Mancano ormai pochi giorni all'arrivo di Doom: The Dark Ages – Revelations e id Software sembra intenzionata a chiudere il cerchio narrativo e ludico aperto con il capitolo principale in grande stile. L'espansione, presentata come il capitolo conclusivo del percorso avviato con Doom: The Dark Ages, non si limita a promettere nuove mappe e nuovi nemici, ma punta a intervenire direttamente sulle fondamenta del sistema di combattimento, portando avanti quel lavoro di raffinamento che ha caratterizzato ogni DLC della serie negli ultimi anni.
Per farsi un'idea più precisa di cosa aspettarsi, abbiamo partecipato a un'anteprima gameplay mostrata a porte chiuse, un'occasione che ha permesso di osservare da vicino numerose novità sia sul fronte del gameplay sia su quello della narrazione. Le sessioni mostrate hanno toccato più ambiti contemporaneamente: dal comparto delle armi a quello dei nemici, passando per le nuove ambientazioni fino ad arrivare ai contenuti pensati per l'endgame, un aspetto su cui la produzione sembra aver investito parecchio.
Quello che emerge fin dalle prime battute è la volontà di non accontentarsi di un'espansione puramente cosmetica. Il team ha lavorato tanto sul piano quantitativo, con nuove aree, nuovi boss e nuove modalità, quanto su quello qualitativo, rivedendo il modo in cui il Doom Slayer si muove e combatte, con l'obiettivo dichiarato di rendere ogni scontro più leggibile e al tempo stesso più spettacolare.
Nelle prossime righe ripercorriamo nel dettaglio tutto quello che abbiamo potuto osservare durante la presentazione, dalle novità legate al bestiario fino agli sviluppi sul fronte della lore, passando per le migliorie tecniche che accompagneranno il lancio di Revelations anche su console.
Nemici con vulnerabilità specifiche
Una delle novità più interessanti riguarda il ritorno dei nemici caratterizzati da vulnerabilità specifiche. Alcune creature potranno essere affrontate in maniera molto più efficace utilizzando attacchi ben precisi. Il nuovo Cosmic Elemental, ad esempio, subirà danni maggiori da una particolare abilità della lancia, mentre i colpi alla testa con l'Impeller risulteranno particolarmente efficaci contro il Buzz Saw Demon. Anche i nemici evocati dagli Arch-vile reagiranno in modo diverso a uno specifico attacco della stessa arma.
La Chain Spear introduce inoltre il Meat Hook, un rampino che amplia sensibilmente la mobilità del Doom Slayer. La sua abilità Orbit alimenta automaticamente i potenziamenti delle armi legate a Pulverizer, Accelerator e Shredder, permettendo di sfruttarne le caratteristiche anche quando non viene utilizzata la Shield Saw.
Il sistema di combattimento è stato ulteriormente rifinito. I fendenti perfetti con la lancia richiedono un tempismo più preciso rispetto alle classiche parate con lo scudo, ma garantiscono vantaggi offensivi più significativi. Parallelamente sono state aggiunte nuove Glory Kill dedicate esclusivamente alla lancia e la finestra utile per eseguire i Glory Strike è stata estesa, rendendo il ritmo delle esecuzioni decisamente più dinamico.
Anche la Shield Saw è stata ribilanciata per integrarsi meglio con la nuova arma, consentendo di alternare rapidamente i due stili di combattimento senza interrompere il flusso dell'azione. Chi preferisce specializzarsi su una sola arma potrà comunque farlo senza penalizzazioni.
Uber Boss, Master Arenas e Riptorium 3.0
Sul fronte dei contenuti, l'espansione sembra offrire molto più della semplice campagna principale. Completando una serie di arene di sfida sarà possibile affrontare un potente Uber Boss che, una volta sconfitto, sbloccherà le Master Arenas. Il completamento di tutte le sfide aprirà inoltre l'accesso al Riptorium 3.0, una modalità arricchita da numerosi contenuti aggiuntivi pensati per prolungare la longevità del DLC.
L'Update 4, che accompagnerà il lancio di Revelations, introdurrà anche alcune migliorie tecniche. Su PlayStation 5 Pro sarà disponibile il supporto al PSSR, con immagini più nitide e una qualità visiva superiore. Dalle sequenze mostrate emergono inoltre un'interfaccia ridisegnata e nuovi indicatori dedicati al combattimento corpo a corpo.
L'anteprima ha permesso anche di osservare più da vicino il Buzz Saw Demon, una nuova minaccia capace di alternare assalti estremamente aggressivi a rapide ritirate difensive. Armato di uno scudo metallico e di un arto modificato utilizzato come arma principale, questo demone sembra destinato a mettere in difficoltà anche i giocatori più esperti, costringendoli ad adattare continuamente il proprio approccio durante gli scontri.
Da Hell's Core al Chasm of Zoro
Dal punto di vista artistico, Revelations sembra rappresentare uno dei capitoli più ambiziosi dell'intera serie. Le ambientazioni spaziano dal gelido Hell's Core, dove enormi strutture meccaniche perforano i ghiacci con giganteschi raggi energetici, fino al surreale Chasm of Zoro, un labirinto apparentemente infinito che lascia intuire la presenza di segreti nascosti dietro ogni percorso secondario.
Tra le nuove aree compare anche il Proving Grounds, situato all'esterno della sala dell'Alto Consiglio dell'Inferno. Tutto lascia pensare che il Doom Slayer dovrà affrontare una serie di prove prima di poter accedere al cospetto del Consiglio, dando vita ad alcune delle battaglie più impegnative dell'intera espansione.
Particolarmente interessante è anche il ruolo del misterioso Architect, figura già nota ai fan come il creatore della celebre Predator Suit. Le nuove sequenze sembrano suggerire un coinvolgimento molto più profondo nella gerarchia infernale, aprendo nuovi interrogativi sul suo passato e sul motivo del suo esilio nelle lande ghiacciate dell'Inferno.
Ne varrà la pena?
Da quello che abbiamo potuto osservare nell'anteprima a porte chiuse, Doom: The Dark Ages – Revelations non sembra volersi limitare ad ampliare i contenuti già visti nel gioco base, ma punta a ridefinire alcuni equilibri fondamentali del combattimento. L'introduzione della Chain Spear e del Meat Hook aggiunge una dimensione di mobilità che mancava, e il modo in cui si integra con la Shield Saw suggerisce un lavoro di bilanciamento attento, pensato per non snaturare l'identità action che ha reso celebre la serie negli ultimi anni.
Il ritorno delle vulnerabilità specifiche sui nemici è un elemento che personalmente trovo interessante, perché costringe il giocatore a leggere lo scontro invece di affidarsi al solo button mashing, e questo si sposa bene con la filosofia di design che id Software ha portato avanti fin dal reboot del 2016.
Sul fronte contenutistico, la presenza di un Uber Boss, delle Master Arenas e del Riptorium 3.0 lascia intendere che gli sviluppatori vogliano offrire una vera e propria coda endgame, qualcosa che vada oltre la semplice campagna e che dia un motivo concreto per tornare sul gioco anche a distanza di settimane. Appuntamento quindi al lancio per scoprire se le sensazioni avute durante l'anteprima troveranno conferma nel prodotto finale.