato interamente rivisto e snellito, così come è stato profondamente ammodernato il sistema di combattimento all'arma bianca, reso ora sensibilmente più fluido, reattivo e immediato grazie a una maggiore mobilità e a movimenti generali di Geralt più rapidi e precisi.
Considerando che tutto questo pacchetto di migliorie tecniche e ludiche sarà distribuito senza alcun costo aggiuntivo per chi già possiede il titolo base (ribadiamo, ci riferiamo esclusivamente al Remastered e non alla corposa espansione Songs of the Past), non resta davvero che togliersi il cappello dinnanzi alla software house polacca, ringraziandola per aver offerto alla community un pretesto eccezionale per rimettersi in sella e rivivere ancora una volta uno dei più grandi capolavori della storia dei giochi di ruolo.