Capcom guarda al futuro, ma con un occhio ben saldo rivolto al proprio passato. È questo il messaggio che emerge dal nuovo integrated report dell’azienda, in cui la compagnia guidata dal presidente e COO Haruhiro Tsujimoto chiarisce l’intenzione di riportare in vita alcune delle sue IP storiche attraverso nuove uscite, remake e porting. Non si parla soltanto dei colossi che dominano oggi il mercato, come Street Fighter, Monster Hunter e Resident Evil, ma anche di serie che da anni i fan chiedono a gran voce di rivedere: Devil May Cry, Mega Man, Ace Attorney e molti altri.
Capcom cita proprio questi IP come esempi di franchise con comunità solide e affezionate, comunità che l’azienda vuole continuare a coltivare, espandere e – potenzialmente – trasformare in pilastri paragonabili ai suoi marchi più forti. Un obiettivo ambizioso, ma non irrealistico: basti pensare all’effetto dell’anime di Devil May Cry su Netflix, che ha spinto Devil May Cry 5 a superare i 10 milioni di copie vendute, numeri da blockbuster di prima fascia.
Nonostante nel 2025 non siano usciti nuovi capitoli di Ace Attorney o Mega Man, qualcosa si sta muovendo. Nel 2026 arriverà infatti la Mega Man Star Force Legacy Collection, mentre altri progetti – non ancora annunciati – potrebbero essere in fase di valutazione. Tsujimoto ha inoltre ribadito che l’azienda continuerà a puntare sul RE Engine, aggiornandolo costantemente per restare al passo con le evoluzioni tecnologiche.
Il presente di Capcom resta molto ricco: a febbraio arriverà Resident Evil Requiem, che sarà disponibile sin dal day one su Nintendo Switch 2, chiaro segnale dell’impegno multipiattaforma della compagnia. Prosegue anche il supporto a Monster Hunter Wilds e Street Fighter 6, mentre nel 2026 debutterà finalmente Pragmata, la nuova IP sci-fi più volte rinviata e ambientata in una stazione orbitale invasa da robot ostili.
Ma la domanda inevitabile è: quali altre saghe potrebbero tornare davvero? In molti sperano in un revival di Dino Crisis, mentre altri ricordano con affetto serie come Breath of Fire o Ghosts 'n Goblins. Capcom ha un catalogo vastissimo, ricco di nomi che potrebbero risorgere con il trattamento moderno che l’azienda ha già dimostrato di saper realizzare con qualità.
Per ora non ci sono conferme ufficiali, solo intenzioni chiare: Capcom vuole riprendere in mano le sue IP classiche e riportarle al centro della scena. E se la storia recente dell’azienda ci ha insegnato qualcosa, è che quando Capcom decide di investire su un ritorno, raramente lo fa a metà.