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Pro
- Si prospetta una grande festa.
- Difficile, ma non frustrante.
- Colorato e bello da vedere.
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Contro
- Non adatto a chi non ha la giusta pazienza.
- La qualità sarà costante per tutto il gioco?
- Sarà la festa che Mega Man merita?
Conclusioni Finali di SpazioGames
Quanto visto finora tra i padiglioni della fiera tedesca ci ha insomma ampiamente soddisfatto sotto molteplici punti di vista, ma sarà assolutamente necessario attendere di mettere le mani sulla versione completa e definitiva del codice per comprendere appieno se Dual Override riuscirà davvero a lasciare un segno duraturo e memorabile nel panorama action contemporaneo o se, al contrario, si limiterà a essere un pur gradevole esercizio di stile nostalgico pensato unicamente per coccolare i nostalgici.
Durante la recente Gamescom 2026 abbiamo avuto l’occasione di provare con mano e visionare una lunghissima e variegata serie di videogiochi, partendo dall’intrigante Tides of Annihilation fino allo spaventoso Alien Isolation 2, passando per il potenzialmente dirompente Warlock e l’atteso Silent Hill Townfall.
Una schiera impressionante di opere tutte meritevoli di profonde attenzioni e in grado di catturare l’interesse di una grandissima platea di videogiocatori provenienti da tutto il mondo.
Tra tutte queste straordinarie proposte ha però trovato fieramente posto tra i vari padiglioni affollati della fiera di Colonia anche una vera e propria icona immortale dei videogiochi, un franchise storico che si appresta il prossimo anno a soffiare ben quaranta candeline sulla torta.
Stiamo ovviamente parlando di Mega Man, con il celebre e amato personaggio di Capcom che con il nuovo Dual Override si è rivelato protagonista assoluto di una delle prove in anteprima più intriganti della nostra trasferta tedesca.
Una festa per vecchi e nuovi amici
Mega Man Dual Override arriverà ufficialmente nel corso del prossimo anno su un parco di piattaforme particolarmente esteso che comprende PC, PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X/S e le due Nintendo Switch, proponendosi fin da subito come una grandissima e doverosa celebrazione per il quarantesimo anniversario della serie. Un appuntamento storico e cruciale che Capcom non può assolutamente permettersi di sbagliare e che, da quanto abbiamo avuto modo di provare con mano alla Gamescom di quest’anno, non pare in alcun modo intenzionata a fare.
Il nostro test in compagnia del titolo ci ha in particolare concesso di affrontare tre differenti stage completi, culminati con uno scontro spettacolare contro la briosa Twinkle Girl e contraddistinti da un livello di difficoltà costantemente crescente. Il nostro hands-on in compagnia del simpatico robot blu non si è infatti rivelato per nulla una tranquilla passeggiata di salute, costringendoci a sudare letteralmente le famose sette camicie per riuscire ad avere la meglio della scoppiettante avversaria e di tutti i letali pericoli ambientali che l'avevano preceduta.
Un cammino ludico cominciato in modo relativamente placido ma diventato rapidamente sempre più impervio e punitivo, presentandoci checkpoint via via più dilatati e sezioni platform notevolmente più complesse da superare. Il tutto gestito però con una game design ben ponderato, senza mai spingere sull’acceleratore della frustrazione gratuita.
Persino qualche passaggio all’apparenza insormontabile o impossibile, infatti, è stato conquistato e superato dopo una manciata di tentativi mirati e un attento studio del posizionamento dei nemici e delle piattaforme mobili, sintomo inequivocabile di come Capcom abbia lavorato in maniera certosina sul level design e sulle meccaniche di gioco.
La precisa volontà del publisher nipponico, d’altronde, è con ogni probabilità quella di aprirsi a un pubblico più vasto e trasversale possibile, accontentando sia gli storici fan di vecchia data – che pretendono giustamente una sfida di alto livello e una severità non indifferente – sia i potenziali nuovi giocatori, evitando di spaventarli con una curva di apprendimento eccessivamente ripida e scoraggiante.
