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Pro
- Gameplay veloce e divertente.
- Tante opzioni di personalizzazione.
- Perfetto per i fan del genere.
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Contro
- Nulla di veramente innovativo.
- Da valutare l'ampiezza delle missioni.
- Impianto tecnico non all'ultimo grido.
Conclusioni Finali di SpazioGames
Come ogni anno, anche in questo caldo agosto siamo volati nella Germania settentrionale, più precisamente a Colonia, dove si è tenuta quella che è ormai a tutti gli effetti una delle manifestazioni più importanti e attese dell’intera industria videoludica globale.
Stiamo ovviamente parlando della Gamescom 2026, la celebre kermesse che ha letteralmente infiammato i padiglioni della Koelnmesse tra il 26 e il 30 agosto, catalizzando l'attenzione di milioni di appassionati e addetti ai lavori provenienti da ogni angolo del pianeta.
Una fiera immensa e ricca di stimoli che, ancora una volta, ci ha generosamente concesso l'opportunità di mettere le mani in anteprima assoluta sopra alcuni dei progetti e dei titoli più caldi e attesi dei prossimi mesi, oltre che di scambiare due chiacchiere con i principali creativi e sviluppatori dietro le quinte.
Tra i moltissimi appuntamenti a cui abbiamo avuto il privilegio di partecipare in questi giorni frenetici, un posto di rilievo spetta senza dubbio a quello dedicato a Gundam Rogue Orbit, la nuova e ambiziosa opera targata Bandai Namco Entertainment basata sullo storico franchise a base mecha, la cui uscita è attualmente attesa nel corso del prossimo anno su PC, PlayStation 5 e Xbox Series.
Decisi passi avanti
Durante la nostra intensa esperienza sul campo alla Gamescom 2026, abbiamo avuto la possibilità di completare ben due differenti missioni all'interno del titolo, così da saggiarne la struttura ludica e la varietà.
La prima, posizionata idealmente nelle primissime fasi della campagna principale, ci ha visti intervenire all'interno di uno spazioporto per liberarci di una fitta serie di minacce minori, mentre la seconda ci ha messo di fronte a un boss imponente, un nemico tanto coriaceo quanto letale che ha richiesto tutta la nostra attenzione.
Il tutto potendo inoltre scegliere liberamente tra tre differenti modelli di Gundam, ognuno dei quali caratterizzato da un armamentario dedicato e da uno stile di combattimento differente.
Un hands-on complessivamente corposo e in grado di evidenziare fin da subito i grandissimi progressi tecnici e ludici compiuti dalla saga rispetto alle sue ultime iterazioni. Il feedback pad alla mano ha infatti fatto evidenti passi in avanti rispetto al passato: i comandi rispondono adesso con una buonissima reattività e i mecha risultano finalmente molto più piacevoli, fluidi e gratificanti da manovrare in ogni situazione.
Tutte caratteristiche e promesse che abbiamo effettivamente riscontrato, testato e apprezzato nel nostro appuntamento in terra tedesca, dal quale, lo sottolineiamo, siamo usciti ben più che soddisfatti.
Sappiamo perfettamente cosa state pensando leggendo queste righe, e la risposta è no: questo nuovo capitolo di Gundam non vuole e non deve essere considerato un nuovo Fires of Rubicon, anche se è assolutamente innegabile che il titolo debba molto, sia in termini di ispirazione che di pulizia meccanica, all'opera firmata FromSoftware.
Non aspettatevi dunque di trovarvi tra le mani un’esperienza sovrapponibile all'ultimo Armored Core (titolo anch'esso pubblicato da Bandai Namco), ma vi farà sicuramente piacere constatare che il feeling generale di pilotaggio, la gestione degli spazi e il dinamismo dei combattimenti risultano sotto moltissimi aspetti piacevolmente simili.
Come vi accennavamo poco fa descrivendo le opzioni di personalizzazione e la varietà della prova, abbiamo potuto testare con mano tre differenti mecha, ciascuno dei quali caratterizzato da un'arma principale. Il primo modello a nostra disposizione disponeva di una classica spada, un'arma tanto versatile quanto semplice da padroneggiare mentre il secondo mech si affidava invece a una lunga e pesante lancia, uno strumento offensivo perfetto per colpire con precisione le minacce dalla distanza.
