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Pro
- Colorato e divertente.
- Tante creature.
- Ottimo stile visivo.
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Contro
- Da valutarne la tenuta con il tempo.
- Sintetizzazione ancora da valutare completamente.
- La trama sarà valida anche per i giocatori più anziani?
Conclusioni Finali di SpazioGames
Come ogni grande saga che si rispetti, nel corso degli anni anche Dragon Quest ha visto fiorire numerosi spin-off capaci di accompagnare degnamente i capitoli principali.
Tra questi, uno dei più apprezzati è sicuramente Monsters, che con le sue meccaniche incentrate sull'allenamento e sui combattimenti tra le iconiche creature della serie ha saputo conquistare migliaia di appassionati.
Una saga capace oramai di vivere di vita propria e che il prossimo 3 dicembre si espanderà su PS5, PC, Xbox e Nintendo Switch con un nuovo, attesissimo capitolo: Dragon Quest Monsters: Il regno sfiorito.
Un titolo già finito nel mirino dei fan da tempo e che noi abbiamo avuto l’occasione di provare in anteprima per circa un’ora durante la Gamescom 2026. Un hands-on che ci ha permesso di scoprire qualcosa di più sul gioco e del quale siamo finalmente pronti a parlarvi.
Due ragazze in missione
Il regno sfiorito racconta la vicenda di due giovani ragazze i cui padri sono purtroppo affetti da una grave malattia. L’unico modo per salvarli sembra quello di recuperare delle mitologiche foglie della vita, un rimedio miracoloso la cui reale esistenza è tutta da dimostrare.
Una speranza sempre più fioca, almeno fino a quando una strana luce non le conduce nel cuore della notte all'interno di un universo parallelo, brulicante di mostri e, si spera, del tanto agognato medicinale.
È proprio nei primissimi istanti di gioco, in cui le due protagoniste fanno subito amicizia e uniscono le forze per raggiungere il medesimo obiettivo, che ha avuto luogo la nostra prova tedesca. Un prologo che ci ha permesso di prendere confidenza con il setting de Il regno sfiorito e di saggiarne le meccaniche cardine, offrendo fin da subito un incipit narrativo decisamente ispirato e coinvolgente.
Così come i precedenti episodi della costola Monsters, anche questo nuovo capitolo ruota attorno alla cattura dei mostriciattoli e al loro impiego in battaglia. Dimenticate le classiche sfere magiche: qui l’obiettivo è convincere le creature della nostra forza.
Attenzione però alla gestione degli spazi: non tutti i mostri sono uguali e quelli di taglia maggiore occuperanno più slot all'interno della nostra squadra. Se avremo a disposizione quattro slot complessivi in battaglia, questi potranno essere riempiti da quattro creature minute, da due esemplari di taglia grande oppure da un singolo colosso affiancato da due mostriciattoli più piccoli.
Una meccanica sfiziosa che dona un ulteriore tocco di verosimiglianza e strategia alla composizione del party, obbligandoci a ponderare attentamente ogni singola mossa in fase di preparazione.
Per il resto, l’ossatura dei combattimenti rimane quella classica dei JRPG tradizionali: scontri a turni scanditi da opzioni d'azione ben collaudate ed efficaci, che ci hanno convinto fin da questo primo contatto pad alla mano. A completare il quadro troviamo un sistema di progressione basato sull'esperienza accumulata in battaglia, affiancato da una gestione dei punti guadagnati che ci permette di scegliere se potenziare le statistiche base dei nostri compagni o sbloccare nuove abilità.
Da non sottovalutare è poi la varietà del bestiario: i rappresentanti di Square Enix ci hanno confermato che in Dragon Quest Monsters: Il regno sfiorito saranno presenti oltre 500 creature differenti, suddivise in ben 8 famiglie. Un roster imponente reso ancor più stimolante dalla presenza del sistema di sintetizzazione, che permette di fondere due mostri per generarne uno nuovo scegliendo tra un ampio ventaglio di opzioni.
Una meccanica che consente di ereditare il meglio da entrambi i genitori, valorizzando i progressi fatti fino a quel momento. Attenzione però: la neonata creatura, sebbene dotata di statistiche di partenza decisamente elevate, ripartirà inevitabilmente dal livello 1, risultando inizialmente vulnerabile nelle fasi più avanzate dell’avventura. Tentare di sintetizzare l'intera squadra in un sol colpo, qualora lo steste valutando, non è insomma una mossa saggia.
Nel corso di una prova durata appena un’ora, inevitabilmente frammentata tra le varie fasi di gioco, non è stato possibile sviscerare appieno la profondità di questo sistema, ma i riscontri iniziali sono più che positivi e promettono una notevole profondità tattica, oltre a ore di sano divertimento anche per i giocatori più giovani.
Salvare il mondo e stringere nuove amicizie
Dragon Quest Monsters: Il regno sfiorito sfoggia infatti un'ambientazione e un tono che, nel solco della tradizione, strizzano l'occhio a chi si avvicina per la prima volta al genere. Dialoghi, caratterizzazione dei personaggi, design delle creature e direzione artistica richiamano da vicino le atmosfere di una serie animata, così come anche svariate meccaniche.
L'universo in cui si ritrovano le due protagoniste, ad esempio, è afflitto da una grave siccità, emergenza che le ragazze cercheranno di arginare imbracciando un annaffiatoio magico capace di rinvigorire le radici del grande albero che sorge al centro del mondo.
Il risultato finale è delizioso e capace al contempo di non scontentare i veterani grazie a una fitta rete di meccaniche, prima fra tutte la già citata sintetizzazione.
Un ultimo plauso va infine riservato allo stile visivo scelto da Square Enix per le fasi esplorative, che ci ha colpito fin dai primi minuti trascorsi in compagnia del titolo. Girovagando per le ambientazioni si ha costantemente la sensazione di camminare sulla superficie di una grossa sfera che ruota fluidamente attorno a noi in base ai nostri spostamenti.
L'effetto scenico è unico, di grande impatto e conferisce al mondo di gioco un'identità visiva irresistibile, in cui gli elementi dello scenario prendono forma progressivamente man mano che avanziamo. Una particolarità forse difficile da spiegare esaustivamente a parole, ma che dal vivo si rivela notevole e perfettamente integrata con il resto della produzione, regalandoci un quadro complessivo davvero eccellente e ricco di promesse per il futuro.