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Pro
- Gameplay assuefacente.
- Setting classico ma sempre piacevole.
- Una partita tira l'altra.
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Contro
- Da valutare longevità e varietà.
- Sotto certi punti di vista derivativo.
- La trama reggerà?
Conclusioni Finali di SpazioGames
Come ogni anno, anche in questo agosto si è tenuto in quel di Colonia uno degli appuntamenti più importanti a livello mondiale per tutti coloro che amano i videogiochi, ossia Gamescom.
Un appuntamento, insomma, imperdibile per i fan, che possono passare una manciata di giorni totalmente immersi nel proprio hobby.
Noi, ovviamente, non potevamo mancare e siamo infatti nei giorni scorsi impegnati a girare in lungo e in largo per la fiera, alla ricerca dell’ultima novità e per provare i titoli più attesi. Tra un appuntamento e l’altro abbiamo avuto modo anche di fare la conoscenza con Armatus, sparatutto roguelite in terza persona di Counterplay Games e Fictions previsto per il prossimo 7 gennaio.
Un titolo che tenevamo nei radar già da un po’ e che ora abbiamo finalmente potuto provare con mano, ricavandone impressioni decisamente positive.
Una Parigi in ginocchio
L’idea alla base di Armatus è tanto classica quanto accattivante: nel gioco ci metteremo infatti nei panni di un potente guerriero sovrannaturale, capace di districarsi tanto con le armi da fuoco quanto con poteri celestiali, il cui compito è quello di salvare una Parigi finita sotto il giogo delle forze demoniache e trovare all’interno di essa il portale perduto verso la salvezza dell’umanità. Un’ambientazione che gioca saggiamente con atmosfere gotiche, decadenti e religiose, mescolando elementi che ricordano da molto vicino quelli visti nel primo capitolo di Darksiders.
Armatus è in ogni caso decisamente differente dal titolo di Vigil Games e i confronti con esso si fermano giusto al setting e all’impatto scenico. L’opera di Counterplay Games è infatti un TPS con dinamiche roguelite che fa del dinamismo, della verticalità e della reattività dei comandi i suoi assoluti punti di forza.
Ogni partita in compagnia del titolo comincia allo stesso modo: scegliendo un’arma di partenza e lasciando il rifugio sicuro per addentrarsi nella post-apocalittica capitale francese, facendosi largo tra orde di demoni e abomini di ogni sorta un distretto dopo l'altro. La struttura di gioco si sviluppa stanza dopo stanza, imponendo un ritmo serrato che non concede un attimo di tregua al giocatore.
Dopo ogni manciata di stanze superate ci si ritrova dinnanzi a vari power-up tra cui scegliere e a una decisione strategica cruciale sul come proseguire. Il gioco ci consente infatti di pianificare la nostra rotta, chiedendoci che tipologia di sfide affrontare e che vantaggi ottenere per i piani successivi.
Ogni fase di gioco si conclude infatti con la presenza di più portali che ci mostrano chiaramente per cosa combatteremo da lì a breve, ossia se per ottenere nuove e devastanti abilità celestiali, per una maggiore potenza di fuoco o, perché no, anche solo per accumulare un maggior numero di monete da usare per upgrade e potenziamenti vari.
Tale leitmotiv ha segnato la nostra intera esperienza in compagnia del gioco alla Gamescom 2026, avvinghiandoci in un loop ludico decisamente assuefacente e difficile da interrompere. Il tutto è proseguito senza sosta almeno fino all’incontro con il boss che ha rappresentato la fine del nostro hands-on tedesco e che si è rivelato un vero osso duro, capace di evocare servitori e minion a supporto e di sfruttare potenti attacchi ad area che richiedono riflessi pronti per essere evitati.
La parte migliore della nostra esperienza non è però stata rappresentata da tale battaglia finale, per quanto piacevole e ben realizzata, bensì dal percorso tattico che ci ha portato ad essa. Nelle stanze precedenti abbiamo infatti avuto modo di plasmare il nostro personaggio in totale libertà, scegliendo le abilità, i tratti e le caratteristiche che meglio si adattavano al nostro stile di gioco e alle minacce incontrate.
Le nostre decisioni hanno dato in particolare vita a un eroe che ama combattere prevalentemente dalla distanza, supportato da un boost non indifferente per i colpi andati a segno ripetutamente, e dotato al contempo di un forte attacco dall’alto per disperdere le file nemiche. Il risultato complessivo è stato sicuramente interessante e stimolante, mettendoci però in seria difficoltà contro quegli avversari particolarmente aggressivi che amano il combattimento ravvicinato.
Altre scelte all'interno della stessa partita avrebbero generato dei personaggi completamente differenti, donandoci di conseguenza anche una run da affrontare con modalità e tattiche ben diverse rispetto alla nostra.
Una partita tira l'altra
Lasciando da parte per un attimo tutte le possibilità di progressione e di customizzazione del nostro eroe, Armatus offre un sistema di combattimento, come avevamo accennato in apertura di articolo, estremamente dinamico, fluido e reattivo. Controllare il potente guerriero celestiale è infatti oltremodo divertente, con la nostra mezz’oretta in compagnia del gioco che ci ha visto districarci tra avversari furiosi, schivate millimetriche, doppi salti scenografici e abilità speciali da inanellare una dopo l’altra.
Le mappe, per quanto generate proceduralmente per garantire rigiocabilità, sono poi state costruite con un’ottima cura e un buon numero di rifugi, ripari e coperture, adattandosi al nostro modo di affrontare i pericoli e alle peculiarità degli ambienti stessi. Il bestiario con cui ci siamo scontrati, per quanto ovviamente limitato rispetto a quello completo che ci aspetterà nella versione finale del titolo, si è poi rivelato tutto sommato vario e ben assortito, contraddistinto da bestie di ogni sorta, partendo da semplici non morti fino ad arrivare ad amenità volanti, senza dimenticare oscuri stregoni e delle specie di druidi velenosi.
Considerando tutti questi aspetti, pur senza strabiliarci con meccaniche totalmente inedite o rivoluzionarie per il mercato, Armatus ha saputo davvero divertirci, catturandoci con un loop di gameplay che fa presto ricadere nel classico mantra “ancora una partita e poi smetto”.
L’impressione è quindi quella di essersi trovati dinnanzi a un titolo solido, ben congegnato e che tocca le giuste corde di chi ama il genere, pur senza avere appunto la pretesa di imporsi come un capolavoro imperdibile o un nuovo punto di riferimento.
Anche sul piano strettamente tecnico Armatus si difende egregiamente, pur senza colpire particolarmente con virtuosismi grafici spinti. Il focus principale degli sviluppatori è infatti chiaramente la fluidità e la stabilità dell’esperienza, con un framerate che abbiamo trovato assolutamente granitico anche nelle sequenze più complesse e affollate, mentre la resa grafica generale resta in ogni caso su livelli più che buoni.
Se amate le esperienze roguelite e gli sparatutto in terza persona ricchi di azione, insomma, vi consigliamo di tenere davvero d’occhio Armatus, dato che l’opera di Counterplay Games e Fictions pare avere tutte le carte in regola per rivelarsi un passatempo riuscito e appagante.
L’appuntamento con pad alla mano è fissato al prossimo 7 gennaio, quando il titolo arriverà ufficialmente su PC e console, Nintendo Switch 2 compresa.