La nostra impressione generale, per quanto inevitabilmente limitata alla durata della nostra breve ma intensa prova nella kermesse di Colonia, è che Dual Override si trovi attualmente sulla strada assolutamente corretta per centrare in pieno questo ambizioso traguardo.
Durante il nostro hands-off ci siamo trovati nello specifico di fronte a tre opzioni distinte: una prima alternativa pensata espressamente per gli amanti di uno stile di gioco più offensivo e dotata di una maggiore potenza di fuoco, una seconda opzione che permetteva di generare uno scudo energetico temporaneo per parare i colpi, e un’ultima variante dedicata unicamente ai puristi e ai giocatori più hardcore, priva di qualsiasi bonus o vantaggio strutturale.
Noi abbiamo voluto testare con cura tutte e tre le diverse combinazioni offerte, verificando con enorme piacere come nessuna di esse finisse per semplificare eccessivamente il gioco snaturandone l’anima classica, quanto piuttosto permettendoci viverlo con sfumature differenti.
Sapere di poter contare su uno scudo protettivo per assorbire un proiettile in arrivo ci ha infatti spinto ad affrontare determinate sezioni con un approccio tattico diverso rispetto al trovarsi nei panni di un robot votato alla sola offesa ma totalmente sprovvisto di difese aggiuntive.
Al netto di queste pur significative e gradite differenze, i chip intervengono comunque soltanto fino a un certo punto dell'economia di gioco, lasciando saldamente la maggioranza della sfida e del controllo nelle mani dei giocatori. Senza la combinazione della giusta precisione millimetrica e di un tempismo impeccabile nei riflessi, infatti, difficilmente si riuscirà a sormontare gli ostacoli più complessi disseminati lungo i livelli.
Un’altra meccanica di gameplay particolarmente interessante è poi quella che dona direttamente il nome all’opera, ossia il sistema dell'Override. Riempiendo progressivamente l’apposito indicatore d’energia durante i combattimenti, diventa infatti possibile attivare questa devastante abilità speciale, capace di potenziare in modo esponenziale la forza e la velocità di Mega Man al termine di una piacevole sequenza cinematica d’intermezzo.
Bisogna tuttavia prestare molta attenzione a non abusarne o a non sfruttarla in modo indiscriminato: al termine del periodo di power-up, infatti, il nostro eroe andrà incontro a un naturale momento di affaticamento temporaneo, tramutandosi di conseguenza in una preda molto più vulnerabile per tutte le diavolerie meccaniche presenti nell'area, soprattutto quando ci si scontra con i boss di fine livello.
Uno spettacolo pirotecnico
Mega Man Dual Override ci è parso dunque in un buono stato sul versante strettamente legato al gameplay, fondendo bene insieme l’imprescindibile e rigoroso retaggio della saga classica con svariate intuizioni capaci di svecchiare la formula senza minimamente corrompere ciò che ha reso questo brand così leggendario in quattro decadi di storia.
Sia le sezioni platform più esplorative che i frenetici scontri con i boss ci hanno convinto in toto, regalandoci momenti memorabili e un appagante senso di gratificazione al superamento delle fasi più ostiche.
Un grandissimo plauso merita inoltre il comparto artistico, con la stragrande maggioranza degli scenari incontrati che ci ha colpito per la ricchezza cromatica, la cura certosina dei dettagli di sfondo e la brillantezza dei colori accesi.
Ottima anche la varietà stilistica proposta persino tra stage consecutivi: se lo scontro ambientato nello spazio profondo contro Astro Man R ci ha catapultato tra le stelle, la prova con Twinkle Girl ci ha infatti invece immersi in una festa pirotecnica memorabile. Ah e lo sapevate che Proto Man sarà il secondo personaggio giocabile di Mega Man: Dual Override?