La terza ed ultima opzione provata, invece, si distingueva nettamente per un particolare equipaggiamento ibrido che fondeva insieme le proprietà di una spada e di una frusta, ideale per scatenare devastanti attacchi ad area capaci di colpire contemporaneamente gruppi numerosi di nemici.
Oltre all'equipaggiamento principale, ciascun mecha poteva ovviamente contare su un'affidabile arma da fuoco secondaria da affiancare agli affondi ravvicinati, nonché su un set di abilità speciali.
Durante il nostro test ne abbiamo potute saggiare direttamente due: la prima ci ha permesso di scagliare una salva di missili a ricerca mirata contro i bersagli in movimento, mentre la seconda ha generato uno scudo energetico frontale con cui assorbire i colpi nemici in arrivo prima che potessero scalfire la nostra corazza.
Nel variegato arsenale delle opzioni offensive trova inoltre spazio un’abilità ancora più potente e spettacolare, denominata Over-rise, che una volta attivata potenzia in modo esponenziale il nostro alter ego digitale, conferendogli persino una preziosa invulnerabilità temporanea.
Una risorsa strategica da sfruttare con grande attenzione e unicamente al momento opportuno, dato che il tempo di ricarica dell'abilità è giustamente elevato e rischiereste seriamente di trovarvi sprovvisti di protezione proprio nei frangenti più caldi della battaglia.
Un occhio di riguardo va inoltre mantenuto sul livello di stress termico del robot: lanciarsi a testa bassa senza un minimo di criterio tattico durante gli scontri più frenetici potrebbe infatti surriscaldare pericolosamente il mecha, immobilizzandolo per qualche istante e rendendolo un bersaglio facile per il fuoco nemico.
Lunga vita ai robottoni
Tutto ciò che vi abbiamo raccontato finora sulla struttura di gioco ci ha tutto sommato convinto, regalandoci ottime impressioni e una generale sensazione di solidità. La prima missione della nostra prova ci ha permesso in particolare di prendere confidenza graduale con i comandi, facendoci affrontare avversari relativamente semplici in compagnia di alleati gestiti direttamente dall'intelligenza artificiale: un ottimo banco di prova per comprendere a fondo le peculiarità di Gundam Rogue Orbit e apprezzare la dinamicità del sistema nel suo complesso.
Muovendoci all'interno dell'area di missione, abbiamo schivato raffiche di colpi in arrivo con scatti laterali millimetrici, ci siamo lanciati in assalti feroci a mezz'aria e abbiamo bombardato i bersagli dalla distanza, dando vita a una danza della morte fluida, coreografica e spettacolare nei panni di imponenti robot metallici.
Sebbene durante la demo avessimo a disposizione solo una frazione limitata delle abilità e delle opzioni di personalizzazione che saranno presenti nel gioco finale, la varietà delle situazioni affrontate ha dimostrato come il gameplay sia già oggi particolarmente solido e sfaccettato.
La seconda missione ci ha invece messo faccia a faccia con un grosso boss di fine livello, uno scontro diretto contro cui è stato assolutamente necessario calibrare con precisione ogni singola mossa e sfruttare al massimo le potenzialità offensive e difensive del Gundam per sperare di uscirne vivi.
Lo scontro, pur senza gridare al miracolo in termini di originalità assoluta, si è rivelato comunque impegnativo e appagante, costringendoci a destreggiarci agilmente tra imponenti attacchi ad area e manovre evasive. A questo proposito, vale sicuramente la pena citare la presenza dei classici punti deboli, su cui è necessario concentrare il fuoco per infliggere danni ingenti e indebolire rapidamente la nemesi di turno.
Dal punto di vista puramente tecnico, Gundam Rogue Orbit ci è sembrato un prodotto già piuttosto valido e pulito sulla versione base di PlayStation 5, pur senza spingersi comunque a livelli altissimi. La cura riposta dagli sviluppatori nei dettagli dei mecha e degli avversari, coadiuvata da ottimi effetti particellari durante le esplosioni e l'uso delle armi energetiche, ci ha convinto pienamente, rendendo i celebri robottoni più dettagliati e belli che mai sullo schermo.
Promossa anche la colonna sonora che, per quel poco che abbiamo potuto ascoltare nei padiglioni della fiera, ci ha accompagnato con tracce epiche e incalzanti durante gli scontri più concitati della nostra prova tedesca.